Il sole è tornato a splendere come non aveva mai fatto prima. È stata una notte difficile per colpa dei dolori provenienti dalla spina dorsale. In un angolo vicino il mio letto la mia mano tocca qualcosa di gelido, è il mio cellulare. Involontariamente accesi il cellulare, vidi 10 messaggi e alcune chiamate perse. Improvvisamente i miei occhi vedono la data, era il 5 febbraio ed era il mio 18esimo
compleanno. Com'è era possibile che non ricordavo nulla e poi ero una di quelle persone che amava festeggiare il proprio compleanno. Non erano passati nemmeno 10 minuti quando sento la porta aprirsi, era mamma. Coprii la testa con la trapunta e feci finta di dormire. Con la sua delicatezza si avvicina e inizia a togliermi la trapunta dalla testa e con tanto amore iniziò a parlare, dalla sua voce riuscii a capire che stava quasi per piangere.
-figlia mia, oggi sono 18 anni che sei venuta in questo mondo e sai che sei venuta con la difficoltà più grande.
-mamma oggi mi sento male.
-cosa? Amore di mamma, cosa hai?
Non riuscivo a parlare, sapevo che stavo quasi per piangere, mamma si è avvicinata e mi ha abbracciata forte fino a quando non ero in grado di parlare.
-Mi sono svegliata con un mal di schiena, non sapevo cosa avevo, ma stavo male.
-aspetta un attimo Manu ,mi preparo e andiamo dal medico.
-Ho obbedito come una bambina, non avevo altra scelta. Presa dalla curiosità ho guardato che giorno fosse, era mercoledì ed era solo un mese che la scuola era iniziata dalla festa dell'epifania.
Mi sono svegliata dal letto, l'ho sistemato velocemente e tenendo con la mano la schiena guardo dentro l'armadio per trovare alcune robe sportive e una giacca pesante.
Non avevo forza di stare in piedi e mi sono seduta sul pavimento.
Mamma stava ritardando e colsi l'occasione per chiamare Bruna (Bruna ma in breve Bru), la mia migliore amica, per dirle che non sarei andata a scuola, erano le 7.30 e presto doveva iniziare la lezione. Lei e Domenica, anche lei nostra amica inseparabile si sono preoccupate. Non volevano che in questo giorno tanto speciale fossi malata, però era destino.
-Andai dal medico con mia madre, lei era donna delle pulizie in ospedale, infatti conosceva tutti i medici e così nella procedura più accelerata feci alcuni analisi che risultarono essere solo un'infezione ma con alcuni antibiotici sarebbero stati superati.
-vedi amore, non hai nulla.
Ho sorriso, ero davvero contenta di questa notizia, ma sapevo di non essere nella situazione di festeggiare il mio compleanno. Erano le 17 di pomeriggio. Siamo tornati a casa e finché mamma ha parcheggiato la macchina io ho aperto la porta di casa....Non potevo credere ai miei occhi ,a quello che stavo guardando, la casa aveva preso un aspetto festivo. Con l'aiuto di mio padre, le mie amiche erano entrate in casa e avevano realizzato una vera festa per me. Erano le mie amiche preferite, erano pazze, non c'erano solo loro, ma c'era tutta la mia classe. Mi hanno fatto gli auguri e dopo qualche minuto Bruna e Domenica mi hanno trascinato da un lato per sapere la causa della malattia.
Bru: ci hai spaventato stronza, quella malattia non poteva capitare un'altro giorno.
Domenica: serio ci hai spaventato, ma l'importante è che tu stia meglio.
Manu: anche io mi sono spaventata, ma sto bene e sono anche tanto felice, oggi mi avete fatta sentire HIGH ragazza.
Abbiamo iniziato a ridere, eravamo semplicemente fantastiche, gli altri non avevano torto quando ci chiamavano " le tre bambine ".
Bru: oggi era presente ancora lui in classe...
In quel momento qualcosa iniziò a tremare dentro di me, era una questione di cui volevo parlare con loro, con le mie migliori amiche, era colui che mi aveva causato la pelle d'oca, non solo lui ma anche quando il suo nome veniva nominato, in ogni conclusione arrivavo sempre alla solita risposta : lo amavo !!!
Con lui era un'incontro spontaneo, un'incontro semplice... io avevo educazione fisica, mentre lui aveva l'ora libera.
Abbiamo iniziato a parlare , era abbastanza educato, parlava così apertamente iniziando a dirmi alcune sue cose, sembrava che ci conoscessimo da anni. Era adorabile.
Era adorabile. Avevo fatto amicizia con lui. Alla ricreazione o meglio durante la pausa stavamo sempre insieme. Ci raccontavamo le cose l'una dell'altro, con una sola parola eravamo entrati nel mondo dell'uno dell'altro.
Manu: "E cosa ha detto?" Ho chiesto con entusiasmo.
Domenica: Oh si è preoccupato così tanto della tua malattia, ti ha augurato la guarigione e ci ha dato qualcosa da darti per il tuo compleanno.
Bru: come sapeva che oggi avevo il compleanno?
Domenica: forse lo avrà visto su FB che oggi è il tuo compleanno.
Non era vero, lui sapeva il mio compleanno e io sapevo il suo compleanno, era il 17 giugno.... Sapevamo tutto l'uno dell'altro.
Sono corsa nella stanza e con un sorriso sul mio volto ho iniziato ad aprire il pacco avvolto in una bella carta rossa, improvvisamente la mia mano tocca qualcosa di morbido, era un orso bianco, al collo aveva una collana d'argento con il numero 31...il numero 31 stava a significare il 31 settembre, il giorno in cui ci siamo incontrati, e sotto l'orso, un pacchetto di cioccolatini.
Era un miracolo, lui lo stava facendo per me, proprio così, l'amavo in ogni modo, ma il solo pensiero che avrebbe avuto dei sentimenti per qualcun altro mi stava incomodo. Sono andata dai miei amici per non lasciargli soli e gli ho parlato della collana che avevo già messo, e hanno iniziato a ridere mentre mi costringevano ad ammettere i miei sentimenti profondi per lui. Alla fine erano i miei migliori amici, avevano il diritto di sapere di questo amore ... Sapevo tutto di loro. Arrivò un momento bellissimo, in cui tutti mi avevano portato un regalo bello, ma molto bello, uno di loro mi aveva portato una bellissima felpa, con dentro una lettera, risi e lo ringraziai dal cuore.
Verso le 22 tutti se ne sono andati,Bruna e Domenica, le ho pregate di restare, ma sono andate via dicendo che avevano da fare.
Alle 23 in punto alcuni parenti vennero a farmi gli auguri, ma quando si sono accorti che ero malata, non restarono così tanto. Quando se ne sono andati, ho aiutato mia madre e sono andata nella mia stanza, ho acceso il pc e mentre indossavo il pigiama, mamma e papà sono entrati nella stanza:
Papà: stella di papà, probabilmente hai pensato che ci siamo dimenticati del tuo regalo di compleanno, ma non è vero, semplicemente ci importava di più la tua salute. Mamma tirò fuori una piccola scatola, me la porse e io lo aprii in fretta, vidi un telefono che avevo visto mesi fa .....
Lo volevo e i miei genitori lo avevano comprato per me.
Ho dato un bacio a entrambi e li ho ringraziati con tutto il mio cuore. Dopo che sono usciti dalla mia camera, ho aperto Instagram e sono andata nell'area dei messaggi, gli annunci erano molti, c'erano tanti messaggi con gli auguri... ma la mia mano va direttamente al messaggio più lungo in cui il mittente era Alejandro: Spero di essere la prima persona che ti fa gli auguri, buon compleanno, sei la persona più pulita e la migliore che io abbia mai conosciuto, spero che la tua sincerità rimanga così per tutta la tua vita, ti meriti tante cose belle e spero di non farti del male, ancora auguri e sii felice.
Stavo volando dalla gioia, ho lasciato cadere il telefono da un lato e ho camminato per la stanza come una matta, ero felice perché qualcuno aveva aspettato le 00:00 per farmi gli auguri. E quel qualcuno era la persona a cui volevo tanto bene.
Era Alejandro, sono entrata rapidamente in linea ma lui non era in linea, mi stavo sentendo male. Non ho letto nessun altro messaggio perché non mi interessavano. Sono andata a sbirciare il suo profilo e ho visto alcuni strani messaggi che aveva scritto una ragazza nel suo profilo, il tutto con una dose d'amore, ero davvero gelosa. Ho iniziato a sentirmi ancora male e dispiaciuta, così spengo il pc e accendo il telefono e non appena mi stavo addormentando mi arriva un sms. Se hai voglia di parlare con me fammi uno squillo, era lui, la mia vita mi stava scrivendo. Pensavo, ancora che la mia gelosia era presente, una ragazza le stava scrivendo ma ero sicura che non provava niente per nessuno, sapevo tutto a riguardo, e respingendo la sua colpa gli ho fatto lo squillo. Dopo 2 minuti lo schermo si è illuminato. E aprii:
Alejandro: Tanti auguri a te, tanti auguri a te.
Manu: hahahah, grazie.
Alejandro: Come hai potuto farmi questo, abbiamo parlato così tanto di come dovevamo festeggiare questo compleanno, ma non sei più venuta.
Manu: Ah si vero ..
Alejandro: Che cos'hai, non vuoi parlare?
Manu: stavo pensando al tuo regalo, è fantastico, grazie per esserti ricordato.
Alejandro: di niente, sembra che tu non possa parlare ti sto infastidendo.
Manu: aspetta ..
Alejandro: Sì, ok parla ..
Manu: Grazie anche per gli auguri, mi hai fatto sentire bene.
Alejandro: di niente bambola,tutto ciò è degno di te e ti prego di venire domani a scuola perché ho tanto bisogno di vederti.
Manu: Sì, verrò.
Alejandro: Beh, buona notte cuore..
Manu: Buonanotte...
È stato fantastico, è stata una conversazione stupenda.
