PROLOGO - Addio.

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Una leggera brezza coronava l'animo esausto dalle giornate di lavoro. Luci soffuse illuminavano il piccolo letto, sul quale giaceva il corpo fiacco di mio padre, mentre i rumorosi singhiozzi rompevano il silenzio che lui stesso aveva lasciato. Un tumore al fegato portò via George durante l'estate del 1939, ancora facevamo fatica a crederlo poiché il medico locale venne il mese prima fino alla nostra abitazione per visitarlo e fare degli accertamenti... 

Ricordo ancora come rassicurandoci ci disse che tutto sarebbe andato per il meglio e che non ci sarebbe stato motivo di preoccupazione.

Quanto al mio rapporto con lui; eravamo soliti giocare a baseball almeno un paio di volte alla settimana. Affermava che quello sport sarebbe stato il nostro passatempo e che in qualche modo ci avrebbe aiutato a differenziare un po' tra le giornate di lavoro e le mie di studio. Indimenticabili i pomeriggi dove ci dilettavamo in lanci e corse per prendere la pallina, fino a quando non se ne poteva più.

Papà lasciò nei nostri cuori molto dispiacere, e in successione a questo avvenimento le difficoltà economiche fermarono la monotonia che diresse da lì una buona parte della nostra vita. Dovetti dunque iniziare a lavorare al posto suo nell'industria, cosa che non era solita per i giovani come me. Allora avevo solo tredici anni, iniziai per un misero quarto di dollaro a giornata per poi farmi aumentare lo "stipendio". Le complicanze iniziarono a farsi sentire, e lo sfruttamento minorile non lasciava spazio ai ragazzini come me di imparare tutto quello che la vita offriva.

Mamma decise di smettere di farmi lezioni private, inoltre mi impose di concentrarmi sul lavoro, perché avrebbe dato i suoi frutti e avrei sostenuto la famiglia. Così dalle sette di mattina fino alle dieci di sera, fui sempre occupato con ferri d'acciaio in mano...

Ai tempi di mio padre, l'industria metallurgica era gestita da Ronald Roberts Sandman, ma che qualche anno dopo, lasciò il posto di lavoro a suo figlio trentenne di nome Marshall. Il nostro rapporto non era nulla di eccezionale, anzi, a dirla tutta non mi sembrava neanche molto amichevole. Pare che a detta di papà, il carattere fosse di famiglia , o almeno questo è quello che andava raccontando lamentatosi di Ronald.

Un altro lasso di tempo passò e dopo l'attacco alla base militare di Pearl Harbor, l'America entrò in guerra. Numerose furono le attività di lavoro che chiusero i battenti per concentrare le risorse ai soldati americani, e una di quelle fu proprio la nostra, che fabbricava semplici oggetti di metallo inutili in un periodo del genere. L'otto maggio del 1945 dopo 6 lunghissimi anni, la guerra cessò e finalmente potemmo tornare alla normalità delle nostre vite. 

Durante lo svolgimento scoprimmo però, grazie ad alcuni giornali locali, che parecchi uomini nel corso della leva obbligatoria, morirono sul campo di battaglia. Uno di quelli fu proprio Marshall. Con il suo decesso, una barca di soldi in suo possesso venne divisa tra tutti i lavoratori dell'industria, perciò anche io ricevetti una somma considerevole. Infine l'attività venne chiusa, così non dovetti cercare un nuovo lavoro per un po'. Successivamente l'estate ebbe inizio, la crisi si fece pesante da sopportare, e le famiglie trascorsero molto del loro tempo nelle proprie piantagioni per procurarsi delle risorse.

Mamma investì tutto il denaro messo da parte nel corso degli anni per comprare dei campi e cominciare a coltivarli. Le prime settimane furono occupate dal lavoro, ma poi piano piano ottenni l'approvazione per vedere dei miei compaesani e divertirmi con loro. Emily provava tanto affetto nei miei confronti. Rivedeva in me quello che amava in papà e difficilmente non mi concedeva qualche benessere. Sapeva benissimo che nel mio carattere non mancava di certo l'umiltà, motivo per cui non si preoccupava mai troppo.

La sera del 18 Giugno mi diedi appuntamento con qualche amico per vedere uno dei titoli del momento; " L'uomo del sud ". Uno dei famosissimi film che a causa della crisi del dopo guerra ci mise mesi prima di arrivare sui grandi schermi. Quanto a me, presi la vecchia bicicletta di papà, pedalai con decisione verso il centro di Sterling e finalmente vidi in lontananza l'insegna del teatro illuminata con lampadine bianche. 

Allora non avevo ancora idea di cosa sarebbe successo...





LOVE BETWEEN THE SWINGS | WellQuop MandyWhere stories live. Discover now