Tempi duri affliggevano le città portuali, il terrore si era insinuato nei cuori della gente, il motivo era molto semplice: pirati. Una leggenda aleggia sull'inizio di questa persecuzione da parte loro, si tratta di un uomo la cui storia è entrata a far parte della vita di tutti; l'uomo di cui parlo è il Capitan Mirror Spade, il pirata che riuscì a conquistare ricchezza, fama e potere.
Mi chiamo Liurys e mio mal grado, sono ricercata dalle forze dell'ordine, dal semplice fatto che sono un pirata; per farla breve, è successo che mi hanno trattata come un sacco di patate, portata a forza sulla nave e dimenticata dentro la stiva, ma non è tutto l'inizio; ora ricapitolo tutto.
Era una giornata soleggiata, il porto era gremito di gente e le strade piene di bancarelle, non era una giornata festiva, però l'atmosfera era tale. Erano settimane che i pirati non si facevano vedere in città, e infatti, ne approfittai per fare una passeggiata.
Passai vicino alle bancarelle dove vendevano gioielli e mi fermai almeno un quarto d'ora, solo per guardare e fantasticare; d'un tratto sentii parlare due marinai fra di loro. Discutevano di un recente attacco sulle isole Numbaker, da parte di una banda di manigoldi: i pirati del Sole Rosso. Da come ne parlavano, li descrissero come dei novellini alle prime armi, per la marina sicuramente era un gioco da ragazzi catturarli e imprigionarli.
Ero stanca di sentire sempre e solo brutte notizie riguardante pirati, ovunque andassi; infatti mi allontanai. Restai per tutto il giorno curiosando ovunque, non curante delle due figure che mi seguivano già da un pezzo.
L'indomani uscii a fare compere insieme ad una amica, ma non pensavo minimamente che quel giorno la mia vita sarebbe cambiata, in peggio ovviamente; dopo qualche ora di compere, salutai la mia amica e continuai a fare la spesa. Mi fermai davanti al mercato di stoffe, ero incantata dalla loro bellezza, il mercante si avvicinò con un sorriso e chiese: <Vedo che ha adocchiato una delle sete d'oriente più pregiate, lei ha davvero buon gusto signorina!>, effettivamente quelle stoffe erano veramente belle ma, non potevo permettermi certi lussi, infatti mi limitai a complimentarmi: <Sono veramente belle, ma non potrei mai permettermele nemmeno fra millenni!>, il commerciante prese un fazzoletto di seta viola e me lo porse: <Questo ti starebbe benissimo, prendi è un regalo!>, io cercai di rifiutare: <No, non posso, sul serio non ho soldi per pagarlo!> e lui: <Ho detto che è un regalo, mi offenderei se non accettasse!> non avendo altra scelta lo presi: <Grazie signore!>, l'uomo mi salutò con un grande sorriso e poi proseguii con il giro.
Mentre controllavo quello che avevo comprato e ripensare a cos'altro dovevo prendere, senza che me ne accorgessi, due figure incappucciate mi trascinarono in un vicolo e mi presero come un sacco di patate, cercai di dimenarmi e richiamare l'attenzione della gente: <Aiuto!!! Vi prego, aiutatemi!!!>, ma la gente girava la faccia, quello che mi teneva sulla spalla, disse: <Inutile che ti lamenti, questa gente è abituata a vedere schiavi che cercano di scappare!>. Non riuscivo a credere che stava succedendo proprio a me, rapita da due estranei e fatta schiava; attraversammo tutti i vicoli più malfamati e riuscimmo ad arrivare fuori città, avevo una paura folle e cominciai ad avere brutti pensieri sul mio breve futuro.
Passammo attraverso la foresta, quello che mi portava disse all'altro: <Credi che il capo sarà contento della mia scelta?> e l'altro: <La tua scelta?? L'ho vista prima io e ho deciso io di prendere lei, mettitelo in testa idiota!!>, l'uomo s'infuriò e spinse il suo compagno in mezzo ad una pozza di fango, poi lo derise: <Chi è che l'ha scelta, moccioso?>, nella posizione in cui ero non potevo vedere che tipo di sguardo gli lanciò a quello a terra, ma bastò il silenzio a far capire tutto, non capivo il perché mi avessero scelta e per cosa.
Passarono un paio d'ore ed io cominciavo a stare scomoda in quella posizione, provai a chiedere: <Scusi, ma vuole portarmi in spalla fino in capo al mondo?>, l'uomo rise: <Tranquilla siamo quasi arrivati e poi comincia a formicolarmi il braccio!> e io: <Esattamente, quasi arrivai, dove?>, nessuno dei due rispose ma, in compenso, ridacchiarono. Volevo tanto prenderli a pugni, non c'era proprio niente da ridere, almeno non per me.
CZYTASZ
The Red Sun Chronicles
PrzygodoweTempi duri affliggevano le città portuali, il terrore si era insinuato nei cuori della gente, il motivo era molto semplice: pirati. Una leggenda aleggia sull'inizio di questa persecuzione da parte loro, si tratta di un uomo la cui storia è entrata a...
