BEATRICE
Odio i compleanni.
Per di più questo è l'anno dei diciottesimi di molti miei amici tra cui anche il mio. Sono seduta su una sedia, tra l'altro scomoda, da mezz'ora con il mio drink tra le mani a fissare le persone che ballano e che si ubriacano fino allo sfinimento.
«Dai Bea vieni a ballare con noi» mi richiamò una voce che sento a malapena per via della musica assordante.
«Non ho voglia» risposi senza alzare lo sguardo.
«Dai ci stiamo divertendo». Decisi di alzare lo sguardo. Bene, l'ultima persona che avrei voluto vedere è qui davanti a me. Mi guarda con quei suoi occhi color nocciola, che a malapena si vedono per il buio e le luci soffuse, e con quel suo sorriso che farebbe sciogliere qualsiasi ragazza. Tranne me ovviamente.
«Cosa vuoi da me Tommaso?» risposi seccata.
«Ehi, voglio solo un ballo innocuo, giuro».
Vabbè che cosa sarà mai un ballo. Decisi di alzarmi e ad un tratto la musica non è più la stessa, un lento. Fantastico sembra fatto apposta. Lui mi prese dai fianchi e mi strinse a se facendomi alzare lo sguardo verso di lui e appoggiare le mie mani nel suo petto.
«Non te l'aspettavi, vero?» chiese in tono beffardo. Stronzo. «Mh, sono belli i tuoi occhi. Azzurri come piacciono a me».
«Bene mi fa piacere»
«Dobbiamo rimanere fermi a lungo?»
«Sei tu l'uomo, non io».
Iniziammo a muoverci lentamente seguendo il ritmo lento della musica. Mi aggrappai al suo collo e istintivamente appoggiai la mia testa nel suo petto. Cavolo io però sono fidanzata.
«Quindi sta sera dovrai dormire con me. A meno che tu non voglia dormire con la tua migliore amica e il suo ragazzo» mi sussurrò nel orecchio.
«E chi te lo dice che io voglia dormire con te?» risposi decisa.
«Beh perché sono irresistibile ovvio. Poi magari potrebbe succedere qualc..»
«Per favore Tommaso non scherzare» risposi seccata staccandomi da lui.
Andai a sedermi di nuovo nella sedia pensando a quello che mi aveva detto Tommaso. Ma per favore come può pensare questo su di me? Io non farei mai una cosa del genere, per di più con lui...
«Apri sta cazzo di porta Martina, ho freddo» sbottò Tommaso.
«Oh, il principino ha freddo» risposi io provocandolo.
«E io dovrei dormire con questa qui sta sera?»
«Beh se vuoi puoi benissimo andart...»
«Basta cazzo» urlò Martina interrompendo la mia frase «sembrate due bambini dell'asilo. Questa è casa mia e decido io. Se non vi va bene potete andarvene». Forse abbiamo un po esagerato. «Bene, avete capito».
Dopo essermi fatta una bella doccia calda, attraversai il lungo corridoio per poi trovarmi davanti alla porta della stanza cercando di entrare più silenziosamente possibile.
«Perché ti stai sdraiando da vestita?»
«Ho dimenticato il pigiama, dormi».
«Tieni» mi girai verso di lui e vidi che si era tolto la maglia. Era rimasto in boxer. Mi girai di scatto dall'altra parte. «Per favore Tommaso rimettiti la maglia».
«No» rispose «su Bea non fare la bambina e mettiti sta cazzo di maglia».
Decisi di ascoltarlo per non sentirlo più parlare. Mi vergogno. Non mi piace il mio fisico e questa maglia fa intravedere troppo le mie gambe.
«Mh, belle le tue cosce» affermò.
«Non è vero, sono grosse»
«Proprio per quello sono belle».
Non risposi. Spensi la luce per non far vedere il rossore del mio viso e mi sdraiai nel letto. Spero di riuscire a dormire questa notte.
