Flashback
23/10/2010
Ho voglia di in bicchiere di vino e poi di una dormita.
Apro il frigo e prendo Il vino,lo verso nel bicchiere e allo stesso tempo guardo la tv senza urlare contro la squadra avversaria.
Mi accomodo sul divano e sorseggio il vino mentre rivedo i messaggi da parte dei miei amici.
Tra i messaggi,scorgo quello di Award che aveva voglia di uscire.
Ad un certo pinto sento la serratura della porta girare e vedo mia figlia rientrare dalla serata con le amiche.
La vedo andare in camera senza nemmeno salutare.
"Non si saluta più il padre adesso?"
"Scusa papà ma non so no di buon umore"
"Se vuoi ti racconto una storia come ai vecchi tempi che ti faceva sempre sorridere"
"Questo quando c'era la mamma papà"
Sentir dire quelle parole da mia figlia mi fanno sempre soffrire.
Sento la porta della sua camera sbattere e io sobbalzo per il forte rumore provocato da Benedetta.
Mi alzo dal divano e vado nella sua camera.
Busso alla sua porta e dopo aver ricevuto il suo consenso per entrare, varco la porta e la vedo asciugarsi le lacrime.
"Lo so che non c'è tua madre ma ce la stiamo cavando.Ammettilo"
Dico cercando di sdrammatizzare
"Con mamma era più facile"
"Lei sapeva far brillare questa casa da cima a fondo"
"Era una maniaca della perfezione"
Dice sorridendo
"Aveva un sorriso che rallegrava tutti e rendeva la famiglia unita come non mai"
"Vieni"
Mi indica il fianco del suo letto e mi accomodo affianco a lei.
Le accarezzo i capelli mentre le ricordo tutto ciò che era in grado di fare la mamma.
Era formidabile.
Ci addormentiamo vicini.
Mi piace abbracciare mia figlia perché è l'unica persona che mi rimane per continuare a vivere.
...
Flashback
27/10/2010
Sono passati un paio di giorno da quando ho abbracciato Benny.
La vedo dal salone,prepararsi un frullato con tanto amore.
Ha le cuffiette nelle orecchie e so che sta ascoltando la sua cantante preferita.
Io sono seduto sul divano a leggere un libro mentre finisco la mia colazione.
"Papà si è fatto tardi.Io vado a scuola"
"Va bene tesoro.A dopo"
"A dopo"
La sento chiudere la porta e sento i suoi passi svelti per le scale e anche la cartella che continuare a sbattere contro la sua schiena.
Due ore dopo
Sono al lavoro e cerco di sistemare dei fascicoli nell'armadietto.
Vedo sulla scrivania la tazza che mi ha regalato mia figlia quando era piccola:"Il miglior papà del mondo ".
Sorseggio le ultime goccie di caffè in fondo alla tazza e finisco di sistemare i fascicoli.
Ricevo una telefonata e di scatto mi alzo per rispondere.
È la scuola di mia figlia.
" Salve"
"..."
"Si"
Attacco il telefono e corro verso l'auto.
Raggiungo la scuola e vedo le ambulanze che portano via il corpo di mia figlia.
Il suo corpo freddo e immobile su quelle barelle.La gente attorno che fingeva di essere preoccupata. I suoi capello che si muovevano per il vento forte.
Corro in macchina e seguo l'ambulanza verso l'ospedale più vicino.
Seguo i dottori a passo svelto e percorro tutti i corridoi senza farmi bloccare da passanti.
Arriviamo in sala e prima che io possa entrare,due dottori mi bloccano le braccia senza che io possa fare un altro passo.
Aspetto ore sulla sedia mentre giocherello con le dita per la tensione.
Aveva un nodo allo stomaco e per quanto la gente possa ordinarmi di mangiare,io non tocco cibo.
Passa la mezzanotte e inizio a sudare.Avrò pianto almeno mille volte tutta la sera.
Continuo a torturarmi le dita senza fermarmi visto che le stavo per intrecciare.
Avevo il cuore a mille.
Dietro l'angolo compare il dottore che si sta levando i guanti e ha un'espressione che a me non piace.
Si avvicina a me e mi tocca con la mano la spalla,io mi ritraggo e scoppio in lacrime salate.
Non c'era bisogno di nessun'altra spiegazione.
Avevo già capito tutto.
Ho perso tutto.
Mia moglie e ora anche mia figlia.Non mi resta più niente per continuare a vivere.
Nella mia voce rimbombano le parole di mia figlia "Ti voglio bene babbo".
Erano le prime parole che ha detto quando la mamma ci ha lasciati.
Il dottore mi lascia un pò da solo e cerco disperatamente un motivo.
Il perché mia figlia avrebbe dovuto buttarsi dal terzo piano della scuola.
Pensavo fosse felice.
Mi sbagliavo e solo ora che l'ho persa capisco che sbaglio ho fatto.
Cercherò di capire cos'è successo.
Lo farò per Benedetta.
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Lasciando cadere
Mystery / ThrillerNon mi dimentico di quei bastardi che hanno portato via la mia unica vita.
