Era un sabato pomeriggio piovoso a New York. Natasha Romanoff stava seduta sul suo divano di pelle chiara con le gambe leggermente piegate verso petto. Una coperta di pile grigio chiaro le copriva copriva le gambe fino alla vita.
Tra le dita sottili teneva un libro pesante, le pagine ingiallite e i simbolu russi leggermente sbiaditi stavano ad indicare che quel libro oltre ad essere vecchio era gia stato letto e sfogliato più di una volta.
Il ticchettio della pioggia la cullava mentre le immagini di Anna karerina prendevano forma e piega nella sua mente.
<< Barton hai finito di fissarmi? >> domandó ad un tratto sbuffando ma senza nemmeno girare la testa nella sua direzione. Era abituata ad essere fissata, specialmente da lui. Sapeva esattamente dove si trovava senza bisogno di cercarlo in giro per la stanza. Sapeva che si era appollaiato sulla poltrona dietro di lei da quando era entrato dalla porta circa un'ora fa e da li si era piú mosso.
<< un giorno dovrai spiegarmi come fai >> disse alzandosi dalla poltrona. Percorse il poco spazio che li separavano e si lascio cadere sgraziatamente accanto a lei. Lei sospiró e richiuse il libro. Lo ripose sul tavolino da caffe color antracite e si sistemó i capelli per poi guardarlo.
<< il giorno in cui tu non farai tanta confusione >> si appoggió con il gomito alla spalliera del tivano e appoggió la testa sul palmo della mano sorridendo appena .
<< non ho fatto alcun rumore donna ragno >> brontoló.
Natasha allungó le gambe sulle sue ginocchia stiracchiandosi appena.
<< mi annoio >> disse Clint incrociando le braccia al petto.
Natasha guardó fuori dalla finestra. Aveva smesso di piovere ma il cielo era ancora grigio.
<< ci sono le giostre verso i docks. Ti va di farci un giro? >> la sua non era una domanda vera e propria. Dire di no alle giostre a clint barton equivaleva al dire no ad un sordo. Avrebbe messo il broncio e sbattuto i piedi fino a che non avesse ottenuto il permesso di andare.
Natasha lo guardó alzarsi e stiracchiarsi. Brontoló qualcosa mentre si passava le mani sul viso per svegliarsi.
Allungó qualche passo verso la cucina e si versò un caffé in una tazza, ne bevve un sorso prima che fosse rubato da Natasha.
<< Ei >>
<< non fare il bambino Barton >> gli ripassó la tazza e gli posó un bacio sulla guancia. Si avvió poi ancheggiando alla porta e l'aprí seguita a ruota da clint che afferró al volo il suo giacchetto e uscirono.
Il traffico nonostante il diluvio appena terminato scorreva abbastanza. Fermi ad un semaforo Natasha allungó le gambe sul cruscotto e guardó clint. Appoggió la guancia sulla spalla e continuó a fissarlo mentre sbuffava per la lentezza con cui arrivava il verde.
<< odio il traffico >> sbuffó e Natasha ridacchió stringendosi nelle spalle.
<< eppure mi sembravi cosí tranquillo mentre aspettavi che quella nonnina atraversasse. >> clint sbuffó ancora mentre Natasha continuava a ridacchiare.
Riusciti a superare il rallentamento la strada per il luna park era completamente libera.
Parcheggiarono la corvette ed entrarono.
Passato l'arco con scritto luna park trovarono alcune bancarelle per i piú piccoli.
Natasha senza farsi beccare da clint lanció un occhiata triste ad una coppia con un bambino nel passeggino che guardava e indicava a bocca aperta le luci di una giostra ma per quanto non voleva farsi vedere leggermente intristita si era fermata nel mezzo della strada.
Clint le posó un braccio intorno alle spalle e l' avvicinó a se.
<< sento odore di zucchero filato, che ne dici di andare a cercare la bancarella >> Natasha sospirò e si lasció guidare Clint mentre si stringeva più a lui. Chiuse gli occhi un momento scacciando via quel brutto pensiero che l'attanagliava ogni volta che incrociava un passeggino.
Non l'avrebbe mai ammesso a nessuno quanto le piacevano i bambini almeno quanto la terrorizzac l'idea di poterne avere uno tutto suo, poi si ricordava che era una spia, del suo passato e si rabbuiava tutte le volte e tutte le volte, Clint, era li a cercare di spostare la sua attenzione su qualcos' altro. Era bravo, ci riusciva tutte le volte, col cibo, con qualche battuta sull' ennesima uscita di tony stark ma mai aveva avuto il coraggio di affrontare l'argomento, non avrebbe sopportato vederla piangere su qualcosa che non poteva risolvere o semplicemente non erano ancora entrambi pronti. Ma lui era li sempre.
Natasha allungó un braccio e l'avvolse intorno alla sua schiena e appoggió la testa sualla sua spalla mentre camminavano alla ricerca dello zucchero filato.
<< lo voglio rosa, molto virile, o forse meglio un donut .. sempre rosa.>> disse ridacchiando e girando appena la testa le bació i capelli rossi leggermente increspati per l'umiditá.
<< pensi sempre a mangiare >> disse aprendosi finalmente in un sorriso e clint poté tirare un respiro di sollievo. Anche questa volta ce l' aveva fatta.
<< be tesoro, brucio molte calorie ultimamente >> entrambi risero ma qualcosa li distolse completamemte.
In fondo alla strada leggemente fangosa una bancarella li stava richiamando a gran voce.
<< un peluche per la sua signora?>> un signore barbuto e annoiato stava richiamando l'attenzione su di loro e un altra coppia a pochi passi.
Clint alzó un sopraciglio in direzione di Natasha che alzó le spalle.
Sciolsero la presa luno dall'altro e Natasha rabbrividi all'improvviso freddo che si insinuó in lei una volta staccata da lui.
Dietro di loro anche l' altra coppia si era.avvicinata.
Lei, una bionda platinata con capelli lunghi e lisci, un corpo plastica su di un paio di tacchi davvero esagerati per il posto in cui erano.
Lui un povero succube.
La brutta copia di barbie stava saltellando felice che il suo dolce compagno, di sua iniziativa sicuramente, andasse a sparare per vincerle un pupazzo.
Entrambi passarono accanto alla coppia di assassini e Clint, per quanto pacifico potesse essere sapeva distinguere una provocazione quando la vedeva.
Lasció la mano di Natasha e raggiunse anche lui il banchetto.
<< amico. Quanti punti si deve fare per quel coso gigante? >> domandó il ragazzo di Barbie.
Il peluche in questione era un orso a grandezza umana con un fiocco rosso al collo.
Anche clint l' aveva adocchiato ma non si pose il problema. Lanció un occhiata al tipo che porgeva una banconota per tre caricatori al barbuto.
<< che vinca il migliore, amico >> disse. Natasha aveva incrociato le braccia al petto e si era messa in disparte a pochi passi da Barbie che incitava il suo uomo.
La rossa alzó gli occhi al cielo e sperò solo che clint si fosse contenuto e non avesse fatto il cecchino ma << sei un idiota! Con tre caricatori sei riuscito a fare solo punti >> Barbie principessa era appena trasformata nella strega di biancaneva mentre urlava al ragazzo di essere un incapace.
Natasha li lascio a discutere e si avvicinó a Clint che sorridente sfiló davanti ai due con il mega orsetto.
<< ma come ha fatto scusi? Che cosa é lei un assassino? >> domandó il povero ragazzo. << tra i migliori >> La rossa ridacchió mentre si infilava nuovanente sotto il suo braccio.
I due ripresero a camminare mentre le urla della ragazza continuavano a seguirli.
<< torniamo a casa? >> domandó appoggiandosi alla macchina dopo aver infilato l' enorme orso nella corvette.
<< si. Inizio ad avere fame. Ma prima >> le si avvicino quel tanto che bastasse per far sfiorare i loro volti. Le posó le mani sui fianchi e si chinó per baciarla dolcemente.
Lei lo afferró per la maglietta avvicinandolo ulteriormente a se beandosi del calore che emanava il suo corpo.
Si staccarono quel poco che bastava per guardarsi negli occhi e sorridersi a vicenda.
<< mio padre aveva ragione quando diceva che sei un inetto. Neanche un gioco per bambini sa fare >>
<< caramellina mia, non fare cosí. Ti compro quell anello che ti piace tanto. Caramellina.. >> entrambi si voltarono alle urla dietro di loro. Erano ancora Barbie e ken che litigavano mentre salivano su un suv bianco.
Le due spie risero ancora poi scambiato un bacio veloce salirono in macchina.
<< non vorrei essere in quel poveretto >> commentò Clint mettendo in moto.
Natasha si girò verso di lui e allungò una mano sulla sua.
<< grazie >> disse.
Clint la guardó mentre stringeva la sua mano e guidava in direzione di casa Romanoff.
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shooting
FanfictionUna giornata noiosa ed uggiosa porta le due spie in un luna park fuori cittá. Tra il traffico, un bambino in un passeggino, Barbie e ken i due riusciranno a stare un po tranquilli?
