Felicità e sollievo si impadroniscono di me quando Louis apre quella porta e io lo benedico mentalmente per avermi salvato dall'essere stuprata e violentata da un alcolizzato.
-Allontanati da lei coglione!-
La sua voce è la mia musica preferita, in tutte le occasioni.
-Se no? Che mi fai?- mi sento male.
La stanza intorno a me inizia a girare e mi appoggio al pavimento.
-Ti distruggo! L'ho già fatto una volta ! Hai dimenticato? Se preferisci il mio pugno ti può far riaffiorare il ricordo! Non ho paura di rifarlo- Louis alza un braccio per colpirlo e sono più che certa che se l'avesse beccato a farmi altro non si sarebbe fermato a pochi centimetri dalla sua faccia.
-Tomlinson fermo! Le starò lontano! - urla come una ragazza isterica e se la situazione non fosse tanto critica mi ritroverei a ridere
Louis mi aiuta a rialzarmi e mi porta alla sua macchina.
-Cosa cazzo ci facevi in bagno con lui?- è arrabbiato. Non rispondo, rimango con lo sguardo nel vuoto. Se solo aprissi bocca inizierei a piangere.
-Non avrei dovuto portare una bambina li dentro! Una sedicenne in preda agli ormoni in un pub pieno di ragazzi! Come cazzo ragioni? Poteva violentarti!- In questo momento potrei inventare bestemmie in ostrogoto perché se quel tipo voleva stuprarmi era solo colpa sua ma mi limitai a girare la testa verso il finestrino. Non riesco più a trattenere quelle fottute lacrime.
-Portami a casa!- la voce mi si spezza nel pronunciare l'ultima parola.
-Che ti ha fatto?- il suo tono è cambiato, non è più arrabbiato e scontroso....è più dolce... Preoccupato è la parola adatta.
-Portami a casa e basta-
Lui è l'ultima persona con cui voglio parlare.
-Dimmi cosa ti ha fatto e ti porto a casa- accosta la macchina in una piazzola desolata: Ha davvero intenzione di saperlo.
-Nulla, non mi fatto nulla- le lacrime stanno iniziando a bagnarmi la maglietta.
-So per certo che non era un posto con un ambiente dei migliori e che quello è un maniaco ubriaco ma ho bisogno di sapere cosa ti ha fatto se no non posso aiutarti- mette due dita sotto il mio mento e mi ruota la testa affinché possa guardarlo negli occhi, ma io mi giro subito. Non voglio farmi vedere in quelle condizioni e continuo a fissare fuori.
-Non ho bisogno del tuo aiuto e non mi serve ne compassione ne pietà quindi per favore portami nella mia fottuta casa oppure sarò costretta ad andarci a piedi e non sto scherzando.- prendo il telefono dalla tasca e lo sblocco, sto per chiamare mia sorella quando il nome di Jonah appare sul display.
Faccio per rispondere ma Louis me lo strappa di mano rifiutando la chiamata.
-Ridammi il telefono- mi avvicino a lui per prenderlo ma se lo mette in tasca e non ho la minima voglia di mettergli le mani da quelle parti.
-Perché piangi se non ti ha fatto nulla?- dice alzando un sopracciglio.
-Non sto piangendo- di scatto giro la testa verso il finestrino e mi asciugo le lacrime.
Lui mi prende il viso tra le mani e pulisce la linea nera di trucco sbavato che si è formata sotto gli occhi.
Si avvicina sempre di più al mio viso e io inizio a desiderare che quel momento non finisca più.
I suoi occhi di un bellissimo miscuglio tra il verde del mare all'orizzonte e il blu del cielo che fissavano i miei scuri e le sue bellissime labbra sottili ma così perfette a pochi centimetri dalle mie, la pelle vellutata delle sue dita a contatto con la mia accaldata riuscivano a farmi vedere in tutta la sua negatività , la sua perfezione.
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Fireworks || Louis Tomlinson
FanfictionUna ragazza con un muro indistruttibile , e un ragazzo pronto a spaccarlo. Lei cerca rispetto , lui solo una una sfida.
