-Free Fly

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"Racconta l'esperienza di un bambino nato e cresciuto in carcere per i crimini della madre e non avendo altri parenti, che alla sua liberazione scopre che il mondo non termina alla fine delle quattro mura. "

1.

"So il profondo amore che provi per tuo figlio ed è a questo che mi aggrappo" volto il viso verso il piccolo bambino situato sul letto con le braccia conserte prima di continuare "lui non ha commesso alcun crimine, eppure ha passato i suoi primi sei anni richiuso qui dentro" finisco.
Davanti a me una madre distrutta fa capolineo con le sue lacrime.
Non oso immaginare il dolore che cela una scelta di questa portata.
"Prenditi cura di lui e non permettere che si scordi di me, te ne prego" mi supplica.
"Saremo qui ogni fine settimana, e ogni sera potrai chiamarlo, stai facendo la scelta giusta, merita una vita al di fuori di questa gabbia"
"Portalo al parco, al cinema e in un negozio di giocattoli, compra il più grande gelato del mondo... ah si e lo zucchero filato, non è ma stato neanche in un parco normale... non sono riuscita nemmeno a fargli mai un regalo di complranno" finisce con voce strozzata.
Quando diventi madre nella tua testa fanno capolinea i piccoli momenti che vivrai con lui, e non poterli realizzare ti fa sentire una cattiva madre.
L'abbraccio mentre gli sussurro che sarebbe meglio che si asciugasse le lacrime prima di salutare il suo bambino, e mentre si rialza come un leone ripenso a cosa ci ha portato fin qui.
A me una semplice laurea, ma per Anne, per lei la situazione è diversa.
Ha solo 26 anni, eppure la vita l'ha messa in una situazione ben lontana dai suoi sogni.
Un orfana che fino a qualche anno fa' aveva una vita pressoché normale, una famiglia e una casa, poi un incidente e un uomo sono subentrati nella sua vita capovolgendola completamente.
Se solo non si fosse sentita cosi sola e abbandonata, se solo noi come istituzione non avessimo fallito non sarebbe finita nelle mani del suo aguzzino, non sarebbe finita con un coltello infilato nel petto dell'uomo che per anni le professava amore con la violenza.
Se solo l'avessimo ascoltata non avrebbe combatuto con la morte sulle mani per salvare il suo bambino, ma abbiamo fallito, anche la giustizia ha fallito perché infilare il coltello nel corpo del tuo aguzzino senza prove non è legitima difesa.
Così mi siedo in silezio mentre osservo una mamma salutare il suo bambino in lacrime con la speranza di regalargli una vita migliore.
"È l'ora di andare" una guardia batte alle sbarre redestandomi dai miei pensieri.
Mi alzo e mi avvicino a loro, mettendo una mano sulla spalla di Anne mentre con l'altra afferrò la manina di Luke.
"Dobbiamo andare, torneremo fra due giorni" assicuro.
E mentre trascino via il piccolo non mi volto a guardare il volto della distrutto della madre.
La navata è fatta di saluti e lacrime, alla fine Luke è cresciuto tra queste sbarre, ognuno di loro, carcerate e guardie sono un po' la sua famiglia, il piccolo mi segue in silezio,vorrei aver una monetina per scoprire ogni suo pensiero.
Gli strigo un po' più la mano mentre la porta d'ingresso fa capolineo davanti ai nostri occhi.
Ed è sull'uscio che sento per la prima volta in quella lunga giornata la sua voce. 
"La mia mamma non viene con noi?"
"No tesoro, la tua mamma dovrà stare qui un altro po', ma starai bene, ti fidi di me no?"
Sorrido mentre il piccolo annuisce.
Per lui non sono altro che una sconosciuta.
Siamo fuori, la luce del solo batte sul viso di Luke, i suoi grandi occhi si spalancano mentre l'erba fa capolineo sotto i suoi piedi.
"Sei libero" sussurro tra me e me.
E il cuore mi si allegerisce quando Luke mi lascia la mano per correre sul grande prato davanti a se.
Quante volte diamo tutto questo per scontato? Mi domando.
"L'erba è così morbida" urla saltellando.
"Che ne dici di un gelato e una visita al parco?" Grido con un sorriso.
Luke si ferma e si gira ancora con i suoi grandi occhi spalancati.
"Un gelato?" Domanda.
"Perché non ti piace?"
"Non ho mai mangiato un gelato, è buono?" Domanda Luke con le manine conserte.
Ci penso su un attimo lasciando il peso della scoperta infondo al cuore.
"È molto freddo." Rispondo.
Sembra bastagli perché corre nella mia direzione afferandomi la mano.
"Andiamo a prendere un gelato!"
E mentre ci allontaniamo riguardo quel luogo che per anni è stata la sua casa, è così grigia e priva di colori.
Dopo una decina di minuti di camminata mista a domande siamo davanti al gelataio nel parco.
Ordino per me e Luke un gelato al cioccolato mentre con l'occhio l'asservo affrontare il suo primo incontro con un bambino della sua età, indietreggia spaventato, ma bastano pochi minuti e la situazione cambia, Luke calcia la palla e ride.
Vorrei aver la capacita di amore che hanno i bambini.
"Signora il suo gelato" mi riprendo lasciando i soldi sopra al bancone prima di raggiungere la panchina più vicina al Luke e il suo nuovo amichetto.
Non credo che tornerà a mangiare il suo gelato, così mi rilasso, mentre mi gusto il sapore del cioccolato.
Sembra davvero felice e stupito dal mondo.
Il suo stomaco sarà estremamente pieno di emozioni pure e la caduta di poco prima non cambia il suo sorriso, è spaesato ma felice.
Resterà in affidamento con me, non lascerò a nessuno di rubargli più niente.
Organizzerò per lui una grande festa, lo porterò a luna park, a scuola e un giorno no troppo lontano lo porterò con ancora gli occhi grandi per il stupore a riprendersi la sua mamma fuori da quel luogo buio.
"Ti stai mangindo il mio gelato!"
Sorrido.

OS- da quarantenaWhere stories live. Discover now