Martedì 23 luglio, un giorno caldo, come un classico giorno di luglio. Questa mattina mi sono svegliata con un brutto presentimento , ma avevo dato la colpa alle poche ore dormite la notte precedente, dovute al caldo asfissiante che impediva a chiunque di respirare. Mi diressi verso la cucina come al mio solito, trovando già lì al tavolo mia madre, Elisabetta, mia sorella, Stefany e mio padre, Fred. Mi sedetti al mio solito posto, sembrava tutto normale, anzi, quasi troppo normale, a colazione parlammo delle solite cose, per poi dirigermi nella mia camera per prepararmi per uscire. "Muoviti Stefy facciamo tardi" urlai io a mia sorella che era appena uscita dalla doccia, come al suo solito è sempre in ritardo "mamma Rachel rompe" urla lei a nostra madre per prendere ancora un po' di tempo. Nostra madre entra nel bagno bruscamente rimproverando mi sorella dicendole che se non si fosse mossa non sarebbe più uscita per tutto io resto dell'estate, questa frase terrorizzò Stefany, infatti nel giro di 10 minuti era già fuori la porta della porta ad aspettarmi. Neanche il tempo di accendere il motore della mia macchina che quella peste di mia sorella aveva già acceso la macchina con tutti quei tormentoni estivi che ci "tormentano" per davvero per tutta l'estate e anche per una buona parte dell'inverno. Arriviamo nel giro di poco alla nostra meta, ma con quel freschino che l'aria condizionata della mia macchina aveva creato decidiamo di fare un altro giro per la periferia della città, essendo consapevoli che c'erano i miei amici ad aspettarci. "Era anche l'ora no?" esclama Violet appena ci vede scendere dalla macchina, "Credevamo non arriva ste più" ci dice Robert, "Scusate ma abbiano avuto un piccolo contrattempo" dico io cercando di scusarmi in tutti i modi. Usciamo per il piccolo centro della nostra cittadina per circa 2 ore e mezzo, vagando per i vari negozietti che avremmo visto milioni e milioni di volte. Decidiamo poi dirigerci nuovamente ognuno nelle proprie abitazione, fresche di aria condizionata, asfissiati dal caldo afoso che si trovava all'esterno.
Appena entrate in casa io e mia sorella ci rendiamo conto che nessuno è venuto ad accoglierci alla porta, cosa che solitamente nostra madre fa, il tempo do varcare la porta del salotto e ci rendiamo conto che il tappeto bianco candido è diventato di un rosso intenso, un colore simile a quello del sangue. Dico a mia sorella di uscire velocemente di casa e di allontanarsi finché non avessi scoperto cosa fosse successo in casa nostra, "ma col cavolo che ti lascio qui da sola, non ci salutiamo addosso dal bene che ci vogliamo, ma sei sempre e comunque mia sorella."
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un giorno come un altro
Mystery / ThrillerTutto cambia nella vita dell'adolescente Rachel nel giro di poco... Come affronterà la situazione?
