•prologo•

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Nemmeno il ticchettio di un orologio a pendolo si sentiva in quella cupa ed enorme stanza.

Solo il silenzio più totale.

Il ragazzo sedeva su una sedia guardandosi continuamente attorno, mentre le sue dita tamburellavano sulle sue ginocchia tremolanti in continuazione.

Venne scosso da un brivido di freddo, e si strinse nelle spalle, percependo ancora di più la sensazione dei suoi vestiti completamente bagnati fradici che si appiccicavano fastidiosamente alla sua pelle.
Tirò su con il naso, da cui colava una goccia d'acqua scivolatagli sul viso dai capelli, anch'essi zuppi.
Attendeva una parola, una spiegazione, qualsiasi cosa dalla donna che aveva di fronte, che seduta dietro ad una cattedra color ebano, controllava da mezz'ora un misterioso fascicolo.
Forse il leggero e quasi piacevole rumore dei fogli che venivano consultati, maneggiati dalle mani affusolate e candide della sconosciuta, era l'unico suono che si poteva avvertire in quel momento.
Ogni tanto il ragazzo veniva osservato dai vispi e misteriosi occhi violacei della donna, che alzava la testa inclinandola e annuendo.
Il giovane sospirò impaziente appoggiando la schiena alla spalliera della sedia e passandosi una mano nei capelli scuri e bagnati, tirandoseli all'indietro.
Fu a quel punto che la donna dagli occhi viola, vedendolo stanco e ansioso di ricevere informazioni, smise di leggere il fascicolo e anche lei si stirò sullo schienale della sua comoda sedia girevole.
Tapperellava con le dita sui fogli creando un nuovo suono in quella sala mentre guardava il ragazzo con sguardo quasi ammiccante.
"Allora..."
Esordì con voce soave lei ricontrollando il plico.
"Allie Wright, ventiquattro anni"
Alzò entrambe le sopracciglia guardando nuovamente negli occhi verdognoli il ragazzo con fare quasi dispiaciuto.
"Diamine, certo che eri davvero giovane"
Posò di nuovo lo sguardo sul fascicolo mentre il corvino sbatté le palpebre guardando a destra e a sinistra, confuso.
"A quanto pare sei affogato nella vasca da bagno dopo essere accidentalmente scivolato su una saponetta"
Prese determinata i fogli rimettendoli insieme
"Mi dispiace caro"
Disse schioccando la lingua e scuotendo la testa con rassegnazione.
"Dovresti sentirti fortunato che sei qui con me e non con quel buffone di Robert"
Si alzò dalla sedia dopo aver messo a posto in un cassetto i fogli e si diresse verso Allie, che era ancora impietrito sulla sedia.
"Lui si sarebbe sicuramente messo a ridere per una morte del genere."
Continuò pattando amorevolmente la spalla del ragazzo, per poi tirarlo su dalla sedia.
In quel momento il corvino riuscì per la prima volta a parlare da quando si era ritrovato per caso in quella stanza.
"Lei...lei mi sta d-davvero dicendo che io...sono morto?"

La donna, che già si era avviata verso una probabile uscita, si fermò e si girò verso di lui con sguardo quasi compassionevole.
"Oh, povero caro..."

Si avvicinò a lui e mettendogli una mano dietro la schiena lo accompagnò fuori di lì.
"Io non...non ricordo nulla. È come se fossi nato adesso."
Mormorò sconsolato Allie

"Oh sì, i morti non ricordano niente della loro vita."
Sospirò
"E per far sì che nessuno ricordi mai nulla,consigliamo scrupolosamente ai nostri dipendenti di non cercare in alcun modo di avere dei rapporti con i mortali, almeno che non lavorino in quel campo... Ma di solito lavori del genere sono affidati agli spiriti di oltre quattrocento anni e... Oh cielo scusami sto divagando."
Disse scherzosa dandosi una botta con la mano sulla fronte.
"Arriviamo al punto"
Esclamò con tono autoritario mettendosi davanti al ragazzo tenendogli le spalle.
"Ci serve un fantasma che infesti il Lago Eskeldor, e tu capiti a fagiolo!"

Allie squadrò la donna alzando un sopracciglio.
"...Eskeldor?"

"Si! Esattamente. Vedi, vicino alla riva di questo lago, sono state costruite delle case dove principalmente i padroni umani si stanziano durante le vacanze estive."
Spiegò lei ricominciando a camminare, mettendosi a lato del ragazzo e tenendolo per una spalla.
"E io che centro?"
Chiese timidamente il corvino.

"Tu dovrai spaventare i proprietari di quelle case affinché le abbandonino per sempre."
Rispose con il suo solito tono entusiasta la donna.

"E...e perché dovrei farlo?"
Balbettò lui strofinandosi le mani tra di loro, ansioso.

"Volere dei superiori. Ricorda sempre giovane Allie: gli ordini vanno sempre rispettati. Non importa quanto per te siano insensati"
Raccomandò la donna con tono più severo, puntandogli un dito contro.

"V-va va bene ma...come faccio? Non credo di far paura a qualcuno...ti sembro spaventoso per caso? Sono anche morto in modo patetico da quello che ho capito"

"È vero, ma nessuno lo sa."
Disse facendogli l'occhiolino.
"E poi a quei tonti dei mortali, senza offesa per i tuoi cari, basta anche un tenero bambino che trascina un peluche per spaventarsi a morte"
Scoppiò in una divertita risata piegandosi in avanti.
Allie fece una risata nervosa, venendo scosso da un altro brivido.
"Mi fanno spaccare"
Continuò asciugandosi una lacrima che accennava a cadere, mentre non smetteva di ridacchiare.

Il ragazzo deglutì e mormorò
"Ehm mi scusi..."

"Chiamami Evenit, caro."
Lo interruppe lei rivolgendogli un cordiale sorriso che Allie ricambiò imbarazzato.

"Si, va bene, Evenit."
Ripeté lui, per poi rimanere in silenzio.

"Hai altre domande da pormi, per caso? Sono qui apposta sai"
Esordì dopo poco Evenit, continuando a camminare.

"Veramente, sarei pieno di domande. Intanto vorrei chiedere dove stiamo andando..."

"Oh, mi sembra ovvio, ti porto fuori dal mio ufficio. Oltre quella porta laggiù" - indicò con l'indice una piccola fonte di luce in fondo al lunghissimo e cupo corridoio -
"C'è l'intero nostro mondo. Altri milioni di uffici, fabbriche, addirittura scuole e case.
Le scuole servono ai bambini o ai neomorti come te, per apprendere tutte le capacità che uno spirito può avere! Non è meraviglioso?"
Concluse battendo le mani con eccentricità, per poi subito ricomporsi.

"...credo di sì? Quindi la società degli spiriti è uguale a quella dei mortali?"

"Sì e no. Non è esattamente uguale a quella degli umani, ma abbiamo lavoratori, case, posti di lavoro e poi c'è chi ci comanda tutti."
Spiegò gesticolando Evenit.

Il giovane annuì mettendosi una mano sulla spalla.

"C'è ancora una cosa che vorrei sapere...io, lavorando, che cosa ci guadagno esattamente?"
Chiese il corvino guardando negli occhi violacei la donna alzando un sopracciglio.

"Beh, un posto di rilievo nel mondo degli spiriti, e sopratutto una buona parola per i superiori."
Rispose sorridendo la ragazza come se stesse parlando della cosa più entusiasmante e indispensabile dell'universo. Aveva un luccichio negli occhi. Ci teneva veramente molto ad essere la pupilla dei suoi capi.

"Ah...in poche parole nulla, giusto?"
Ribatté quasi deluso Allie.

"E poi la fama! La fama tra tutti i fantasmi del nostro mondo! Sarai visto come una persona importantissima, ne sono certa! E non solo qui, ma anche tra i mortali sarai conosciuto e temuto da tutti quelli che vivono vicino al lago che infesterai!!"
Esclamò sempre più entusiasta Evenit, che pareva non averlo sentito per niente.
Mise un braccio intorno al ragazzo e lo tirò a sé, per poi indicare con la mano aperta un punto indefinito davanti a loro.
"Immagina: la leggenda di Allie Wright, il fantasma del Lago Eskeldor.
Sarai sulla bocca di tutti! Oh e per risolvere il tuo problema di non mettere abbastanza paura, potremmo metterti delle catene a mani e piedi! Quelle funzionano sempre, fidati."
Disse l'ultima frase quasi sussurrandogli nell'orecchio, per poi metterselo davanti e chiedere quasi con tono emozionato

"Allora giovane Wright, accetti l'incarico?"

Il ragazzo ci pensò un poco.
Da quel poco che si ricordava di essere, non gli era mai interessata la fama. Ma visto il modo in cui quel bizzarro spirito esaltava l'avere una buona nomea in quel mondo, tanto valeva stare alle loro regole. Così prese un bel respiro e sicuro come non lo era mai stato da quando stava in quell'ufficio, rispose

"Accetto."




~Angolo autrice~
Ciao a tutti! Sorpresi per questa nuova storia improvvisa?
Ebbene sì, questo progetto è molto recente e nonostante ci devo ancora lavorare, non vedevo l'ora di sapere che cosa ne pensate.
Come ogni altra storia, per.me è molto importante conoscere la vostra opinione ♪
E quindi? Come vi pare questo racconto? Vi potrebbe interessare?
Fatemelo sapere con un commento commentoso e una stellina stellinosa!
Vi saluto!~♥

The Guardian GhostWhere stories live. Discover now