Oggi é domenica. Una bellissima e felice domenica. Sí, va bene, un giorno come tutti gli altri. Dopotutto devo lavorare nei campi anche oggi che, tecnicamente, é un giorno festivo. Il problema é che non posso mai perdere di vista il campo, altrimenti qualche animale può rovinare il raccolto. Per non parlare poi di quando agisce madre natura: temporali, nevicate, grandinate, freddo atroce, caldo afoso... Non si può lavorare in queste condizioni e la maggior parte del raccolto, se non tutto, va perso. La mia famiglia abita qui da generazioni e nonostante tutto, sono sempre stata molto felice anche se... "Rose, hai finito di piantare quei semi? Il pranzo é pronto". Ho una fame da lupi. Entro in casa, una casa piccola ma molto confortevole, e noto con piacere che mio padre ha preparato spaghetti e polpette. Mi siedo sulla mia vecchia e cara sedia di legno e inizio a mangiare immediatamente. "Vedo che l'appetito non ti manca!" esclama divertito mio padre mentre sto per strozzarmi con una polpetta. "Come va il lavoro oggi?" mi chiede poi. "Tutto bene, é una bella giornata per piantare semi", rispondo. Piantare semi é la cosa che mi piace di meno di vivere in campagna, e ogni volta che lo dico a mio padre, mi ripete che devo farlo comunque. 'Altrimenti come pensi che crescano le piante?' mi dice sempre. Ovviamente questo lo so anch'io, ma é veramente un'attività noiosissima. "Oggi vai in paese?" chiedo a mio padre. "Sì, vado al pozzo a prendere un po' d'acqua. L'abbiamo quasi finita." risponde lui. "Posso andare io stavolta? Non mi va di stare sempre in mezzo al campo e comunque me l'avevi promesso". Visto che mio padre acconsente subito, esco di casa in fretta e furia.
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La vita in città è relativamente tranquilla. Comunque non mi potrei lamentare neanche se volessi, visto che i miei genitori sono sempre in viaggio per lavoro. Passo più tempo con il personale di servizio che con loro. Posso dire che i domestici sono la mia famiglia e neanche mi dispiace, perché sono tutti molto gentili e disponibili. Tranne il giardiniere, James. Quel tipo mi odia. É alto e robusto, con degli occhi grigi che mi fulminano se solo provo a dirgli 'ciao' mentre lavora. Detesta essere disturbato quando sistema il giardino, ma deve darsi una calmata. Sembra sempre arrabbiato con il mondo... E con me. Quando ero piccolo, capitava molto spesso che combinassi dei guai e puntualmente lui andava a spifferare tutto. Sono stato punito diverse volte a causa sua. E le punizioni che ricevevo non appena i miei genitori tornavano a casa dopo due o tre ore di riunione non erano esattamente divertenti. Di solito venivo rinchiuso nello scantinato per qualche ora per 'riflettere sulle tue azioni', diceva mio padre. É stato grazie a punizioni come questa che ho iniziato a soffrire di claustrofobia. Inoltre, cercando un modo per passare il tempo (non ho molti amici... Nessuno a dire il vero) mi sono inventato un gioco tutto mio quando ero bambino. I miei genitori sono tipi molto tradizionalisti e non volevano che io giocassi con altri bambini perché non erano 'alla mia altezza'. Ho avuto un solo amico per tutta la vita: Roby. Lui non é solo il mio criceto, é mio fratello, il mio compagno d'avventure. Il gioco che mi ero inventato riguardava anche lui: io ero un pirata che combatteva contro gli alberi in giardino e Roby era il mio vice. Quando ero malato, gli dicevo di prendere il mio posto come capitano e combattere i nemici da solo. Lo so, sono pazzo, ma non sapevo in che modo divertirmi. Ora ho voglia di uscire. Le quattro pareti di camera mia mi tengono prigioniero da troppo tempo ormai. "Marty, Marty!" grido. É la signora delle pulizie. Se voglio uscire senza dare nell'occhio, lei mi aiuterà. "Eccomi, signor Christian!" così dicendo entra in camera mia. "Ti ho detto mille volte di non chiamarmi signor Christian, mi fai sentire vecchio. "Scusi signor... Ehm, volevo dire Christian. Di cosa ha bisogno?" "Ho voglia di uscire. Magari vado a fare una passeggiata in paese, tanto é a due passi da qui". "Non si preoccupi signor Christian, lo copro io. Esca pure tranquillo, ma per favore... Torni prima di cena". Ha detto quest'ultima cosa con una punta di preoccupazione e io so bene perché. Non si ripeterà di nuovo. Ho chiuso con l'amore. "Grazie Marty e sta' tranquilla... Torno presto". Così dicendo, esco di casa e mi dirigo in paese. É davvero un posto tranquillo e rilassante. Mi piace passeggiare per i vicoli e osservare i paesani che parlano. Chissà come ci si sente ad avere qualcuno con cui parlare, con cui confidarsi. Forse se quella volta non avessi... "Fa' attenzione a dove cammini!" Mi giro di scatto e scopro che la voce proviene da una ragazza stesa per terra bagnata dalla testa ai piedi. Accanto a lei c'é un secchio vuoto. Questa ragazza sembra così... Innocente. Bellissima.
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~Impossible~ SOSPESA
RomanceAnime gemelle separate solo dal rango sociale che faranno di tutto per stare insieme ma... Sarà sufficiente?
