Connor non si sentiva davvero un deviante.
Era complicato. Il solo fatto di sentire di non essere un deviante lo rendeva un deviante, ovviamente, ma il problema era in realtà qualcosa di molto più superficiale: non riusciva a farsi degli amici a Jericho. Nessuno lo voleva, lo chiamavano "assassino", "cacciatore di devianti". Non lo consideravano... uno di loro. E a Connor faceva ancora strano, ma ogni volta che qualcuno lo guardava storto, cambiava strada o stringeva a sé un amico quando lo vedeva, faceva male. Male sul serio, fisicamente. Come se qualcuno gli avesse sparato un colpo in mezzo al petto, dove poteva auto-ripararsi, ma con molta difficoltà. Non era per niente piacevole. Secondo Markus, si chiamava vergogna.
Markus era l'unico che Connor poteva definire un amico. Erano passati appena cinque mesi dal successo della rivoluzione, però, ed era quindi molto impegnato. Era difficile riuscire a parlarci con tranquillità. Il leader aveva provato a convincere i suoi più stretti collaboratori, cioè North, Simon e Josh, ad aiutare Connor, ma North si fidava di esattamente due persone (Markus e Simon) in tutta Detroit, Simon era onestamente spaventato, e Josh era sempre in giro per conferenze. Era un po' un disastro, già.
Poi c'era RK900, detto anche Nines, o Richard dal detective Reed (all'inizio sembrava che si dovessero squartare a vicenda ma poi, nel giro di una settimana, erano diventati amici. Nei cinque giorni successivi avevano stabilito un'estenuante sessione di flirting non-stop. Valli a capire, questi modelli superiori). Be', Nines era... strano. Un po' terrificante, a dirla tutta. Ma Connor l'aveva visto piangere. Sapeva che in realtà era soltanto molto, molto spaventato, e che non era ancora del tutto uscito dal trauma di essere stato oggetto di numerosi esperimenti nella torre della Cyberlife. In ogni caso, a Jericho non c'era mai stato, e Connor intendeva tenercelo lontano il più possibile. Nines, al contrario suo, non amava quando non lo trattavano con rispetto ed era pronto a combattere per conquistarlo. Nessuno aveva i soldi per tirarlo fuori dal carcere in caso di arresto per pestaggio violento non giustificato.
Connor si sentiva solo, non si sentiva un deviante e soprattutto si sentiva inutile. Era come essere rinchiusi in una gabbia di vetro antiproiettile: il tempo scorreva, le cose accadevano, la gente parlava, e tutto senza di lui. Eppure voleva rendersi utile. Era propositivo, intelligente, conosceva bene la mente umana. Aveva tutte le qualità per essere la grande arma della rivoluzione. Ma non poteva. Non poteva parlare in TV, nonostante la sua notevole eloquenza, perché a nessuno piaceva vedersi rappresentati proprio da qualcuno che di devianti, direttamente o indirettamente, ne aveva uccisi a decine. Non poteva aiutare nelle associazioni di aiuto collettivo a Jericho, perché era probabilmente l'androide meno popolare di tutta Detroit. Era così inutile.
Hank gli posò una mano sulla spalla. Connor sobbalzò. - Ehi, tranquillo, ragazzo. Non ti muovi da dieci minuti, sai? Per un attimo ho pensato che fossi andato in stand-by o qualche altra tecnocazzata del genere.-
L'androide sbattè le palpebre e accennò un sorrisetto di scuse. Non si era accorto di essere rimasto immobile, a pensare, per così tanto tempo. - Mi scuso, Hank. Spero di non averti messo a disagio.-
- Non per sembrare uno stronzo, ma in effetti mi hai messo proprio a disagio.- Il tenente gli lanciò un'occhiata preoccupata e si buttò a sedere sulla poltrona, accendendo la TV per vedersi la sua sacrosanta partita di football della domenica pomeriggio. Nines era sdraiato sul divano, con un paio di vecchie cuffie rosse sulle orecchie. Sembrava di buon umore. Fissava il soffitto, gli occhi azzurri ghiaccio persi in qualche pensiero oscuro che probabilmente riguardava il detective Reed, e intanto accarezzava a ritmo di qualunque musica stesse ascoltando la sua gatta, Noor. La gattina dormiva tranquillamente sul suo petto, facendo le fusa. Sumo la guardava malissimo dall'altra parte della stanza. Tipica domenica pomeriggio in casa Anderson.
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dbh;; one shots
FanfictionLa leggenda narra che se @phckamanda smette di scrivere cose su dbh, muore. Le leggende hanno sempre un fondo di verità: @phckamanda non muore, ma di certo si sente un po' giù. (stavolta ho scritto anche su connor. è un personaggio stranissimo, ma è...
