Sono qui con te.
Riesco a vederti.
Girarti intorno non serve. Sei solo in questa stanza.
So benissimo che potresti sentirti disorientato, ma ti prego, ascoltami.
Dimmi, riesci a sentire la mia voce?
Andiamo in un posto più tranquillo, ho bisogno di parlarti.
Sai, io adoro l'oscurità.
Il buio è il luogo perfetto per chiacchierare in tranquillità.
Mi chiedi chi sono.
Un fantasma?
Non dire sciocchezze, i fantasmi non esistono.
Dimmi, hai paura del buio?
Il buio non fa poi così paura.
Hai paura di me?
Oh, non devi avere paura.
Io e te siamo una cosa sola, in fondo. Non potrei farti del male, anche se lo volessi.
Perché hai così tanta paura di me?
È perché non riesci a vedermi?
No, non è per quello. Non hai paura dell'aria.
La mia voce ti spaventa?
Eppure ci conosciamo da così tanto tempo...
Cosa? Accendere le luci è inutile: non sparirò.
Sai, ho sempre voluto parlare con te.
Ti guardavo giocare ai videogiochi; ti guardavo quando passavi pomeriggi con la schiena curva sui libri studiando cose incomprensibili; ti guardavo uscire, parlare, e divertirti, così spensierato con i tuoi amici.
Ah, così spensierato. Avrei tanto voluto partecipare anche io.
Però, non ne ho mai avuto la possibilità.
Hai sempre qualcosa di meglio da fare, e ogni volta che si presenta l'occasione giusta per parlarti, ecco che fuggi via, e fai di tutto per non avere a che fare con me.
Mi sento molto solo.
Ma la mia speranza è che non riuscirai ad ignorarmi per sempre.
Ho bisogno di parlare con te.
Ho bisogno di imparare, ho bisogno di sapere cosa pensi di me: come potrei migliorare altrimenti, come potrei rimediare ai miei errori?
Anzi, a volte penso che sia io quello che dovrebbe avere paura di te.
Sicuro che tra noi due sia io il più pericoloso?
Ho vissuto per tutto questo tempo in silenzio, mi hai tenuto lontano fin dalla tua nascita.
Non mi hai mai compreso a pieno, né mi hai mai offerto la possibilità di parlarti.
Io invece ho capito tutto di te.
Ho sperimentato sulla mia pelle tutta la tua crudeltà, l'efferatezza con la quale mi hai ignorato giorno dopo giorno e con la quale anche adesso mi stai confinando fuori dalla tua vita.
E tutto questo per una tua stupida e infondata paura.
Gli esseri umani hanno paura di ciò che non si conosce.
È per questo che hai paura di me?
Non dire stupidaggini, se fosse veramente questo il motivo, allora perché continuare ad ignorarmi? Perché non permettermi di presentarmi, di parlare con te?
Magari un giorno potremmo addirittura diventare amici. Sarebbe il mio sogno.
Corri più forte: così raggiungerti è troppo facile.
Scappare è inutile. Sì, in fondo, siamo una sola cosa.
Io sono una conseguenza della tua esistenza.
Nessun rito potrà mai allontanarmi da te.
L'unico modo di liberarti di me è di liberarti di te stesso.
No, non sono la tua ombra.
Guarda più a fondo.
È lì che mi nascondo, dove non guardi mai.
Sei tu stesso che mi ci hai confinato. Non mi hai mai permesso di salire in superficie.
E sei tu quello che ha paura di me?
Non ti sembra stupido avere paura di qualcosa che tu stesso hai creato?
Avremmo potuto passare una felice convivenza insieme, ma tu non mi hai mai voluto con te.
A detta tua, sono sempre stato la causa di ogni tuo male, sono sempre stato io quello sbagliato.
E adesso hai paura, hai paura dello stesso male che mi hai causato.
Hai paura di parlare con me perché hai paura di soffrire.
Hai paura di parlare con me per non causarci altro male.
Chi sono io?
Sei solo in questa stanza.
Completamente solo.
Chi sono io?
... tu, chi sei?
