Capitolo 1

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Tempi duri affliggevano le città portuali, il terrore si era insinuato nei cuori della gente, il motivo era molto semplice: pirati. Una leggenda aleggia sull'inizio di questa persecuzione da parte loro, si tratta di un uomo la cui storia è entrata a far parte della vita di tutti; l'uomo di cui parlo è il Capitan Mirror Spade, il pirata che riuscì a conquistare ricchezza, fama e potere.

Mi chiamo Liurys e mio mal grado, sono ricercata dalle forze dell'ordine, dal semplice fatto che sono un pirata; per farla breve, è successo che mi hanno trattata come un sacco di patate, portata a forza sulla nave e dimenticata dentro la stiva, ma non è tutto l'inizio; ora ricapitolo tutto.

Era una giornata soleggiata, il porto era gremito di gente e le strade piene di bancarelle, non era una giornata festiva, però l'atmosfera era tale. Erano settimane che i pirati non si facevano vedere in città, e infatti, ne approfittai per fare una passeggiata.

Passai vicino alle bancarelle dove vendevano gioielli e mi fermai almeno un quarto d'ora, solo per guardare e fantasticare; d'un tratto sentii parlare due marinai fra di loro. Discutevano di un recente attacco sulle isole Numbaker, da parte di una banda di manigoldi: i pirati del Sole Rosso. Da come ne parlavano, li descrissero come dei novellini alle prime armi, per la marina sicuramente era un gioco da ragazzi catturarli e imprigionarli.

Ero stanca di sentire sempre e solo brutte notizie riguardante pirati, ovunque andassi; infatti mi allontanai. Restai per tutto il giorno curiosando ovunque, non curante delle due figure che mi seguivano già da un pezzo.

L'indomani uscii a fare compere insieme ad una amica, ma non pensavo minimamente che quel giorno la mia vita sarebbe cambiata, in peggio ovviamente; dopo qualche ora di compere, salutai la mia amica e continuai a fare la spesa. Mi fermai davanti al mercato di stoffe, ero incantata dalla loro bellezza, il mercante si avvicinò con un sorriso e chiese: <Vedo che ha adocchiato una delle sete d'oriente più pregiate, lei ha davvero buon gusto signorina!>, effettivamente quelle stoffe erano veramente belle ma, non potevo permettermi certi lussi, infatti mi limitai a complimentarmi: <Sono veramente belle, ma non potrei mai permettermele nemmeno fra millenni!>, il commerciante prese un fazzoletto di seta viola e me lo porse: <Questo ti starebbe benissimo, prendi è un regalo!>, io cercai di rifiutare: <No, non posso, sul serio non ho soldi per pagarlo!> e lui: <Ho detto che è un regalo, mi offenderei se non accettasse!> non avendo altra scelta lo presi: <Grazie signore!>, l'uomo mi salutò con un grande sorriso e poi proseguii con il giro.

Mentre controllavo quello che avevo comprato e ripensare a cos'altro dovevo prendere, senza che me ne accorgessi, due figure incappucciate mi trascinarono in un vicolo e mi presero come un sacco di patate, cercai di dimenarmi e richiamare l'attenzione della gente: <Aiuto!!! Vi prego, aiutatemi!!!>, ma la gente girava la faccia, quello che mi teneva sulla spalla, disse: <Inutile che ti lamenti, questa gente è abituata a vedere schiavi che cercano di scappare!>. Non riuscivo a credere che stava succedendo proprio a me, rapita da due estranei e fatta schiava; attraversammo tutti i vicoli più malfamati e riuscimmo ad arrivare fuori città, avevo una paura folle e cominciai ad avere brutti pensieri sul mio breve futuro.

Passammo attraverso la foresta, quello che mi portava disse all'altro: <Credi che il capo sarà contento della mia scelta?> e l'altro: <La tua scelta?? L'ho vista prima io e ho deciso io di prendere lei, mettitelo in testa idiota!!>, l'uomo s'infuriò e spinse il suo compagno in mezzo ad una pozza di fango, poi lo derise: <Chi è che l'ha scelta, moccioso?>, nella posizione in cui ero non potevo vedere che tipo di sguardo gli lanciò a quello a terra, ma bastò il silenzio a far capire tutto, non capivo il perché mi avessero scelta e per cosa.

Passarono un paio d'ore ed io cominciavo a stare scomoda in quella posizione, provai a chiedere: <Scusi, ma vuole portarmi in spalla fino in capo al mondo?>, l'uomo rise: <Tranquilla siamo quasi arrivati e poi comincia a formicolarmi il braccio!> e io: <Esattamente, quasi arrivai, dove?>, nessuno dei due rispose ma, in compenso, ridacchiarono. Volevo tanto prenderli a pugni, non c'era proprio niente da ridere, almeno non per me.

The Red Sun ChroniclesOpowieści tętniące życiem. Odkryj je teraz