Piove

41 2 2
                                        

Apro gli occhi, cercando di capire che ore siano. Una pallida luce rosata filtra attraverso le veneziane, ma la mia spoglia camera non é ancora molto illuminata. Mi fermo per un momento ad osservare le stelline fluorescenti appese al soffitto cercando di far abituare la vista al buio. Sono un ricordo molto prezioso per me. Le avevamo messe io e mio padre quando ero ancora piccola. Le tolsi qualche anno fa, ma non ho potuto fare a meno di rimetterle recentemente. Giro la testa e noto che il letto di mia sorella Agnés é vuoto. Probabilmente si starà facendo la doccia, sento l'acqua scorrere. Agnés ed io siamo nate il 26 giugno, sotto il segno cancro, e lasciatemelo dire, per essere gemelle non ci somigliamo affatto. A parte i capelli biondo cenere, forse. Per il resto siamo come il giorno e la notte. Lei é positiva, solare, brillante ed é davvero brava a scuola. Io sono l'esatto contrario. Frequentiamo la seconda liceo, ma io credo che smetteró appena possibile. Dovete sapere che tutto si é fatto più difficile da quando nostro padre é morto. Non sono in vena di parlarne, onestamente. Ma siamo tutti in grosse difficoltà. La mamma si é lasciata andare. Ha smesso di lavorare, non si occupa di noi, beve tutto il giorno e porta spesso uomini in casa. Capisco che stia male, ma dovrebbe capire che ci sta facendo pagare cara la sua sofferenza.
Mia sorella maggiore, Pauline, ha smesso di frequentare l'università per lavorare. Ma non finsice qui. Come un puzzle a cui manca un pezzo, la nostra famiglia é incompleta, e si sente. L'aria é sempre così dannatamente tesa... La mamma non ha più parole gentili, per nessuno.
Ho sempre detestato la dolcezza di quella donna, dolcezza che peró, riversava tutta sulla piccola di casa, Yasmine.
Adesso ringraziamo se evita di urlarci contro. Di Yasmine ce ne occupiamo io e Agnés, ha solo 7 anni e non possiamo ancora lasciarla sola. Le voglio bene, ma a volte é proprio pesante. Anche se ormai, tutto é diventato pesante.
Sta suonando la sveglia, io sono più stanca di quando sono andata a coricarmi. Credo di aver chiuso occhio solo per un paio d'ore, come di consueto oramai.
A volte, quando la mamma ha bevuto già un po', accosto l'orecchio alla porta di camera sua. Se la sento dormire entro e le rubo qualche valium, altrimenti aspetto ancora un po'. Così lei si sveglia e crede di averli presi mentre era sbronza ed io posso farla franca.
Spengo la sveglia e cerco di dormire ancora un pochino, prendo un valium ma i raggi del sole cominciano a diventare sempre piú forti, così sono costratta ad alzarmi e chiudere le tende.
Sospiro.
Odio questa vita.
Odio questa situazione.
Vorrei essere morta.
Prendo altri 3 valium e mi accascio a terra.
Lacrime fredde come l'Everest iniziano a rigarmi le guancie.
Non emetto un gemito.
Ho imparato a piangere senza far rumore.

You've reached the end of published parts.

⏰ Last updated: Mar 26, 2020 ⏰

Add this story to your Library to get notified about new parts!

Il pleutStories to obsess over. Discover now