Il Viaggio di Nadia

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Era un giorno di sole, erano da poco iniziate le vacanze estive. Nadia era felicissima di partire, era una ragazza di 11 anni. Era solare ma a volte la tristezza le impediva di fare tutto e si chiudeva in camera a piangere. Le mancava qualcosa, le mancava quella cosa essenziale che quasi tutti gli adolescenti hanno. Neanche nei sapeva cosa le mancasse precisamente. A volte pensava che forse le mancava una miliare amica. Nadia non andava d'accordo con nessuno dei suoi compagni. Nadia era diversa dalle solite ragazzine di prima media, lei era più speciale, era più matura rispetto alle altre, come se avesse già 30 anni. Amava la musica e soprattutto la ginnastica artistica, era molto portata nello sport. Aveva una chitarra. Era la sua consolazione più grande quando si sentiva giù, ma non la sapeva suonare, faceva soltanto una ripetizione dei pochi accordi che conosceva. Nadia era una fan sfegatata di Ermal Meta. Era il suo idolo, passava ore e ore al telefono a guardare video e foto del famoso albanese.
Quel giorno Nadia si era svegliata presto, verso le sette, per prepararsi. Erano le dieci quando il padre uscì di casa e andò a scaldare il motore del camper. Lei e il fratello portarono tutte le valige nel camper. Nadia non si scordava mai di mettere la sua Biba Bamboloni nella valigia, la portava sempre con se, era una bambola di pezza. Erano tutti nel camper, pronti ed entusiasti di partire, mancava solo ma mamma che stava ancora dentro casa a salutare Nocciolina, la loro gatta. Il resto della famiglia l'aveva già salutata prima di uscire di casa con baci e carezze quasi infinite. Durante il viaggio la mamma cercava di dormire, il fratello stava leggendo un articolo su Focus e Nadia pensava a chi poteva  incontrare al campeggio, magari un'amica straniera. Aveva appoggiato il suo cuscino nel tavolo e aveva gli occhi chiusi, ma non dormiva. Fecero circa tre ore di viaggio in camper per arrivare al campeggio. Scesero dal camper, diedero i documenti necessari alla reception è un ragazzo in bici lo accompagnarono alla piazzola che avevano scelto poco prima. Affianco alla loro piazzola c'era uno spazio di prato grande più o meno come la loro piazzola, infatti era proprio una piazzola. Era vuota, come tante altre. Nadia era davvero felicissima e fece sapere a tutti che era lì con una storia di Instagram. Aveva scattato una foto al braccialetto verde che le avevano dato alla reception con scritto il nome del campeggio: "Grotta del Saraceno". Era l'ora di pranzo, erano tutti affamati anche se durante il viaggio hanno mangiato qualche patatina. Hanno pranzato in un ristorante del campeggio che faceva solamente pizza, anche d'asporto. Dopo pranzo, la mamma e il fratello andarono a visitare il campeggio, fecero un paio di giri per capire la loro posizione. Invece Nadia e il padre andarono in piscina. Nadia aspettava solo quello. Trascorsero circa due ore in piscina, quando poi arrivarono anche la mamma Patrizia e il fratello maggiore Gianmarco. Gianmarco si sedette in una sdraia vicino ad un ragazzino di 14 anni. Si chiamava Vico ed era metà tedesco. Giammi e Vico fecero subito amicizia, iniziarono con un semplice "Ciao" e Nadia lo guardava invidiosa, come se volesse anche lei fare amicizia con il biondino. Nadia si addormentò all'ombra per mezz'ora. Quando si svegliò, il fratello e il suo nuovo amico non c'erano più, non c'era neanche la mamma, vide solo il padre che stava dormendo. Non volle svegliarlo per chiedergli dove fosse la mamma, così si guardò intorno e avvistó da lontano una signora con lo stesso costume di sua madre. Era sicura che fosse sua madre, così le andò incontro, aveva ragione, era sua madre. Nadia si limitò a chiedere a sua madre "dov'è Giammi ?" La mamma le rispose che erano in spiaggia ad allenarsi facendo qualche esercizio finisco. Nadia non esitó e rimase lì sulla spiaggia con telefono acceso nelle mani. Era quasi sera quando tornarono tutti nel camper. La giornata si concluse con una cena a base di pomodori, melanzane e una mozzarella enorme. Non avevano più niente in frigo, Nadia lo fece notare e il padre le rispose che io giorno dopo sarebbe andato a comprare il necessario al mini market del campeggio. Nadia era stanchissima, le si chiudevano gli occhi perché era stata più di un ora in acqua e il cloro le faceva questo effetto. Si addormentò prestissimo, prima delle dieci.

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