prologo

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"Papà, papà, mi racconti una storia?" chiese la piccola

"Quale, diavoletta?" chiese il padre facendo il solletico sulla pancia di sua figlia, la quale rideva, una risata candida, tipica degli angeli

'Ride proprio come sua madre' pensó il vecchio demone sorridendo. Nonostante avesse più di 200 anni, sembrava un uomo normale, sulla quarantina, con un sottile strato di barba che gli incorniciava il volto, i tratti spigolosi e il naso sporgente.

"La nostra storia!" esclamò la bambina saltellando sul divano

"Ma te l'avrò raccontata un miliardo do volte!" ribatté il padre

"Eddai, un'ultima volta" chiese la ragazzina, lasciando che un dolce musetto comparisse sul suo viso.

"E va bene" sbuffò divertito il demone. Prese sua figlia e la sollevò, posandola sulle sue ginocchia. Poi iniziò a raccontare.

"C'era una volta un pianeta lontano. Su quel pianeta regnava il caos, una massa informe che rapisce tutto ciò che trova al suo passaggio e altera la sua forma."

"Papà, ma che vuol dire 'atlera la sua forma?" domandò la piccola

"Punto primo, si dice altera, non atlera. E poi, sai che non devi interrompermi quando racconto le storie, altrimenti perdono tutta la loro magia. Comunque significa che cambia la sua forma. Immagina una casa: prima del caos era una casa normale, con delle finestre, una porta d'ingresso, un tetto e un comignolo. Dopo il passaggio del caos potrebbe avere il tetto su un lato e il comignolo al posto della porta, le finestre sopra al posto del tetto e la porta potrebbe scomparire."

"Fico" esclamò la bimba attirata

"No, non è per niente fico" rispose l'uomo.

"Posso continuare?" chiese poi lui. La piccola annuì

"Bene. Un bel giorno, gli angeli arrivarono su quel pianeta e lo liberarono dal caos. Nessuno sa come abbiano fatto. Costruirono una città, e le diedero il nome di "Anankae". Per anni prosperarono, e le loro competenze crebbero. Ma poi siamo arrivati noi, i demoni. Eravamo invidiosi delle tecnologie e degli angeli, quindi formammo un esercito, l'esercito più grande che si fosse mai visto, per andare verso Anankae. Sai, anche il tuo bisnonno era in quell'esercito." il demone si fermó un attimo a riprendere fiato

"Gli angeli, per paura di perdere la città, fecero un accordo con il capo dei demoni, in cui affermarono la divisione della città in due parti: la fazione bianca, degli angeli, e quella nera, appartenente ai demoni.
Le due fazioni dovevano vivere separate e non avere alcun contatto tra di loro. Così, la parte demoniaca della città si sviluppó con una velocità molto inferiore a quella bianca, infatti gli angeli sono in grado di costruire astronavi ad energia pulita e palazzi che possono cambiare forma.
Quando sono stato in prigione nella fazione bianca per l'accusa di omicidio, ho conosciuto tua madre. Lei ha capito che ero innocente, e mi ha salvato la vita.
Quando sono uscito di prigione abbiamo continuato a vederci di nascosto, e poi sei nata tu, Elara.
Tu sei speciale, piccola mia, perché non so se esistono altre persone come te.
Tu sei una mezzosangue, sei mezza demone e mezza angelo, ma non vivi con tua madre per sicurezza, dato che lì ti avrebbero già catturato.
La tua vita non sarà facile, dovrai rimanere nascosta, perché se ti trovano, ti faranno cose terribili. Ma se rimarrai qui, con me, non ti accadrà nulla, lo giuro sulla mia stessa anima."
Così il vecchio demone concluse il suo racconto e si alzò dal divano, lasciandoci seduta una piccola mezzosangue affascinata ma allo stesso tempo con la testa piena di domande.

angolo autore

Finalmente ho pubblicato il prologo, sono troppo felice.
Che ve ne pare di questo capitolo?
Se vi è piaciuto lasciate qualche stellina, lo apprezzerei♡
Alla prossima,
Elenα★

Hybrid, la casa delle ombre Stories to obsess over. Discover now