ULTIMI ISTANTI

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      Lentamente apro gli occhi. Mi muovo, risvegliandomi da un sonno senza sogni.

      Cazzo!

      Mi lecco le labbra secche; cerco di creare un po' di saliva, quel tanto che basta per dare un po' di sollievo alla mia gola secca. Il rumore che produco mi ricorda il verso che fanno con la bocca quei vecchietti che vedo sempre fuori dal mio negozio, intenti a leggere i necrologi appesi in bacheca.

      Mi sono sempre chiesto per quale arcana ragione s'intrattengono in quelle tristi letture. Forse li rassicura leggere di un coetaneo che ha lasciato questo squallido mondo e pensa: Anche questa volta ha preferito lui a me, oppure, se tra loro c'è qualche pessimista (e quando si superano i settant'anni, il pessimismo è la loro massima espressione di vita) che pensa: Ora tocca a me, lo so, me lo sento!

      Che cosa vado a pensare!

      La testa mi gira come una trottola e ho come la sensazione che il cervello mi venga strappato dal cranio. Avverto un sapore metallico nella bocca. Ho sete e la gola continua a bruciarmi da impazzire. Deglutisco, e la sensazione di mille aghi che si conficcano nella trachea è atroce.

      Che cazzo è successo?

      Già. Che cazzo è successo! Perché mi ritrovo ad avere i sintomi di una bella sbronza, quando è da sei mesi che non sfioro nemmeno con il pensiero una lattina di birra?

      Ho i pensieri intorpiditi da questa foschia che ottenebra i miei ricordi. Sono sdraiato nel letto, ma sono sicuro di una cosa: non ero a letto, prima che la mia mente andasse in black-out.

Il mio primo pensiero è che sono svenuto. Non mi capitava di svenire da quando ero ragazzino...

      Come succedeva?

Nella mia mente si forma il ricordo di un giovane me stesso, in calzoni corti e con i primi accenni di eruzioni cutanee sul viso, che si alza di scatto, si blocca, vede la vista appannarsi, poi il cervello va in tilt e crolla, come un castello di carte al primo accenno di vento, sul pavimento.

      Si. Deve essere successo così. Anche se...

      Non penso di essere svenuto. La mia mente si sta faticosamente facendo largo tra i banchi di nebbia della memoria. Dalla bruma spessa e bianca emerge una frase: Buon appetito...

***

       «Buon appetito!» 

     «Grazie», rispose Mark. Guardò sua moglie posare sul tavolo apparecchiato della cucina il loro piatto preferito: agnello in salsa di menta. «Allora, com'è andato il lavoro oggi?!» chiese.

      «Come ieri e come domani», rispose Eileen, sedendosi di fronte a lui e cominciando a riempirsi il piatto. A differenza della maggior parte delle donne (diciamo pure tutte) la moglie di Mark non aveva problemi di linea, avendo un fisico da far invidia anche a Coleen Kinlay, showgirl e istruttrice di fitness nel suo programma televisivo: Dieci semplici modi per rimanere in forma con Coleen, in onda sul canale 17, e un metabolismo da Nascar, in grado di assimilare velocemente il cibo e di non farlo prosperare su cosce e glutei.

      «Cioè?» insisté Mark.

     «Cioè cosa! Ogni giorno mi chiedi sempre le stesse cose. Sei noioso!»

     «Scusa se cerco d'interessarmi su come hai passato la giornata.»

     «Come vuoi che l'abbia passata?» Il tono di voce di Eileen si alzò di un paio di note. «Ho controllato le solite scartoffie, come sempre; ho corretto gli errori delle colleghe, troppo impegnate a rifarsi il trucco e ad ancheggiare di fronte ai capi, come sempre; ho corretto gli errori dei capi, come sempre, e ho risposto al telefono a degli idioti che continuano sempre a sbagliare numero. E per cosa? Per un migliaio di dollari al mese». Riprese fiato. «Non male, come stipendio, per una che ha due lauree, vero?»

ULTIMI ISTANTI (completa)Where stories live. Discover now