1. First day in Atlanta

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Allora, volevo tornare direttamente con la storia di Marione caro, ma quest'ultimo periodo non è stato dei migliori e la scrittura è passata in secondo piano. Arriverà, è in fase di lavorazione minuziosa perché è un progetto a cui tengo tanto.
Questa, invece, è nata quasi per scherzo e anche un po' per sfida, perché volevo confrontarmi con una protagonista più solare delle precedenti. Ci avevo provato con Artemide e mi ritengo abbastanza soddisfatta di quel progetto, ma Charlie sarà tutto quello che non sono io: ottimista. Sono una pessimista di prima categoria, sarà divertente scrivere le sue parti; altra sfida, sarà un unico punto di vista, quello maschile. Seguo Sebastian e lo ammiro, ma non mi permetto di dire che credo di conoscerlo; sarà molto di quello che si vede dalle interviste e di come interagisce lui con gli altri.
E siccome chi ben comincia è a metà dell'opera, subito un bel bollino rosso.

ATTENZIONE: BOLLINO ROSSO, SE SENSIBILI PASSATE OLTRE.

-1-
E' strano tornare qua ad Atlanta dopo così poco tempo: non è passato molto da quando abbiamo finito di girare "The Winter Soldier", però non mi dispiace rivedere il gruppo e passare dei bei momenti con loro.

Ho finito di sistemare la mia roba, sto già decidendo che film guardare per poi fare l'uomo Vitruviano sul letto, ma i miei piani vengono interrotti da un uragano di nome Anthony <<Ehi, Seb, alza il culo, usciamo>> senza tante cerimonie, come al solito.

Sbuffo <<Scordatelo>> rispondo soltanto, buttandomi sul letto di schiena.

Alza un sopracciglio <<Non era una domanda, Sebastian>> sottolinea il mio nome completo <<Era un ordine, rinfrescati se tra venti minuti non sei bello profumato ti portiamo di peso così come ti troviamo>> mi minaccia uscendo.

Sospiro e decido di seguire il suo gentile consiglio, conoscendo lui e Chris sarebbero capaci di portarmi fuori di peso così come mi trovano, che sia vestito o meno; faccio una doccia veloce, il volo non è stato dei più tranquilli, poi penso rapidamente a cosa indossare. Alla fine vado per un jeans bianco, una camicia nera e una giacchetto in pelle: siamo a fine marzo, non è esattamente mite la temperatura. Due minuti prima che Mackie bussi alla mia porta, sono fuori ad aspettarlo con le braccia incrociate e poggiato con le spalle al muro <<Addirittura in anticipo, ti ho spaventato?>> sorride ironico.

Comincio ad avviarmi all'ascensore <<No, mi hai sfinito, è diverso>> sorrido allo stesso modo, entrando nella cabina.

<<Però dai, carino sei carino stasera>> mi fa gomito.

Alzo gli occhi al cielo <<La finirai mai di cercare di accasarmi? Nemmeno mamma si preoccupa così tanto>> borbotto.

Mi fa il verso <<No, ma ammetto di star perdendo le speranze, hai gusti inaccessibili!>> esclama sconvolto.

Ridacchio, pensando che alcune ragazze che mi ha presentato -dove le trovi non ne ho idea e non ho intenzione di scoprirlo- erano anche carine, ma non ero e non sono in cerca di una relazione: al momento sono felice, sto bene con me stesso e faccio un lavoro che mi soddisfa tutti i giorni, non posso chiedere altro.

Alzo un sopracciglio quando arriviamo nella hall <<Ah, ora familiarizziamo con il nemico?>> chiedo sarcastico, dopo aver abbracciato Chris.

Proprio lui si stringe nelle spalle <<Sai come si dice no? Tieniti stretti gli amici, ma ancor di più i nemici>> mi fa gomito.

Robert annuisce <<Ottima strategia, te la rubo>> lo indica <<Allora? Mackie, tua l'idea, tua la destinazione>> richiama il mio amico, rimasto un attimo indietro a parlare al telefono.

<<Eccolo!>> si avvicina <<Ho appena parlato con un amico che gestisce un piccolo locale poco lontano da qua, abbiamo un privé e privacy>> ci informa.

A man after midnight // Sebastian Stan (SOSPESA)Stories to obsess over. Discover now