Caro tempo

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Caro Tempo,

anzi, caro in senso affettivo non lo sei, ma dal punto di vista del valore sì. Vorrei chiederti se è possibile tornare indietro, almeno di un paio di anni.

Devo fare ancora tante cose, non ho molti rimpianti ma so che avrei potuto fare di più. Maturando ho capito che le cose non si possono sempre cambiare e che, a volte, le decisioni che si prendono mutano definitivamente le situazioni. Forse quell'estate avrei dovuto pensarci meglio, ma che si può pretendere da una ragazzina immatura di quindici anni? Ti scrivo, caro Tempo, dopo aver riletto ciò che non avevo il coraggio di leggere. Oggi pomeriggio ho fatto un bel respiro e ho aperto l'armadio. In fondo, sotto a migliaia di vestiti ammucchiati c'era una scatoletta di legno chiusa con un lucchettino. L'ho presa, quasi a mani tremanti, l'ho aperta ed è stato come se all'istante quei ricordi sono riaffiorati tutti insieme. Tanti fogli ripiegati in quattro e sistemati in base alla data scritta; sono lettere. La prima era datata al 15/10/2015 e l'ultima al 21/04/2016. L'ultima non dovrebbe neanche essere tra le mie mani ma tra quelle del destinatario. Ecco il mio rimpianto caro Tempo, non essere riuscita a lasciargliela. Doveva sapere e lì c'era tutto. Stavo per aprire proprio quella e leggerla ma poi ho rinunciato. Non ero pronta per rivivere nel cuore quella forte emozione che ho provato quel giorno. Sai, mi hanno detto che il tempo guarisce ogni ferita, è vero? Ne sei capace? Aspetto da tempo che tu venga a disinfettare e richiudere quelle ferite che ogni tanto sanguinano un po'. Non sei stato tu a causarle, sono stata io e ora ne pago le conseguenze. Volevo sapere solo se è vero che prima o poi potrai rimarginarle; ormai sono due anni che aspetto di tornare a correre e saltare felice, ma mi sembra sempre molto lontano quel momento. Accadrà? Ci riuscirò? Sarò in grado di superare l'ultimo ostacolo invalicabile? Ora, uso, di tanto in tanto, quelle lettere per chiudere la ferita, come fosse un cerotto.

Dopo averle tirate fuori tutte, l'ho trovato! Era in fondo e coperto da tutti quei fogli. Ti chiederai cosa sia questo oggetto misterioso, nulla di che, semplicemente una chiavetta USB. Cosa ci fa una chiavetta in quella scatola? Te lo spiego subito.

Lì dentro c'è l'inizio del mio sogno. C'è quello che non ho mai avuto il coraggio di fare. C'è una storia, o un libro, non so come preferisci denominarlo, che è pronto per cercare di avverare il mio sogno. Ormai sono due anni che mi dicono di provarci, di inviarla a qualche casa editrice, ma non ne ho mai il coraggio. Ho iniziato a scrivere per un mio sfogo, per leggere le emozioni che ho provato e viverle come quelle che leggo nei romanzi che adoro; poi è nata la passione per la scrittura e con essa anche la voglia di andare oltre la mia piccola camera in cui scrivevo. Però, come avrai ben capito, non l'ho mai fatto. Il mio sogno nel cassetto è questo, portare "fuori" quella storia e farla conoscere, non perché sia una cosa eclatante, ma perché nel mio futuro mi vedo con un computer a scrivere libri, a leggerne e ad avvicinare la gente a questa attività ormai considerata troppo antica e noiosa. Dici che potrei riuscirci, prima o poi? Sì, effettivamente sarebbe meglio prima che poi, ma odio le cose affrettate e fatte male.

Caro Tempo, siccome sei così prezioso devo salutarti, le storie non si scrivono da sole.

Alla prossima,

Una ragazza che aspetta ancora il suo momento.

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⏰ Last updated: Apr 17, 2021 ⏰

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