Las Noches de las Naranjas
Capitolo 1:
Consecuencias de un inevitable final
Con gli occhi fissi, contemplo la lampada di sale himalayano sul comodino dall'altro lato del letto. I cristalli rosa si sono annidati l'uno sull'altro, hanno sfidato i secoli solo per formare quel tozzo cilindro che mia moglie ha comprato per pochi dollari online, con l'intento di adornare la nostra camera. «La cromoterapia attenua lo stress», ha tagliato corto lei al tempo, liquidandomi prima che potessi dire qualunque cosa. Mi conosce così bene, sapeva che le avrei elencato le ragioni per le quali non credo che una grezza scheggia di sale indiano possa avere un qualunque effetto benefico sulla mia salute psicofisica.
Sono tre anni che convivo con questo scarso pezzo d'arredamento, me lo sono fatto andare bene, mi sono inevitabilmente arreso, ma mai prima d'ora mi ero reso conto di quanto – contro ogni previsione – possa in verità essere distruttivo; al limite, pensavo che fosse inutile, non di certo dannoso. E invece, lo è. Lo è adesso, in questo momento; mi sta riportando indietro con la memoria a qualche mese fa, ed è l'unica cosa che vorrei evitare. Non c'è nulla che possa nuocerci tanto quanto i nostri stessi pensieri; ognuno di noi conosce il suo tallone d'Achille, quello che può fargli male fino alle lacrime. E il mio, adesso come adesso, è illudermi anche solo per mezzo secondo che ci possa essere un finale alternativo all'intera faccenda, che possiamo risolverla diversamente.
Sono immerso nella luce aranciata che emana quella abat-jour improvvisata e scopro un nuovo motivo per odiarla; sto fingendo di avere una forza che non mi appartiene, mentre proiettate sulla parete color crema rivedo le sfumature della sangria nel mio bicchiere, quella con cui mi sono quasi ubriacato la prima notte a Siviglia. Gli occhi vagano sul muro, in cerca degli stessi volti, delle stesse immagini che vidi quella sera, ma una parte di me non smette mai di prestare ascolto a questa piccola donna piangente dentro al telefono. Chiama talmente tanto spesso che, negli anni a venire, potrei finire per associare il suo ricordo solo alla voce rotta dalle lacrime. Potrei lasciare indietro il suo nome, e quei lunghi capelli da gitana che si muovevano in un magnifico tutt'uno col suo corpo volteggiante sul palco di legno. Potrei relegare in un antro della mia memoria tutte le cose che me ne farebbero sentire ancora la mancanza, e ripensare a lei solo come questa voce che parla un Inglese stentato.
Mi sento stralunato, esterrefatto da me stesso e dalla piega che un'avventura come tante ha preso. Ho passato tutta la vita ad essere scettico e distaccato, forse addirittura pragmatico per certi versi, perché non mi sono quasi mai lasciato andare all'amore e a tutte quelle stronzate da mocciosi. Le promesse non sono divine, non sono eterne, piuttosto sono fragili, dettate dal capriccio del momento. Ci illudiamo di poter essere così poco umani da donare la vita intera a qualcuno, come dimostrazione di un sentimento mutabile. Siamo ridicoli e ipocriti. Eppure, nonostante questa consapevolezza e l'età avanzata, sto lasciando che ogni mia certezza venga trascinata via da un pianto sterile; sia mai che getto via quindici anni di vita, solo per l'improbabile prospettiva di una storia duratura con una sconosciuta spagnola. Appoggio per un momento la mano sulla spalla sinistra, come se volessi farmi coraggio da solo. Quando le dita ricadono giù trasversalmente ed attraversano tutto il torace, però, mi accorgo che per un attimo mi manca un battito. Neanche io so se vorrei solo essere lasciato in pace e porre fine a questa chiamata del cazzo, o squarciarmi in due il petto, tagliare via la carne e lasciare che tutto il resto venga fuori, da quelle stronzate di sentimenti al cuore stesso, che ultimamente mi sembra così pesante. Vorrei essere libero, in questo frangente più che mai, ma costa troppo sacrificio. Non sono disposto a perdere così tanto.
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Las Noches de las Naranjas // Avenged Sevenfold (het)
RomanceDurante una placida serata passata in un locale di Siviglia insieme agli amici, l'attenzione di Brian viene attirata dal suono deciso di una chitarra flamenca. La sconvolgente introduzione musicale precede l'entrata in scena della bella Nadia: una s...
