Cinquecento persone mi superavano davanti all'entrata fatiscente della mia scuola, il liceo artistico, quello riservato alle persone di provincia (e a quelle che non potevano permettersi una scuola privata). Era una decisione che in quel momento mi pentivo amaramente di aver fatto, in tutti questi anni i professori non avevano fatto altro che reprimere la mia creatività e la mia voglia di fare. Potevo però, e in un certo senso mi rifugiavo in questo pensiero, consolarmi con il fatto che mancavano pochi mesi al diploma e che, molto probabilmente (o almeno era quello a cui mirava la mia speranza), non avrei più rivisto nessuna di quelle persone.
Potrebbe venir difficile pensare, ad una persona comune, che in tutti quegli anni non sia riuscita a trovare nessun amico o, perlomeno, qualcuno con cui passare il tempo durante le pause. E non posso darvi torto di certo; ogni persona aveva qualcuno al proprio fianco, pure la più timida tra le cinquecento era in grado di trovare una compagnia adeguata. Il mio "problema" era, però, qualcosa che si spingeva oltre alla mia timidezza e riservatezza, che comunque non era mai mancata, e oltre alla mia goffaggine e stranezza.
La mia era solamente una scelta, spinta dalla mia natura e dal fatto che non mi ero mai imbattuta in qualcuno che potesse essere adeguato a me. E, oltretutto, amavo stare da sola, anche se spesso la noia prendeva il sopravvento.
I miei genitori erano persone comuni, simili a quelle che incontravo nei corridoi della scuola e la mattina sull'autobus. Per questo motivo non avevamo mai avuto un buon rapporto, avevo sempre cercato di farmi gli affari miei e di non interagire troppo con loro. Ma pure in questo avevo fallito; il mio atteggiamento distaccato ai loro occhi appariva bizzarro e, seppur non lo avevano mai ammesso e cercavano di rimanere impliciti, era evidente che non li ero mai piaciuta.
Non che m'importasse, la cosa era reciproca.
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Breve e, per questo motivo, "capitolino". In realtà una specie d'introduzione, quindi a breve i "capitolini" verranno sostituiti da veri e propri capitoli (si fa per dire)... Non faccio particolare attenzione agli errori grammaticali, non scrivevo qualcosa da molto tempo. Spero che comunque possa interessarvi la storia, in quel caso proseguirò. Buona lettura!
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Obsession
RomanceOphelia è una ragazza timida e solitaria, è da una vita che cerca di evitare il contatto sociale. Seppur con varie difficoltà, i suoi intenti sembrano procedere per il verso giusto, fino al giorno in cui non perde il controllo e finisce in un ospeda...
