chapter eleven

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- queste le prendo io -

dico prendendogli le uova e andandomene,  quando entro nella scuola sento dei passi dietro di me, vado vicino al cestino e butto le uova, mi affretto e vado nel bagno delle ragazze, mi lavo la faccia e i capelli, non tutti ovvio ma quelli sporchi d' uovo, metto la testa sotto alla ventola che asciuga le mani, e dopo un pò si asciugano, apro la porta, e mi ritrovoquel ragazzo davanti, ma che cazzo vuole ?!

- con permesso -

dico cercando di scanzarlo ma niente, non mi vuole lasciare stare, alzo il viso per incontrare il suo, e ha un sorrisetto sulla faccia.

- che cazzo vuoi ?! -

domando guardandolo confusa e incazzata allo stesso tempo, non risponde e inizio un pochino a spazientirmi

- allora ?! - dico con tono leggermente più alto, si mette a ridere

- che c' hai da ridere, coglione ? - domando

e lui smette di ridere subito e inizia a scuotere la testa in segno negativo

- come siamo aggressive -

- non rompere e spostati - dico guardandolo male

- altrimenti ?! -

inizio ad incazzarmi veramente ora, mamma mia questo ragazzo mi fa perdere i nervi anche solo aprendo bocca

- inizio ad urlare -

e in quel preciso istante mi mette una mano davanti alla bocca e mi ritrascina in bagno e mi sbatte contro il muro con forza

- e adesso ?! - quanto lo odio, alzo il ginocchio e lo colpisco nelle parti basse

- sai prima mi stavi antipatico ma ora mi stai proprio sul cazzo - detto questo me ne vado lasciandolo lì da solo in bagno piegato in due dal dolore

- driiiiiiiiiiiiiin - la campanella che segna la seconda ora, mi fa sobbalzare, e in men che non si dica i corridoi si riempiono di ragazzi e ragazze, ora che ci penso ci sono ancora delle ore di scuola, ma io non mi ricordo le materie che ho, così mi avvio al mio armadietto e con un pugno lo apro, mi giro e vedo delle ragazze che mi guardano male bhà tutta invidia, prendo il foglietto delle materie e leggo 'arte' , devo dire che me la cavo piuttosto bene nel disegnare, ma nella teoria faccio proprio schifo, prendo i libri, e mi dirigo verso la classe, appena entro corro verso l'ultimo posto accanto alla finestra, prima che venga occupato da qual cun altro, inizio a guardare fuori tanto per distrarmi.

all' improvviso sento qual cuno schiarirsi la voce,e mi giro

- ho no ancora te, che vuoi ?! - domando

- quella sarebbe la mia sedia -  dice facendo un sorriso malizioso e mettendo le braccia conserte

- c'è scritto il tuo nome per caso ?! - domando anche se sò già la risposta

- alzati - mi guarda con uno sguardo di sfida

- no - dico guardandolo con un sorriso cattivo, lui sopsira e si mette a sedere nel banco a fianco e io sbuffo

- che c'è ti do noia ?! -

- si -

- ok, preparati perchè questa lezione sarà mooooolto stressante per te - dice facendo una risatina

- stronzo -

- lo sò -

- abbiamo qual cosa in comune allora - dico sarcasticamente, ride.

A metà lezione inizia ha darmi noia con una matita punzecchiandomi il fianco

- smettila - dico ha denti stretti

- no - risponde lui ridendo, gli prendo la matita e la spezzo a metà

- bambina cattiva - dice mettendo un broncio

- ti sta bene deficente - e in quel momento suona la campanella, mi alzo di corsa e mi dirigo fuori, sento un ticchettio sulla mia spalla allora mi giro e ci rimango di sasso...

But I Love YouWhere stories live. Discover now