In Transilvania, dove io abitavo, nel 1783 si iniziarono a verificare alcune scomparse anomale di cui si pensa che sia stato il Conte Dracula anche se tutte le scomparse avvenivano nel castello di fianco a quello del Conte.
Si narra che nel castello abbandonato ci sia una cripta misteriosa a 300 metri sotto terra e, anche se nessuno ne è certo, che in quella cripta vi sia qualcuno o qualcosa che faccia scomparire le persone che vi entrano, ma la verità è ancora nascosta all'occhio umano.
Io sono un detective e decisi di fare alcune indagini ma non scoprii niente. Il nostro capo della polizia decise di fare una riunione dove affrontammo l'argomento ma lui sembrava molto ansioso nel parlarne e ad un certo punto scappò via a gambe levate. I cittadini a questo punto decisero di mandare gli abitanti più poveri della Transilvania nel castello per verificare se almeno uno riusciva a sopravvivere oppure tutti scomparivano.
I vari test furono negativi: nessuno degli ottantasette cittadini tornò indietro, allora decisi di avventurarmi io stesso.
Arrivato il giorno della missione me la stavo facendo addosso ma con coraggio, armi e risorse per sopravvivere una settimana, partii.
Appena entrato nel castello ero tranquillo perché era tutto illuminato e sembrava deserto, ma, arrivato all'ingresso dei sotterranei ho avuto, per un attimo, il pensiero di tornare indietro. Tirai fuori la coda dalle gambe ed entrai anche se era tutto buio.
Entrato in quel sotterraneo sentivo solo rumori lancinanti e ai miei lati vidi delle persone incatenate e alcune uccise e notai una cosa: tutte quante erano state uccise in un modo diverso ma a tutti mancava la testa, erano state pugnalate, strozzate, lacerate e persino frustate.
I pochi prigionieri vivi gridavano aiuto, tra quelli c'erano dei miei colleghi che mi dissero di non andare avanti, ma io ero carico di adrenalina e senza pensarci proseguii, ma non credetti a quello che vidi.
Ero finito in una stanza con pareti, pavimenti e mobili fatti di teschi, probabilmente quelli dei prigionieri uccisi. Mi chiesi chi potesse essere la sadica bestia che aveva ucciso tutti quei poveri innocenti.
Più mi avventuravo nell'enorme stanza più mi chiedevo chi e perché aveva fatto tutto questo e dall'angolo sentii un rumore, mi gettai in un mucchio di teschi e vidi.... passare il mio capo della polizia, colui che seguiva le indagini su questo caso, che ripuliva un teschio e si asciugava del sangue dalla bocca, e fu in quel momento che ricollegai tutto.
Mi si aprì un mondo nella testa: -Ecco perché dava gli ordini poi spariva, ecco perché era ansioso, ed ecco che si spiega tutto.
Io, mentre me la facevo sotto sentii: -Quando arriva quello stupido di Federico? Ho fame! Vabbé, sarà tornato indietro dalla paura, quel fifone.
Allora io mi arrabbiai ma il senso che prevaleva era la paura: la paura di morire, la paura di non tornare indietro e la paura di affrontare il mio capo, insomma stavo impazzendo.
E mentre quel pazzo stava scegliendo la sua prossima vittima, io tentai di scappare ma quando arrivai all'uscita egli mi sentì e blindò il castello. Fu allora che capii che era la fine.
Vidi il mio capo arrivare e pian piano trasformarsi e diventare un lupo mannaro con i denti da vampiro a una velocità folle, insomma un ibrido inumano.
Il mostro mi saltò addosso e mi iniziò a mordere e fu così che, senza rendersene conto, lui morì ed io mi sentivo sempre più strano, diventai più peloso, più grosso e mi crebbero i canini e lì capii che ero diventato un mostro. Non mi volli trattenere nel castello ma uscii e uccisi chiunque mi trovai di fronte: animali e umani.
Arrivai ad uccidere l'intera umanità compresi i miei amici, i miei colleghi, e persino la mia ragazza che amavo più di qualsiasi altra cosa, e preso dai sensi di colpa mi suicidai.
Fu così che terminò la razza umana.
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The Mystery Of The Crypt
Mystery / Thrillertesto storico, thriller e "avventuroso".Racconto scritto per un compito scolastico per cui mi sono impegnato molto, sarebbe ispirato a "toccata e fuga" J.S Bach. Spero vi piaccia tanto e addio che devo farmi i cazzi miei
