La lezione era ormai sul punto di finire, per fortuna aggiungerei. Credo non esista una materia più noiosa di "Diritto". Molti erano già pronti alla grande fuga, altri stavano semplicemente organizzando una qualche attività per il pomeriggio. Personalmente non avevo grandi piani: mi sarei rilassato sul divano con un qualche noioso programma televisivo, d'altronde ultimamente non avevo una gran voglia di uscire.
- Paolo -
Qualcuno bisbigliò il mio nome, infrangendo la pace che nella mia testa si era creata. Mi voltai. Era Sofia, la ragazza per cui avevo una cotta da più di un anno.
- Paolo, che programmi hai per dopo? -
- Devo aiutare i miei con dei lavori in casa, credo. -
- Oh... -
Era davvero dispiaciuta per la mia risposta, eppure non avevo molta voglia di uscire. Il suono della campanella irruppe nei miei pensieri. Mi fermai qualche minuto ancora e poi, raccolta la mia roba, uscii. Vicino l'ingresso vidi Alessia e ne rimasi stupito: sarebbe dovuta essere a Londra per almeno altre tre settimane.
- Ei Ale! - gridai con fin troppa irruenza, attirandomi gli sguardi infastiditi dei passanti.
Lei non rispose. Mi avvicinai e cercai di richiamarla, ma senza risultati: lei si stava allontanando. La inseguii per qualche minuto, finché non la persi di vista. "Non mi ha sentito?", mi domandai stranito. Una volta a casa, decisi di mandarle un messaggio, ma ancora una volta accadde qualcosa di strano: il suo account telegram risultava eliminato. La chiamai più e più volte, eppure il suo telefono risultava irraggiungibile. Pensai che magari aveva cambiato numero e aveva dimenticato di avvertirmi, così mi arresi.
Alessia era la mia migliore amica. Eravamo cresciuti insieme eppure io non mi accorsi della sua sofferenza, una sofferenza che portava dentro come un grande e ingombrante peso.
Il giorno seguente, non era venuta a lezione e iniziai seriamente a preoccuparmi, dopotutto non era da lei. Decisi di aspettare la pausa per poi andare a casa sua. Probabilmente si era preso un accidente.
Alessia viveva in un appartamento al terzo piano di un grande complesso in centro. La madre aveva sempre avuto un debole per me e rendeva le mie visite sempre liete. Dovetti usare le scale, perché quel dannato ascensore era ancora guasto. Più mi avvicinavo, più cresceva in me una strana sensazione di tristezza, di nostalgia, sensazione che raggiunse il suo apice non appena bussai alla porta. Immediatamente mi sentii gelare il sangue: ad aprirmi non c'era la madre di Alessia, né di certo quest'ultima, bensì un'anziana signora.
- Serve qualcosa giovanotto? - mi domandò sorridendo.
- Perdoni la mia scortesia signora, ma qui non dovrebbe vivere la famiglia Pappalardo?
La signora sembrò arrabbiarsi a quella domanda, ma quasi immediatamente divenne cupa.
- La famiglia Pappalardo non vive più qui da almeno un anno. -
Quelle parole, quelle dannatissime parole, mi trafissero come lame. Ringraziai la signora e decisi di tornare a casa. Nel tragitto, sentii il viso umido: le lacrime mi avevano invaso gli occhi e non accennavano a fermarsi. Fu così che mi tornò alla mente un dettaglio: la prima pagina del giornale locale di un anno fa. "Giovane ragazza si getta dal ponte. Morta sul colpo".
Alessia era morta un anno fa e io l'avevo semplicemente rimosso. Piansi per tutto il viaggio di ritorno e una volta a casa, ricordai un ulteriore dettaglio. Ricordai una promessa che le avevo fatto il giorno del funerale, del suo funerale: avrei vissuto al meglio la mia vita e mai mi sarei dimenticato di lei.
Stavo per infrangere la promessa, così il mio subconscio mi tirò questo brutto tiro. "Ho imparato la lezione, però farmela addirittura vedere...credo sia troppo", pensai con un amaro sorriso sul volto. Presi il telefono e chiamai Sofia. Le dissi che se voleva, potevamo vederci e mangiare un boccone.
"Scusami Ale. Giuro che questa volta manterrò la promessa."
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Dimenticare
Short StoryA volte crediamo sia meglio dimenticare. Che sia la perdita di una persona cara, un brutto periodo...capita semplicemente di dimenticare, dimenticare per proteggerci. Siamo sicuri sia la cosa giusta?
