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Mi agito sul sedile dell'auto rubato da Alice. Non avrei mai pensato che Edward potesse fare una cosa simile. Mi ha lasciata lui e ora si vuole uccidere perché crede che io sia morta? Prendo un lungo respiro, cercando di mandare via quella sensazione di rabbia e vuoto. Anche io ho tentato di morire, ma grazie al cielo non ci sono riuscita.

Perdonami, papà.

Alice continua a sfrecciare, ignorando una guarda che fa cenno di fermarsi. Rallenta e si ferma poco dopo davanti a due guardie.

-Devi continuare da sola.-mi dice-Devi arrivare alla piazza con il campanile, manca poco, corri!

Scesi e inizia a correre, senza mai incappare, cosa incredibile per me. Non ho più aria nei polmoni e credo che mi si stia per fermare il cuore. Ma arrivo alla piazza, gremita di gente con dei mantelli rossi addosso.

E lo vedo.

Si fa tutto a rallentatore.

Gli corro incontro, passando per la fontana, e sono certa che ci sia gente che guarda lo spettacolo che gli sto dando. É quasi esposto al sole e io mi lancio contro il suo petto duro e lui mi prende.

-Questo é l'inferno?

-Torna dentro!-gli dico

-La morte non ha potuto scalfire la tua bellezza.

-Io non sono morta! E nemmeno tu!

Lui mi guarda e poi mi prende per i fianchi e siamo nella penombra, dentro la chiesa.

-Sei viva.

-Si! Si può sapere che cosa ti salta in mente? Vuoi farti uccidere per me? Ma sei scemo?

-Non posso vivere in un mondo in cui tu non ci sei più.

-Lo hai fatto per tanto tempo, anche quando io non c'ero e puoi continuare a farlo!

Lui mi guarda sorpreso dalle mie parole, ma cambia in un attimo espressione e guarda davanti a sé.

-Signori, per oggi non avrò bisogno dei vostri servizi.-dice

-Aro ti vuole parlare.-dice una voce che mi fa voltare. Sono in due.

-D'accordo. Bella perché non torni fuori a goderti la festa?-dice Edward

-No, lei viene con noi.

-No, ve lo potete scordare!

-Ehi, ragazzi!-fa il suo ingresso Alice.-Perché non spostiamo la conversazione in un lungo più appartato? Stiamo dando spettacolo.

Ed è così. Una donna guarda verso di noi e stava dicendo qualcosa all'uomo accanto a lei. Anche un ragazzo, e avrei giurato che di italiano in lui non c'è nulla. Non é nel mezzo della parata e quindi sicuramente ci vede un pò meglio, ma non si avvicina e fa bene.

Sentivo una nuova presenza, una voce, ma non voglio vedere oltre. Non so perché, ma quel ragazzo ha come catturato la mia attenzione. Mi volto solo quando mi sento spingere in avanti perdendo così la visuale di quel sconosciuto.

Aprendi AmarWhere stories live. Discover now