Era una sera di metà agosto,mi trovavo sul balcone di casa mia,nella più assoluta tranquillità, il sole mi scaldava il viso con il suo calore, una sfera rosso fuoco che tramontava, nascondendosi nell'orizzonte,portandosi via tutta la vivacità di cui avevo bisogno in quell'attimo.
Ero seduta su un dondolo di legno, con sopra un materassino color blu spento, assomigliava alla coperta che aveva mia nonna qualche tempo fa. Tutto sommato era carino, possedevo bei ricordi sul quel dondolo, mentre mi cullavo mi sentivo sicura, protetta da tutto ciò che poteva accadere dentro a quell' inferno che ho sempre chiamato "casa".
In questo momento regna il silenzio nella nostra famiglia, la solitudine di una madre intrappolata in un matrimonio che non sopporta, imprigionata sentimentalmente, costretta a subire per non danneggiare i propri figli.
Cercavo di capire cosa le stesse succedendo, perché era cosi triste e cupa, rimaneva seduta su quella sedia a pensare, affondando nei suoi sentimenti, fu il forte colpo sulla porta dell'entrata a smuoverla dai suoi pensieri. La vidi precipitarsi all'ingresso, ansiosa, tremolante, dominata dalle sue paure. Prima di aprire la porta cominció a contare fino a dieci,sapeva già cosa le aspettava.
"Mamma,chi ha colpito la porta?" Le chiesi con aria preuccupata.
"Nessuno tesoro,ora facciamo un bel gioco,nasconditi in camera, io dovrò cercarti se non ti trovo come premio per la tua vittoria ce ne andiamo fuori a cena stasera, promesso."
Andai in camera, dovevo trovare un posto sicuro,un nascondiglio nuovo, dove non mi avrebbe trovata.
Entrai nella stanza dei miei genitori e la prima cosa che notai furono le due grosse valige blu con un biglietto su ogni valigia con scritto il mio nome e quello di mia madre.
"Perché mia madre aveva preparato quei bagagli, che le passava per la mente, chissà dove voleva portami."
"Il gioco! Devo nascondermi."
Cominciai a cercare un buon nascondiglio -nell'armadio? No mi troverebbe subito. Sotto il letto? Troppo banale.- nella camera dei miei genitori c'era una porta finestra con un balcone all'esterno. Il nascondiglio ideale per non farsi trovare. Scavalcai il letto matrimoniale, stropicciando tutte le coperte con le orme dei miei piedi, aprii la finestra e mi chiusi fuori.
In quel punto riuscivo a vedere tutto il giardino compreso il parcheggio, guardai meglio e la riconobbi subito, una fiat punto color grigio topo, era la macchina di mio padre.
- Cosa vi faceva qui, lui era via per lavoro, doveva tornare domani notte. Sicuro sarà appena arrivato- decisi di uscire dal mio nascondiglio, rientrai in camera e sentii le urla di mia madre -" Basta john, smettila mi fai male! - " Te la sei cercata puttana!" - rispose John.
Decisi di uscire dalla stanza per fermarli, mi avvicinai alla porta cercai di afferrare quella maniglia color oro, la girai facendo attenzione a non far rumore,prima ancora di riuscire ad aprirla, sentii un forte sparo.Rimasi pietrificata non sapevo cosa stesse succedendo, ma non era il momento di pensare,l'unica
soluzione era scappare.
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Imprevedibile
ActionAlison, una ragazza ribelle con una vita piuttosto complicata, sempre in fuga per scappare dal suo passato. Un passato fatto di sbagli, tradimenti e sola violenza. Nel presente è una ragazza di diciassette anni, molto sicura di se, determinata a r...
