Chapter 1
Callie
"Siamo tutti impostori in questomondo, noi tutti facciamo finta di essere qualcosa che non siamo"
-Richard Bach
Calliope Josephine Thompson.
Tre parole che racchiudono perfettamente tutto ciò che c'è da sapere su di me.
Calliope, nella mitologia greca, era una delle nove muse. Più precisamente la musa ispiratrice di Omero,dell'Iliade e dell'Odissea, ma sopratutto la musa che presiedeva all'eloquenza.
Forse alla mia nascita, mia madre ha avuto il presentimento che sarei diventata una gran chiacchierona (che alla fine è assolutamente vero), o più semplicemente la sua passione per la storia antica ha prevalso su qualsiasi altro nome decente. In ogni caso non ho fatto in tempo a domandarglielo.
Josephine era il nome della nonna di mio padre, la grandissima Josephine Thompson. In città la conoscono tutti, è lei che ha fatto costruire la scuola e l'università, beh lei e il suo immenso patrimonio. Il nome che mi hanno affidato porta con sé un enorme aspettativa che se non soddisferò, mi farà ottenere un posto al centro del ramo storto e secco dell'albero di famiglia. Non che senta alcuna pressione, figuriamoci.
E in fine, Thompson. Il fardello più pesante da trascinare, la chiave che ti apre tutte le porte e il biglietto da visita più altisonante della storia. Basta solo sussurralo per farti avere tutto ciò che vuoi,però a un prezzo che non vale il divertimento, credetemi.
«Ma dai, Callie!» mugugna Heidi da sopra il mio letto a baldacchino «È la super festa di inizio anno, non puoi assolutamente perdertela!»si rotola sul mio copriletto immacolato rischiando di macchiarlo con il trucco pesante. Se lo sporca finirò in un mare di guai. Sbuffo per la sedicesima volta di fila, se la mia Mostrigna fosse qui mi avrebbe già ripresa diverse volte. Sbuffare non è un gesto elegante. «Non me la voglio perdere, davvero, ma proprio non posso fare altrimenti». Quando Heidi vuole qualcosa diventa assolutamente intrattabile. Sono almeno venti minuti che discutiamo, proprio non gli entra in testa il significato di no.
«Preferisci una barbosa cena di famiglia alla festa dell'anno? Io proprio non ti capisco» sentenzia agitando la chioma rossa. Dice in giro di essere una rossa naturale, ma sappiamo tutti che si fa dare una mano dalla parrucchiera per raggiungere quella sfumatura precisa di rosso fragola.
La guardo male da uno dei due divanetti posizionati davanti al camino. «Mio padre torna a casa stasera dal suo viaggio di lavoro, non lo vedo da due mesi. Quindi sì, preferisco la barbosa cena alla tua stupida festa» ribatto seccata. Sto iniziando a perdere la pazienza.
Lei strabuzza gli occhi e scuote la testa schifata. «La mia festa di inizio anno non è stupida!» guaisce offesa. Pensa che andando a letto con il tipo che la organizza si trasformi magicamente nella sua di festa. Inclina la testa e arriccia le labbra, segnale che sta per sparare una cattiveria. «È una tradizione a cui partecipiamo sempre e tu ci stai snobbando per fare la cocca di papino».
Quelle tre parole messe di fila fanno scattare la bestia che vive dentro il mio cervello. «Solo perché tu preferisci farti scopare da tipo a caso dietro un cespuglio, invece che stare con la tua famiglia, non significa che sia lo stesso per me». Non avevo intenzione di litigare, quando lei e Angelica sono venute a trovarmi ero super contenta, ora la sua voce altezzosa e viziata mi sta facendo davvero incazzare.
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Opposite
RomanceCalliope Thompson e Thomas Clark non potrebbero essere più diversi. Lei una cheerleader popolare e invidiata. Lui un nerd invisibile ed emarginato. Le loro vite si sfiorano costantemente, senza mai scontrarsi. Callie ha tutto quello che chiunque pot...
