|| Oneshot ||

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Min-ho pov's

In quel corridoio immenso e spettrale il ritmo lento ma costante dei miei passi era l'unico suono che potevo udire.

Per il resto regnava il silenzio più totale.

Era un po' strano: non avevo mai sentito quell'atrio così estraneo.

Sì, era proprio quella la sensazione che provavo: estraneità...

Normalmente non passavo mai le ore di lezione all'interno della classe con i prof e i miei compagni.

O almeno, con i miei amici sì, ma solo con i miei coetanei.

Vedete il "non studiare" e il " fare un po' come si vuole tanto c'è mio padre che parla con il preside ", o come dir si voglia, per me erano più come delle abitudini più che dei disturbi.

Avevo questa abitudine dalle medie.

Così iniziarono le note, poi le convocazioni, le sospensioni e alla fine mi toccava sempre ripetere l'anno.

E tutto condito con una bella dose di noncuranza da parte mia, in primis, e deimiei genitori.

Ormai avevo perso il conto di quanti anni mi passavo con i miei compagni di classe.

Boh... forse tre o quattro.

Se non cinque.

Ma non ero mica l'unico a fare così.

All'interno dell'istituto c'erano almeno un'altra decina di ragazzi come me.

Alcuni più piccoli, altri più grandi... Certi preoccupati per il loro futuro e altri che condividevano con me il loro menefreghismo.

Era come se mi fossi fatto una nuova famiglia.

Ce ne stavamo seduti sui gradini delle scalette che conducevano alla mensa e, mentre inalavamo i deliziosi profumi che provenivano dall'interno durante tutta la mattinata, giudicavamo le ragazze che passavano porgendo loro qualche fischio qui e là e spesso anche alcuni sorrisetti ammiccanti.

E niente, tra un urlo e l'altro è qualche mini rissa, tra uno scherzo al collaboratore e un paio di porte sfasciate ecco che si arrivava a fine giornata.

Per cui quel corridoio così silenzioso mi faceva un sacco strano.

In quel momento mi ricordai di una cosa abbastanza stupida e che mi fece salire una rabbia tale da farmi trattenere a fatica un calcio diretto al cestino poco più distante.

C'era stato un periodo in cui sarei potuto risultare anche un ragazzo abbastanza attento allo studio ed educato; frequentavo anche le lezioni serali.

In quel periodo mi ero innamorato di una ragazza stupenda.

Il suo nome era Amber ed era nella mia stessa classe.

A nessuno piaceva, per molto tempo mi sono chiesto il perché ma non riuscivo mai a trovare una risposta.

Beh... Ora, riflettendoci, devo dire che assomigliava un po' ad un lama.

Proprio come me.

Eravamo simili in molte cose: aspetto, carattere e persino passioni.

Lei giocava nella squadra femminile di calcio della scuola, io in quella maschile.

Era veramente molto brava per essere una ragazza.

Era anche bellissima.

Del resto, mica per vantarmi, un po' ci somigliavamo.

I suoi capelli corti e scuri leggermente bagnati dal sudore, i suoi movimenti leggiadri con il pallone...

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⏰ Última actualización: Feb 25, 2019 ⏰

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