I Bambini Non Crescono

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Erano le 3 del mattino.

Sentivo Ronald che ripeteva la stessa frase da mezz'ora.

TORNA BRUTTA TROIA
TORNA BRUTTA TROIA
TORNA BRUTTA TROIA
TORNA BRUTTA TROIA.

E ogni quattro quarti, interrompeva la sua strofa con la stessa frase.

SCOPA SOLO CON ME.

Probabilmente ero più ubriaco di lui ma la mia voglia di fermarlo era inesistente.
Si, purtroppo la ragazza di Ronald era andata via con un'altro, anzi, con altri.

Le relazioni non possono essere durature, almeno per il mio caso.
Ho provato poche volte ad amare, sono finito pure io su quel marciapiede a piangere dalla disperazione e, come ogni bambino viziato, ho capito che di certo non ti faceva ottenere quello che volevi.

Gli individui hanno diversi modi per sfogarsi e piangere è semplice, lo fanno pure i bambini.

Io stesso, prima di correggere la mia bassa autostima in tutto ciò che facevo, piangevo.

«Crocefissi le mie passioni ancor prima che lo diventassero, violate, svanite come le azioni, 
l'alcol azzerava ciò che doveva azzerare,
ma il mondo vibrava comunque, vibrava con la pienezza dei dettagli incastonati tra le menti, come diamanti, individui che si somigliano , senza colori contrastanti, armoniosi in ciò che pensano ma accecati dalla loro regolarità.»

Ronald continuava a piangere e a barcollare.
“Non sono una badante" pensai, mi spostai verso la festa, le donne erano lì dopotutto, e il casino della folla colmava il buco dell'aria del mio cervello.

Conobbi una ragazza, probabilmente poco più piccola di me, ballammo per un po' del raggaeton e poco dopo gli misi una mano nelle mutande.

Odiavo l'inverno, potevamo solamente imboscarci in un posto all'esterno o direttamente nel lurido bagno del locale dove, essendo ubriachi, già era tanto se c'entrassi il buco e non parlo del cesso.

Mi fece un fellatio, venni dignitosamente e poi mi chiese di seguirla su Instagram.

«Seguimi! Dai, così magari facciamo altro.»

Le diedi un bacio e le dissi che l'avrei seguita non appena fosse finita la serata, feci come per salvare il suo nome nelle note per finta e tornai da Ronald che ancora piangeva.

Che schifo, non era come nei libri Underground che leggevo, non sarà mai così per ora, ma mi accontento.
La mia generazione è collegata mentalmente ad internet e, senza banalmente accorgersi, si fanno consapevolmente influenzare.

Influencer.

Non sono contro di loro, ma non potrei mai esserlo, io parlo di ciò che mi pare, non voglio far pensare la gente come me.
Porca puttana no, già ci vivo io di merda col mio cervello.

Mi devi venire a prendere, portai a casa Ronald e gli rimboccai le coperte.

«Non ti consolerò, perché quando lo fanno con me sono costretto ad ascoltare le cazzate di persone che non sanno un cazzo.» gli dissi «Sta a te scegliere se deprimerti o se cambiare ottica su sto mondo, ma non lo farai, e manco ti ricorderai di questo discorso. Quindi lascia che la vita ti culli come i bambini che frignano quanto te.
Prima o poi crescerai come loro.»

Gli individui crescono come gli altri.
Gli individui che fanno la differenza e si ribellano colgono molte più sensazioni ed emozioni degli altri.
O almeno si rispecchiano in uno specchio più rotto.
Tornai a casa e mi misi al computer, rubando una bottiglia di vino a mia madre.

Scrissi.
Almeno quella notte, non avrei pianto.

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