Voglia di partire

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C'era un sole cuocente quel giorno nella grande metropoli di Londra, le strade erano deserte, il sole continuava a splendere sugli alberi dove si sentiva solo il canto dei grilli che insieme alle cicale erano gli unici a godersi quei raggi accecanti. Nel lussuoso quartiere di Notting Hill stava tornando da una pasticceria un vecchietto, probabilmente sulla settantina, che con un paio di occhiali tondeggianti e con un elegante capello nero usciva da una grande limousine portando con sé alcuni vassoi pieni di dolciumi.
"Sono tornato!" esclamò, appena varcata la soglia e dirigendosi verso l'enorme salotto continuò: "Ho preso tutto quello che mi avevi chiesto", lì, su una poltrona, sommersi da carte e carte spiccavano alcuni ciuffi arruffati di capelli neri.
"Vedo che stai ancora lavorando. Non pensi sia meglio fare un pausa? Magari mangiando qualcosa?" disse il vecchio,
appoggiando uno dei grandi vassoi su un tavolino di marmo vicino al corvino.
"Grazie Watari ma penso che continuerò a lavorare ancora per qualche ora, ma... non appena avrò chiuso questo caso, ho intenzione di andare via da qui per un po'." disse con voce spenta il corvino.
Watari restò sorpreso nel sentire quelle parole, insomma di solito quel ragazzo se ne stava sempre chiuso lì ad indagare e mangiare, non si spostava mai, se non per qualche evento estremamente importante.
"Sei sempre pieno di sorprese L" replicò il vecchio. Il ragazzo lo guardò afferrando il primo dolce capitatogli a tiro e tornò a lavorare chino sui fogli.
"Chissà cosa avrà in mente" pensò tra sé Watari uscendo dalla stanza. Qualche ora dopo, il grande orologio del salotto rintoccò le cinque, era pomeriggio e il detective era ancora piantato sulla sua poltrona, i vassoi che qualche ora prima traboccavano di dolci erano diventati completamente vuoti. Di solito quando ciò accadeva il detective era solito chiamare subito Watari, sempre pronto ad andare in suo soccorso riempiendolo di dolci, ma questa volta fece eccezione.
"Oh sono già le cinque, L dovrebbe già aver finito di mangiare tutto, meglio che vada a vedere se ha bisogno di qualcosa".
Si alzò dalla sedia per raggiungere il ragazzo nel salone ma quando aprì la porta se lo ritrovò piantato sull' uscio. Aveva la testa abbassata e  i ciuffi di capelli che gli ricadevano sul viso riuscivano a nascondere completamente ogni sua possibile espressione.
"Oh L, c'è qualcosa che non va? I dolci non sono stati di tuo gradimento?"
"Voglio partire" disse secco e alzando la testa continuò "Per Winchester".
Watari non rimase troppo stupito da quella sua affermazione, già accennatagli qualche ora prima e prontamente rispose: "Prenoto subito un albergo, immagino che tu voglia partire domani stesso".
"Sì, ti ringrazio" e detto ciò, L uscì dalla stanza per andare a dormire, doveva essere pronto per il viaggio del giorno dopo.

Solo due zollette di zucchero Geschichten, die süchtig machen. Entdecke jetzt