-Piacere di conoscerti Marco-
-il piacere è tutto mio, allora dimmi vuoi bere qualcosa?-
- si certo ma credo tu abbia qualcosa di mio-
-Ah si? E cosa? -
Marco cerca di fare il piacione
-il mio foulard-
-Cosa?-
Marco si toglie il foulard dalla fronte
-esattamente quello si-
- tieni allora-
-grazie-
-ha un buon profumo comunque-
-l'hai annusato?-
- è che quando l'ho preso era così colorato... e comunque profumava anche senza ficcarci il naso dentro-
-sai che è da maniaci vero?-
- ei ei frena, mi conosci da solo 10 secondi, prima di darmi del maniaco fammiti almeno offrire da bere-
Anna sorride, le piace quel ragazzo, ha qualcosa di particolare, di speciale, è come se per una volta l'universo le sia vicino
- va bene-
Anna si gira verso i suoi amici per far loro un cenno così da non farli preoccupare, Leonardo la vede, le applaude, è come se facesse il tifo per loro due, Roberto la saluta.
Marco prende altri due angelo azzurro, Anna lo butta giù , è troppo forte
-Ehy biondina vacci piano-
- di che hai paura?Io lo reggo bene l'alcool-
in parte è vero, ma quella cosa le stava già dando alla testa, decide di fermarsi.
-Allora Anna che fai nella vita?-
-studio lettere classiche te?-
-Giurisprudenza,devo consegnare la tesi-
-hai finito allora -
-già, scusa ma hai detto lettere classiche? Per caso l'università occupata qualche giorno fa è quella in cui studi tu?-
- Si, l'ho organizzata io l'occupazione-
-grande, sei il mio idolo-
Anna arrrossisce
-oh beh grazie...-
- ma come mai sei qui? Non dovresti stare in università?-
-i carabinieri ci hanno fatto sgomberare con la forza, sono riuscita a fuggire-
- meglio-
- già, è stato bello comunque-
-ci credo-
Marco beve un altro sorso
-allora come mai qui sta sera?-
-sono con degli amici te?-
-trascinato qui a forza ahah, non mi piace molto ballare-
-già nemmeno a me-
Marco le sorride, ha un sorriso inconsueto, sincero ma sporco, affascinante a modo suo, è come se fosse contaminato da un antico dolore.
-senti ma che stiamo a fare qui? Ti va di fare un giro?-
- non ti conosco nemmeno-
- Se esci con me puoi conoscermi-
Marco si alza in piedi e le porge la mano, Anna lo guarda
-va bene-
Prende la borsa. Con tre salti sono fuori dal locale, hanno un'aria da commedia americana.
Iniziano a passeggiare, Marco tiene le mani in tasca, Anna gli sta affianco, in silenzio,non sa bene che dire.
-Allora-
Lo dicono insieme
-prima tu Anna-
- Bene ahah, allora chi sono i tuoi amici? Quelli che ti hanno trascinato qui?-
-Stefano, è il mio "fratello non di sangue"-
-bene-
- ce ne sarebbero altri tre ma sono andati a casa aspetta-
Marco tira fuori una foto dal portafoglio
-ecco sono questi Stefano, Lucio,Flavia,Tiziano-
Li indica uno per uno, la foto è stropicciata.
-sembrano simpatici-
-un botto... e tu? Chi ti ha portata li?-
-Piero e Cinzia, anche se l'idea era di Marinella, poi si sono aggiunti altri due-
- forte, e il ragazzo? Niente?-
-no nessuno per ora-
Anna ricorda le parole di Leonardo: "l'amore non si fa mai attendere a lungo", e spera per un momento che il suo momento sia arrivato.
-Te? Qualcuna?-
- No, nessuno di speciale-
Marco mente, in realtà lui frequenta Tamara ma la loro storia ora non gli sembra più così importante.
Le stelle cadono illuminando il loro cammino lento e incostante. La luna, silenziosa macchinatrice, li ha fatti incontrare combinando ogni minuzioso particolare e ora resta a guardare il suo operato.
Prendono una via poco trafficata per uscire davanti al circo massimo, Marco prende dalla tasca il pacchetto di sigarette
- Scusa Anna hai da accendere per caso?-
-Certo aspetta-
Anna si mette a frugare nella borsa, nel frattempo Marco prende una sigaretta anche per lei
- Tu fumi?-
-Ogni tanto-
- Ne vuoi una?-
-Dipende, cos'è?-
-Nazionali-
Anna si blocca, le Nazionali, le sue preferite, non ricorda nemmeno l'ultima volta che ne aveva fumata una e ora lui gliene aveva offerta una
-Oddio ma davvero?-
Anna prende il pacchetto tra le mani
- si so che sono un po' scadenti ma sai a me piacciono... e poi costano poco-
- Ma sono le mie preferite, le uniche che fumo!-
Gli rende il pacchetto e lui le da la sua sigaretta
-Beh grande!, però senza accendino come fumiamo?-
-Certo scusa, ecco tieni-
Marco lo osserva incredulo, la luce del lampione illuminavano la bandiera giamaicana stampata sull'accendino
- Scusa ma dove l'hai preso?-
-In realtà l'ho trovato sotto il tavolino di un bar-
- Ma sei una ladra, questo è mio!-
-come scusa?-
Marco si accende la sigaretta e glielo passa
- Questo accendino è mio, l'avevo perso qualche tempo fa-
- Che ne sai che è proprio il tuo?-
- Che bar era?-
- In centro, vicino alla fontana-
- la barista è una donna?-
- si-
- vedi è il mio-
- bah strano-
Anna si aggrappa al lampione e ci gira intorno, ha un flash, come un ricordo, si ferma
-Anna tutto bene?-
-Si...Si...-
-sicura?-
Anna ricorda un sogno fatto un po' di tempo fa
- ti posso dire una cosa? Ma non pensa' male eh-
-tranquilla-
- Okay, io ti ho sognato-
- in che senso?-
- qualche mese fa prima di arrivare alla comune ho avuto un sogno strano e c'eri anche tu, ho sognato questo esatto momento in cui giro intorno al lampione e ti osservo, il fatto è che io non ti conoscevo nemmeno qualche mese fa-
Marco rimane perplesso
- capita, anche io ho fatto dei sogni ''strani", non ti giudico-
-davvero?-
- Si ma ora mi devi spiegare questa cosa della comune-
Anna sorride e sente qualcosa dentro di sé mettersi a posto.
Gli racconta della sua famiglia, dello sfratto, della fuga, di Massimo, non tralascia alcun dettaglio di tutto quello che ha preceduto il loro incontro, Marco la guarda, finge attenzione ma è assorto, preso da quei capelli biondi e dalla sua parlantina vivace, non gli era mai capitato prima di essere così preso da una sconosciuta.
- Marco? Te invece? Famiglia, scuola, casa?-
-Io vivo in periferia in una casa piccola ma ci sto bene, Giurisprudenza l'ho presa Per forza, per far contenta mia madre, lei e mia sorella non vivono qui ma vado a trovarle... meno spesso di quanto vorrei in realtà-
- E, tuo padre? Lui vive con te?-
Marco si ammutolisce, prende fiato
-veramente... lui non c'è più-
-ah mi dispiace scusa io...-
Anna guarda per terra
- tranquilla, non potevi saperlo-
-Eh gli amici? Stefano che fa nella vita?-
Anna cerca di cambiare discorso
- Ha fatto giurisprudenza anche lui e ora lavora in un bar, ti ci devo portare fa una cosa tutta sua ma ti assicuro che è il drink più buono di tutta Roma-
Camminano tutta la notte, girano per i vicoli della città, incuranti del guaio in cui si stanno cacciando, parlano di sogni e di viaggi, canticchiando brani comuni.
- Io adoro Battisti-afferma Anna
- ma la mia preferita in assoluto è Good Times,Bad Times dei Led Zeppelin-
- a me pure piace anche se il rock psichedelico non mi fa tanto, preferisco il rock and roll-
Senza rendersi conto arrivano alla comune, sfiorandosi le mani tra gli sguardi dei passanti
- Io sono arrivata-
Marco si appoggia alla parete della casa
- senti...ti va di vederci magari sabato, ci vediamo davanti al locale di sta sera-
- mi piacerebbe molto-
-facciamo alle quattro?-
-certo-
Sono pieni di entusiasmo, un cane passa vicino loro, abbaia facendoli sobbalzare
- va bene allora buona notte-
-notte-
Anna si chiude la porta alle spalle, si appoggia sul muro, Marco viaggia in metro fino a casa sua e si accascia sul letto.
Fino a quella sera Anna avrebbe voluto morire e Marco desiderava andarsene lontano ma ora qualcosa è cambiato, ora hanno un motivo per restare.
DU LIEST GERADE
Emozioni
RomantikSiamo alla fine degli anni Sessanta, Anna e Marco vivono a pieno questo periodo di cambiamento. Lei appena diciottenne, un passato difficile alle spalle, ha sempre vissuto in periferia e ora si appresta a iniziare la facoltà di Lettere Classiche. L...
