Iris, una volta sul ponte, si fermò un attimo a guardare il panorama. Quella sera di giugno il Luna Park era stracolmo di persone e animali. Alcuni bambini si rincorrevano, altri ragazzini passavano da una bancarella ad un'altra, c'erano due innamorati sulla ruota panoramica poco lontana e una ragazza che leggeva sotto la luce di un capannone, come se non volesse rimanere al chiuso, ma allo stesso tempo non volesse stare con qualcun altro, come se stesse già bene con una felpa ed un libro in mano.
Iperioti, pensò Iris, danno così poca importanza a cose che considerano ovvie ma che non lo sono affatto, come il riuscire a tornare a casa la mattina dopo una serata di lavoro o il semplice vivere serenamente, senza le ustioni provocate dal sangue di un mostro Kancal o il dolore lancinante alle spalle per il troppo tempo in piedi o a correre. Ma che ne sanno loro!
Poi, mentre pensava questo, eccola. La sua piccola(si fa per dire) preda.
Era un mostro Doragon: alto all'incirca due metri, con squame di un colore simile al verde del muschio e le zanne tutt'intorno alla coda lunga circa 60 centimetri. Aveva la testa di un drago, con tre file di denti, e, sicuramente, un tanfo insopportabile. Proveniva dal Giappone, e se ne andava in giro con tranquillità e con l'assoluta certezza di non essere visto da nessun iperiota, come, del resto, fanno tutti i mostri.
Nel frattempo, alla cassa della ruota panoramica, c'era Grace. Sedici anni, mora e riccia afro, pelle scura e occhi come la menta. Aveva un bellissimo sorriso, e in quel momento era ancora più bello, perché c'era lui. Jordan.
Se Grace aveva la pelle scura, i capelli castani e gli occhi verdi, Jordan era una sua copia contraria. Bellissimo anche lui, ma biondo, pallido, dal viso lentigginoso, e con gli occhi blu notte.
-Jordan, ti ho detto che avrei pagato io.
Lui si girò, ma ormai i soldi erano già in mano all'uomo dietro il bancone, e facendo un sorriso imbarazzato rispose: - Lo so, è per questo che ho pagato io.
Grace arricciò il naso, facendo una faccia buffa e scuotendo la testa, poi prese il biglietto datogli da Jordan, e andò in fila con lui.
All'improvviso, un rumore alquanto strano attirò la sua curiosità da cerbiatto : era un suono simile a quello della frusta usata per i cavalli al circo, ma qualcosa le disse che quelli non erano cavalli. Insomma, chi avrebbe addestrato dei cavalli da circo alle undici di sera?!
-Torno subito-, disse a Jordan, poi si allontanò dalla fila, ricevendo un fischio poco carino da qualcuno.
Quel suono, le grida e il rumore del caramello che cuoce(non sto scherzando ) provenivano da un magazzino poco lontano. Probabilmente era un luogo dove gli attori provavano gli spettacoli, le ballerine i vestiti e i maghi i trucchi di magia. A sinistra era pieno di vestiti da ballo probabilmente degli anni '80, che aspettavano che il morbo del tempo li prendesse e li portasse alla cenere; al centro la cosa più bizzarra che Grace avesse mai visto.
E parliamo di una che ha visto persone ubriache correre nude in strada con dei rametti attaccati alla testa.
C'era un mostro, letteralmente un mostro. Sembrava un dragone asiatico, color verde muschio e dagli occhi rossi. Il resto della corporatura era talmente odioso che lo sguardo di Grace non vi si indugiò.
A combattere con quella roba, c'erano un ragazzo e una ragazza.
Lei era stupenda, alta, magra ma formosa al punto giusto, una chioma di capelli biondi e le labbra più belle che Grace avesse mai visto; il ragazzo era anche lui bellissimo, ma davvero bello: alto e snello, con una zazzera di capelli neri e lisci, con la riga al centro. I suoi movimenti erano agili e le braccia forti mentre menava fendenti con la spada al mostro, che ad un tratto gli strappò la maglia grigia, lasciando in mostra degli addominali che lasciarono Grace senza parole.
-Che cosa sta succedendo, qui?!
Esclamò Grace, forse un po' troppo forte, beh, forte abbastanza da far accorgere il mostro della sua presenza.
KAMU SEDANG MEMBACA
-Liberaverunt-
FantasiÈ la prima storia per cui mi impegno seriamente, mi è balenata in mente quest'estate e spero che vi piaccia, o almeno, io l'ho adorata dalla prima parola. Ho iniziato a scriverla su un vecchio telefono, l'hanno letta solo un paio di amici a cui è pi...
