l'amore...

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L'amore da sempre è stato oggetto di studio da parte di poeti e scrittori che si sono interrogati sulle sue origini o che hanno affrontato, nelle loro opere, gli effetti che provoca questa assurda malattia. Perché l'amore è un po' come una malattia, non si sa il giorno in cu ti colpirà o il giorno in cui guarirai. È come quelle infezioni che sono sempre state dentro di noi e che mai se ne andranno. Spesso può farti soffrire ma non esistono pillole che possono alleviare questo dolore, perché anche lo stare male fa parte del processo di innamoramento. Negli anni sono cambiate molte cose, ma il modo di amare e di essere amati è rimasto lo stesso. Per coloro che ci hanno preceduti amare è stato gioia, spensieratezza, farfalle nello stomaco, colpi di fulmine, lacrime, attese, notti insonni, cuore a mille, perdersi, lasciarsi e poi ritrovarsi, volersi e mancarsi. E per noi oggi è lo stesso, solo che ci facciamo molte più paranoie. Rendiamo qualcosa di semplice e stupendo, molto più complesso. Dante che per anni ha aspettato il saluto della sua donna angelo, nel momento in cui lo ha ricevuto non si è preoccupato di cosa potessero pensare di lui le amiche di Beatrice. Al contrario di tutte le ragazze che ogni giorno aspettano per il corridoio un saluto, un cenno o uno sguardo dal ragazzo di cui sono follemente innamorate, magari anche da anni, ma che prima di ricambiare, controllano tutti quelli che sono nel raggio di 4km per paura di essere giudicate. E Petrarca di certo non convocava tutti i suoi amici per scoprire la causa di un visualizzato senza risposta a un suo sonetto da parte di Laura, semplicemente le dedicava un'altra opera intera. E coppie come Giulietta e Romeo, costrette a vedersi di nascosto, per poter vivere un amore così forte da dar fastidio alle famiglie, in quei pochi attimi in cui potevano viversi non stavano a preoccuparsi dei capelli, dei vestiti e del trucco. Si sono amati per quello che erano, non per come apparivano. Se pensiamo poi a Paolo e Francesca che avevano una passione troppo forte che li consumava, più forte delle regole e del buonsenso, che li ha portati poi alla morte. Non ce li immaginiamo come due che valutano attentamente tutte le possibili variabili dei loro incontri. E Renzo e Lucia? Dopo anni passati separati, un voto di castità e mille altri ostacoli non hanno smesso neanche per un secondo di amarsi. E quando finalmente si sono rincontrati, per la testa non gli è passato minimamente di pensare a possibili tradimenti. Oggi questo non sarebbe possibile, se non ci si sente per qualche ora subito si va in ansia e si comincia a pensare al peggio. Uno che si troverebbe bene ai nostri tempi però c'è. Leopardi. Che ha passato una vita intera a guardare dalla finestra di casa la donna della sua vita. Per poi vedersela portare via dal migliore amico, più bello e affascinante, anche se meno colto. Ai nostri giorni si vive tutto con rassegnazione, in modo passivo, non si lotta più per niente e nessuno. Ci si arrende alla prima difficoltà e si perdono le persone migliori, mentre invece per paura di restare soli si resta con chi non ci trasmette forti sentimenti. Adesso si ha paura di litigare per paura di lasciarsi. Il filosofo greco Eraclito parlando degli opposti dice "l'uno vive la morte dell'altro,come l'altro muore la vita del primo". E così dovrebbe essere l'amore, bisogna litigare, odiarsi, soffrire per potersi vivere al massimo. E nel momento in cui manca questo si finisce per cadere nell'indifferenza. Ed è proprio l'indifferenza l'opposto dell'amore, non l'odio perché per odiarsi bisogna volersi e pensarsi e sono proprio queste alcune delle caratteristiche fondamentali dell'amore.

Chiara🌹

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