Elèonore

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𝓛a luce fioca penetrava dalla finestra semi aperta mentre faceva entrare la brezza del mare nella grande camera, le polveri sottili venivano illuminate dal sole e scorrazzavano nell'aria, la stanza era in ordine, al contrario del letto disordinato, il pianoforte invece se ne stava lì a scaldarsi verso il barlume.
Le pareti tappezzate di bianco stucco, emanavano storie che solo esse conoscevano e i monotoni mobili contenevano memorie lontane.

Il vecchio entrò nella stanza a passo lento, con l'asta da flebo stretta al palmo, gli occhi azzurri leggermente lacrimanti e le rughe che segnavano il viso stanco; quel corpo veniva coperto dal pigiama di un color avorio e le ciabatte del medesimo colore.

Mentre il respiro affannato risuonava nella silenziosa stanza, si avvicinò all'armadio e con cautela afferrò una vecchia scatola di legno dal contenuto misterioso, la mise sottobraccio e si mise a sedere sul letto.

D'improvviso aprì la scatola e ne uscì fuori qualche foto, un'armonica a bocca, un piccolissimo carillon e altri oggetti antiquati.

Il vecchio afferrò il carillon colorato di nero a pois rosa di forma circolare, l'aprì e un fiore troneggiava all'interno di questo girando su se stesso mentre una musichetta meccanica suonava.
Un mini cassetto messo sul lato del carillon venne aperto e una antica foto bianca e nera spuntò fuori.
Mostrava una ragazza di bell'aspetto: dai capelli lunghi dal colore chiaro e gli occhi scuri, i tratti dolci, le labbra rosee.

L'uomo rimase per qualche secondo senza respirare, si portò la foto al cuore e una lacrima gli rigò la guancia, poi la riguardo.

Sentì bussare alla porta e si girò, vi era una ragazzo sulla soglia sorridendo.

«Nonno, posso entrare?»

Il vecchio annuì e chiuse la scatola.

Il ragazzo si avvicinò e mise la mano sulla spalla di suo nonno, guardando la foto che teneva tra le mani.

«Chi è lei?»
Chiese curioso il ragazzo corrugando la fronte.

Il vecchio alzò lo sguardo fissando la finestra chiuse gli occhi, e le labbra crearono un sorriso.

E con un lieve filo di voce disse:

«Elèonore..»

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