Carolina

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Stanno piangendo tutti, tutti vestiti di nero, tutti con uno sguardo perso, malinconico. Tutti che avevano perso la stessa persona. Tutti che avevano perso Carolina.

 <<Sono le 7:30, sveglia sveglia. Sono le 7:30, sveglia sveglia. Sono le>> questa voce robotica della sveglia si interruppe. Max si svegliò con il braccio che formicolava, come d'abitudine ogni sabato e domenica mattina, visto che ogni volta in quei giorni si risveglia con una ragazza affianco che dorme con la testa appoggiata sul suo braccio, come fosse un cuscino. La ragazza che sonnecchiava tranquillamente affianco a lui si svegliò da brusco movimento che fece Max per togliersi di mezzo quella testa pesante dal suo braccio.

<<Yaawwn>> sbadigliò la ragazza dai capelli biondi ossigenati. <<Buongiorno!>> disse con uno tono frizzante ma lui non disse niente, aveva uno sguardo gelido, indifferente. A questa reazione, subito lei cercò di rubargli un bacio ma Max, che era seduto sul lato del letto affacciato verso la finestra, si alzò. LUI NON VUOLE ESSERE BACIATO, soprattutto da una ragazza che si è portato a letto la sera prima e di cui non sa nemmeno il nome.<<Ma perché?! Perché non vuoi baciarmi? Tu sai che mi hai portata a letto?!>> gli rinfacciò la ragazza che era arrabbiata ma soprattutto si sentiva spazzatura, oggetto di un maniaco. È vero, Max in ogni rapporto sessuale che aveva evitava ad ogni costo i baci.

 <<Vattene via, ehmm, com'è che ti chiami? Alla fine non era quello, quello che volevi?>> disse Max con tono arrogante. Lei con le lacrime agli occhi, si rimise il suo vestito fucsia striminzito e i tacchi 15 di un nero profondo e se ne andò sbattendo la porta della camera di Max.

 Intanto lui era immerso nei suoi pensieri: faccio lo stesso sogno ormai da 4 anni. Un sogno che non vorrei ma più fare. Nel sogno rivedo il suo viso, un viso scavato ma splendente; risento la sua voce, una voce stanca ma sentirla che mi saluta mi rassicura. Poi tutto questo finisce. Proprio come successe quattro tristi anni fa.

 La madre di Max aveva i capelli color ebano, gli occhi verdi e la pelle chiara come l'attrice Katie McGrath.Si svegliò a causa della scenetta che aveva messo su la biondina. Si diresse verso la camera di Max e vide la ragazza in lacrime che scendeva le scale che la portavano verso l'uscita di quell'inferno.

 Intanto i pensieri di Max furono travolti sempre più dai pesanti passi di sua madre.

 <<Max, che è successo? Ti sei portata a letto pure lei? Per favore non diventare come tuo padre.>>

 <<Mamma sta zitta. Papà era a lavoro, mica se ne stava in giro a saltare da una donna all'altra, sei tu paranoica. Lui è e sarà per sempre fedele alle persone che ama. Non ti ricordi? Lui cercava sempre di farla sorridere, la sosteneva, cercava di farla uscire da quello stile di vita. Mentre tu eri lì a guardarla scomparire sempre di più. La obbligavi a studiare tutto il tempo e a pretendere sempre bei voti, così da potertene vantare davanti alle tue amichette, in pratica lei era il tuo cagnetto.>>

 <<È lei che si è creata da sola quel problema.>>

 <<Per favore, sta zitta.>>

 <<Finiamo 'sto discorso, ogni volta si ripete ma non arriviamo a niente. Vieni a far colazione.>> propose Teresa, per smettere quella discussione e, che veramente si ripeteva e ripeteva ogni volta che cominciavano a parlare.

 <<Mi è passata la fame.>> disse Max pronunciando quelle parole in modo così gelido, quasi senza anima.

 <<Ti prego non diventare come Carolina, che per una pennetta di pasta sgattaiolava in bagno.>>

 SBAM!! Max chiuse la porta in faccia a sua madre, così forte da creare una folata d'aria che fece muovere leggermente i capelli i capelli della madre e da rimandarle indietro tutte quelle parole che lo avevano pugnalato al cuore. Non voleva sentirle soprattutto in quel giorno: 27 giugno, anniversario di morte di sua sorella Carolina.

Sesso, bulimia e MaxWhere stories live. Discover now