Penso di stare impazzendo. Vedo solo scatoloni! Scatole qua, scatole là, scatole ovunque! Non sono potuta nemmeno andare in bagno che mi sono ritrovata una pila di scatoloni appoggiati sopra al water!
Non so ancora se questo trasferimento possa essere così traumatico per me. Insomma, sì... abbandono la città nella quale ho vissuto per ben 17 anni. Ma più di questo? Non ci perdo niente. Per tutta la vita non ho fatto altro che conoscere persone false, bugiarde e senza valori. Oh, beh, tranne l'anziana che abitava nei pressi della biblioteca. Ogni tanto andavo a trovarla, era una signora davvero buona. Mi capiva più di quanto potesse farlo qualsiasi persona della mia età. Parlare con lei mi ha aiutata molte volte.
Cambiando città magari trovo un posto dove le persone si possano chiamare davvero "persone", magari un posto dove la mia unica amica non è una signora di 80 anni.
Ci aspetta un viaggio in macchina di circa 3 orette. E sai che piacere stare 3 ore in una macchina con di fianco due animali!
Johnatan, mio fratello maggiore che non fa altro che tirarmi spintoni per irritarmi e Daniel, il mio fratellino che invece mi tira i capelli e mi sbava addosso.
In ogni caso indosso le cuffiette facendo partire la mia fantastica playlist, cercando di isolarmi da quella specie di zoo che si è creato dentro la macchina.
Piano piano inizio a prendere sonno, fino a che non chiudo gli occhi addormentandomi completamente tra le melodie che diventavano mano a mano sempre più lontane.
***
Mamma: "Amber, vedi di svegliarti che siamo arrivati" mi dice mia madre tutta felice. Le faccio un cenno con la testa, esco dalla macchina e mi stiracchio per bene. Seguo mia mamma, Sheila, e arrivo davanti al cancello.
Wow, è una casa davvero enorme. Prima abitavamo in un bellissimo appartamento, ma era davvero scomodo.. in più non c'era il giardino.
Questa casa invece è davvero molto più attrezzata, ed è a un prezzo stracciato. Chissà come possa essere possibile.
Decido di non soffermarmi più di tanto, entro dal cancello e cammino sopra i ciottoli di cemento poggiati sopra l'erba del giardino, fino ad arrivare davanti alla porta principale. Ovviamente all'interno è ancora vuota, bisogna ancora sistemare tutto. Ma mi lascia ugualmente a bocca aperta. Vado al piano di sopra, dove ci sono le camere da letto. Ne scelgo una casualmente ed entro appoggiando alcune delle mie cose. Tanto le stanze sono tutte uguali.
***
Oggi è il 1 di settembre. È passata una settimana dal trasferimento. L'arredamento è stato abbastanza veloce, soprattutto quello di camera mia. In questo momento sono sopra il mio letto, ad ascoltare musica a tutto volume. È tutta le settimana che sono rimasta chiusa in casa per sistemare le mie cose, quindi non ho avuto il tempo per farmi un giro e vedere com'è la zona.
Daniel: "Amber, hai qualche giochino nel telefono?"
Amber: "Hai il tuo tablet, gioca da lì. Non vedi che lo sto già usando io il telefono?"
Lo vedo chinare la testa un po' deluso, e rigirarsi su sé stesso per andarsene.
Amber: "Dai, se vuoi posso dirti i giochi, così li installi nel tuo tablet"
Un sorriso gli compare in tutto il viso, e saltando corre giù in salotto per recuperare il suo tablet.
Daniel ha 9 anni, è un bambino appiccicoso e non fa altro che entrare in camera mia senza bussare ed iniziare a fare confusione dappertutto! È una peste e a volte non lo sopporto nemmeno un po'.
Lo vedo arrivare con il tablet, gli installo i suoi giochini come "Subway Surf", "Temple Run" e "Pou", poi lo lascio correre in camera sua. Almeno non mi romperà più per un po'.
Dai, mi faccio una bella doccia calda così poi esco a farmi un giro.
Apro la cabina armadio e tiro fuori l'accappatoio, dei calzini semplici, degli shorts a vita alta neri, e una maglietta corta bianca. Senza contare l'intimo, ovviamente.
Apro il getto d'acqua facendo riscaldare l'acqua. Spalanco la finestra sennò si forma troppa umidità e inizio a spogliarmi.
Entro nella doccia e mi lascio accarezzare dall'acqua calda, rilassando i muscoli e la mente. Chiudo gli occhi e faccio scorrere l'acqua sul viso. Tutto sembrava profondamente rilassante, fino a ché non sento un rumore di vetro rotto provenire dal bagno. Chiudo istantaneamente il getto d'acqua, prendo l'accappatoio avvolgendomelo al corpo ed esco facendo attenzione a non calpestare niente di tagliente.
Il vaso che avevamo posizionato in bagno si era frantumato, e di fianco c'era una palla. Non ci posso credere. Prendo la palla, mi avvicino alla finestra e mi affaccio. Vedo dei ragazzini, più o meno dell'età di mio fratello. Sembrano impauriti.
Amber: "Cazzo, fate attenzione! Avete rotto il mio vaso con questo dannato pallone!"
Bambino: "Scusaci, non lo abbiamo fatto apposta.. davvero ci dispiace!"
Amber: "ci mancherebbe, ovvio che non lo avete fatto apposta. Ma fate attenzione."
Detto questo gli rilanciai la palla e serrai la finestra, iniziando a pulire quel disastro.
***FINE PRIMO CAPITOLO***
Ovviamente è stato un po' noioso, ma i primi capitoli (come penso sia per tutti) mi servono da introduzione, quindi sono giustamente più "soft" rispetto a quelli che verranno più avanti.
-Sally Barbagallo
STAI LEGGENDO
Brividi d'Amore.
ChickLitAmber è quella tipica ragazza che farebbe tutto in nome dell'Amore. Quella ragazza profondamente gelosa, tosta, pronta a mettere i piedi in testa a chiunque se fosse necessario. Nonostante questo mostrarsi stronza, acida, ribelle e provocatoria, una...
