vieni qua - mi disse.
Mi avvicinai un po' titubante
Quel signore anziano mise la sua mano sopra la mia testa.
Scotti - disse.
In effetti ero molto caldo.
Ho la soluzione per te - affermò
Tu non stai bene - aggiunse.
In effetti non mi sentivo un gran che ultimamente.
In un balletto allesti un banco di cartone dove appoggio una tavoletta di pelle.
Laprí.
Al suo interno c'erano due capsule legate da un laccio elastico.
Una di questa ti dirà felicità, salute, soldi, amore, l'altra infelicità, malattia, povertà, odio.
Così gli dissi che non avrei osato sfidare la sorte su due questioni discutibili, gli aggiunsi che se da una parte potevo avere tutto, tutto ciò in parte l'avevo con la mia via, viceversa con l'altra avrei avuto ciò che altri potevo provare in questo momento.
Non è che avessi paura, non è che la cosa mi interessasse profondamente.
Così ci salutammo.
Se ci ripensi, solitamente mi trovi qui, comunque ti lascio il mio biglietto da visita, se vuoi cambiare la tua vita io ci sono.
Mi allontanati da quella zona, non credevo ad una sola parola sulle sue capsule e sinceramente mi sembrava un ciarlatano, ma dovo ammettere che ho visto persone diventare felice ed avere tutto quello che si può desidare, e altre precipitare.
Una sera era totalmente arrabbiato e fuori dai gangheri, e pensai veramente di voler cambiare la mia vita, così ritrovai il biglietto da visita di quell'uomo.
Lo chiamai chiedendogli di incontrarci.
Mi presentai nel posto pattuito ma dell'uomo nemmeno l'ombra.
Venni a sapere giorni dopo di Marco, un mio conoscente aveva fatto tanti soldi alla lotteria, e che si era fidanzata con la più bella del paese, e stava godendo di un ottima salute che gli aveva permesso di non ammalarsi di una malattia infettiva che aveva colpito la fabbrica.
Non ne ero sicuro, ma penso che quell'uomo e le sue capsule forse centrassero qualcosa.
Provai a richiamarlo e rispose nuovamente. Gli dissi che l'altra volta non si era presentato, lui si scuso molto. Rifissammo un altro appuntamento.
Questa volta si fece vivo.
Aprií il suo banchetto di cartone, poi la cartellina in pelle.
All'interno era rimasta sola una delle due capsule.
Chi l'ha prese l'altra - chiesi
L'uomo non rispose.
Aveva lunghi baffi bianchi, una camicia a quadretti fuori da un paio di jeans chiari, era un uomo anziano e minuto, quando lo guardai spuntava a mala pena la testa da dietro il suo banchetto di cartone.
Era una estate torrida, sentii l'ansia assaliti. Osservai il via vai delle persone in quella piazza di centro in paese. Osservai il bar della piazza, Osservai una macchina inchiodare all'improvviso per evitare di investire un gatto nero che all'improvviso era sbucato in strada. Afferai quella capsula e la ingerií
