1 Noxifer: primo giorno

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<Ragazzi, sono il vostro preside, il signor Lungopelo. Sono lieto di darvi il benvenuto nel collegio aequalitatem che, come dovreste sapere, vuol dire uguaglianza, perché in questa scuola siamo tutti uguali, che voi siate folletti o giganti, demoni o angeli, lupi mannari o vampiri sarete sempre ben accetti alla nostra scuola di sovrannaturali, i corsi saranno...>

"Difficili quindi consiglio vivamente di studiare con costanza e bla bla bla." Che palle, non sono passati nemmeno dieci minuti e mi sono già rotto il cazzo di questo vecchio pelato che si crede il capo della scuola.

L'omone Dahak che mi sta accanto, pare che preferirebbe iniettarsi dell'argento nelle vene anzi che passare ancora un minuto qui. È il primogenito del signor Dracula, mi fido di lui come se fosse mio fratello, in fondo abbiamo passato tutta la vita uno accanto all'altro, molto probabilmente quando salirò al trono, mio padre Lucifero sceglierà lui come mia guardia reale.

Mi guardo attorno per vedere se quei cazzoni dei miei coinquilini ci siano tutti. Ed ecco che noto Ludovik, il fratello minore di Dahak, con una gatta in spalla, quella ragazza è una specie di mutaforma o qualche minchiata simile, lui le va dietro come la puzza alla puzzola da un anno ma non ha ancora fatto il primo passo. A parer mio, se continua così, di stare con lei se lo sogna soltanto.

Guardo più lontano e, vedo che due file più avanti, siede una ragazza dai capelli lunghi e rossi, con un portamento regale e altezzoso, non mi ci vuole niente per intendere che è mia sorella minore Lilith, principessa eterna degli inferi.

Accanto a lei c'è una ragazza bionda con il cappuccio tirato su. Lei è la migliore amica di mia sorella e la discendente più piccola dei Dracula, Viktoria, l'unica lupa mannara in casa, certo, non era l'unica fin che il suo adorato gemello, Ezekiel, non si è suicidato per depressione tre mesi fa. Non ha sorriso nemmeno una volta da allora. Ultimamente ha problemi di doppia personalità che stanno peggiorando così tanto, che nella villa abbiamo dovuto dedicarle una stanza per calmarla e riportarla nello stato normale.

Dopo un bel po' di tempo mister testa d'uovo smette di parlare e ci dice di andare in classe indicandocela sulla mappa, e così facciamo io e quel gregge di pecore ignoranti che dovrò sopportare per almeno un intero anno, cercando di trainare più beoti a peccare, così che finiscano agli inferi anzi che nel nido di piccioni chiamato comunemente paradiso.

Entrati in classe mi siedo, con Dahak, ad un posto accanto alla finestra. Sono già sicuro che le due amichette si sono sedute infondo alla classe, e Ludovik sta con quella drogata della gatta che, credetemi, non si fa solo di erba gatta.

L'insegnante non è ancora arrivato, e qui sembriamo in una cazzo di classe per depressi, nessuno che parla con nessuno, nessuno che cerca nemmeno il contatto visivo, solitamente mi va bene così, anzi, benissimo. Ma questo vuol dire che dovrò fare io il primo passo per far incontrare un po' di gente e farla peccare per bene.

Quindi mi alzo dirigendomi alla lavagna, prendo un gesso e sento tutti gli occhi su di me, come se fossi una creatura strana, ma tanto ormai ci sono abituato. Così comincio a scrivere: FESTA A VILLA DRACULA. QUESTA SERA. INVITATI TUTTI. Nemmeno finito di scrivere, si sente un boato dalla parte maschile della classe, e la parte femminile comincia a ridacchiare e parlare in quel loro tono acuto e stridulo che mi da sui nervi.

Torno a sedermi accanto a Dahak, che da un po' è perso a fissare un ragazzo quindi lo spigo a fare il primo passo :<Vai a parlargli no? Tanto sei tu quello che morde qui.>
Il mio fedele amico si gira verso di me e mi guarda negli occhi incredulo:<Tu credi Noxifer? E se poi non gli piaccio?>

Alzo un sopracciglio, è un gesto che ho preso in eredità da mio padre :<Sul serio me lo stai chiedendo? E poi che te ne frega, nemmeno lo conosci. Ora muoviti che sembri un maniaco a fissarlo e basta.>

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