Uno

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Ero seduta sulla mia scrivania quando accadde. Inaspettatamente bussò alla mia porta. Non sapevo quando e come fosse tornato in città ma ciò che contava è che era tornato.
Quando lo vidi però un brivido mi percorse tutta la schiena e sentii freddo.
Forse è meglio raccontare la storia da quando tutto ebbe inizio.
Ero al quarto anno di liceo. Avevo una vita molto semplice, benestante, casa in centro, genitori amorevoli, insomma,  tutto ciò che qualcuno possa desiderare.
Nonostante ciò ero maledettamente instabile, volevo che tutti pensassero che fossi diversa, particolare, non convenzionale. Stavo tanto male, odiavo essere etichettata come snob per la posizione centrale del mio attico, o per i miei soldi, volevo che la gente si avvicinasse a me, ma non per scalare la società.
Mi odiavo a volte, non riuscivo a sostenere la tensione e mi facevo del male, prendevo forbicine o rasoi e mi tagliavo.
Sono andata pura dalla migliore psicologa della mia città per questo motivo, ovviamente pagata a caro prezzo dai miei genitori che avevano scoperto tutto.
A scuola tutti mi amavano, le ragazze volevano essere mie amiche, i ragazzi volevano stare con me. La mia migliore amica era l'unica che realmente contava ma non è più tra noi, la nera mietitrice se l'è portata via con se.
È una storia che non mi piace molto raccontare. Se prenderò confidenza con questo "foglio virtuale" forse la racconterò.
Un giorno, era un martedì, fui invitata ad una festa da Lisa, una delle mie più "care amiche", di circostanza ovviamente, la odiavo.
Non potevo essere scortese quindi per farla felice le dissi che sarei andata, e che quindi, sarebbe venuto pure Jason, un ragazzo, originario d'America, di cui Lisa era pazza ma che ovviamente andava dietro a me. Questa è la vita.
Io? Io ero molto interessata ad un ragazzo, Simone, l'opposto del perfetto principe azzurro Jason.
Simone era molto strano, vestiva sempre di nero, andava molto bene a scuola ma a causa delle sue sfuriate, note a tutti, finiva sempre in punizione. Non avrebbe mai guardato una come me, se fossi andata alla festa con il solito tubino rosa e i tacchi argentati. Ci voleva qualcosa di forte.
Nel mio armadio avevo infinite paia di scarpe, tutte con i tacchi altissimi, scelsi quelli presi a Londra, neri con le borchie, la gonna a quadretti rossa era perfetta pensai, soprattutto se abbinata con il mio top di pelle, qualche bracciale qua e là, una collana girocollo e del trucco scuro sugli occhi.
Ero pronta a fare il panico.

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⏰ Última actualización: Mar 28, 2020 ⏰

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