Il giorno del falò.
È arrivato.
Il momento temuto.
Il cielo ceruleo si tinge di grigio, quasi a ricordare questo triste giorno. Ed è lì, tra le cupe nuvole, uno spiraglio di luce, che simboleggia speranza.
Speranza di una nuova vita.
Una Fenice, dalle piume vermiglie e gialle primarie appollaiata sulla sporgenza rocciosa, di una scogliera affacciata sul mare, la bellezza del volatile era ormai sfiorita, il piumaggio una volta lucido e brillante era ormai divenuto sbiadito.
Ella emetteva un canto lento e dolce, le note della melodia avevano riempito il silenzio ed ora erano smarrite nell'aria, cancellate con forza dall'ululare del vento che quella mattina incombenza prepotente.
Onde.
Quelle che, cattive e boriose si stagliavano in aria, coprendo il tremulo raggio di sole,per poi ricadere velocemente con uno schiocco e lambendo la lingua di litorale con la sua schiuma bianca e salata.
La Fenice puntò lo sguardo sofferente verso il paesaggio che le si presentava davanti agli occhi, chiedendosi quanto sarebbe durato quel momento di pace che di solito precedeva la tempesta.
Il vento si innalzo' più forte e l'ululato divenne violento, quasi come fosse un grido di dolore, portando con sé granelli di sabbia e l'intenso odore di salsedine.
Un colpo.
Uno sparo.
Una deflagrazione squarcio' la fitta tela di suoni.
Come un fulmine a cielo sereno.
Veloce. Immediato. Irruento.
La Fenice voltò velocemente il capo verso destra e fu ci che lo vide.
Un essere umano
Un ragazzo.
Cadeva dalla scogliera, atterro' con un tonfo fra gli scogli e la sabbia.
La Fenice ormai stanca, con un ultimi sforzo e battito d'ali, si alzò in volo, per poi ricadere dolcemente vicino al corpo.
Con un tremito di corde vocali l'umano gemette per il dolore, schiacciato dal peso della realtà.
Ma non ebbe la forza di urlare.
Un fiore di sangue sboccio' sul sue ventre, ove una lacrima amara cadrà.
La Fenice guardò con disgusto il corpo del ragazzo dolorante e in fin di vita, non era capace di comprendere l'odio e lavarita' di quella schifosa razza umana, capace soltanto di rovinare se stessa e gli altri.
E come ultimo gesto disperato, si chinò sul corpo ove un proiettile bruciante nell'addome squarciva la sua vita, e pianse lacrime calde sul sangue fresco...
... Ed era tutto finito.
La Fenice in cuor suo sapeva.
Un caldo bruciante le penetrò fin dentro le ossa.
Rassegnazione.
Rassegnata del fatto che stava morendo.
E con un ultimo pensiero prese fuoco.
Le lingue roventi presero a ghermirla.
E fu cenere.
Il fuoco si spense tramutandosi in cenere.
Questo era il destino che aveva rincorso la Fenice da anni.
Morte.
Morte di fuoco.
Ma morte aveva portato via la vecchia Fenice, ma aveva creato una nuova vita.
Speranza.
Speranza di una nuova vita.
Dalle ceneri nacque un pulcino.
E il cielo si fece limpido.
N.d.a. Le lacrime di Fenice sono curative.
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Morte Di Fuoco
Non-FictionUna Fenice. Un essere umano. Un incontro. Una morte. Una vita.
