Capitolo 1

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Consiglio per la lettura di questo capitolo:  Ascoltate la canzone di Sia - Angel by the Wings.  La musica fa il suo. Grazie.

Silenzio. Quanto lo amo questo silenzio. Vorrei che durasse per sempre. Tutto è immobile come la mia anima. Si sente solo il mio respiro lento e confuso che si scaglia contro il vuoto, come un'onda contro la spiaggia italiana, eppure il mare poco mi piace , tranne nella stagione invernale. Tutto è più freddo, come quell'acqua cristallina illuminata dai raggi solari, come le mie mani che ne cercano un'altra per riscaldarsi o come il mio cuore in tempesta pronto a farsi colpire fino a ridurmi in polvere e volare via. Ottima prospettiva, ma è così che mi sento. In uno stato di sopravvivenza ma .. so che ce la farò. Dicono che sono forte, ripeto " Dicono" perché se dicessi " dico" vi mentirei, e non ci tengo.

Oggi è il primo ottobre , nonché l'onomastico di Teresa, la mia migliore amica. Le farò gli auguri appena smetterò di guardare queste fotografie sul letto. Nella prima foto ci siamo io e lei che sorridiamo, ora se ci penso non so nemmeno cos'è un sorriso. Nella seconda foto c'è lei di spalle che mostra i suoi lunghissimi capelli color miele, amo questo colore. Nella terza foto , c'è un paesaggio di colline con una Quercia al centro ed un altalena appesa con delle corde, che ricordi. Il mio ultimo ricordo. L'ultima volta che sono stata su questa collina ero in compagnia di Teresa, lei correva e io le dicevo di fermarsi per la fatica. Era così forte e veloce , era quel tipo di persona che faceva venire la voglia di correre all'infinito, era piena di sorprese, piena di vita. La ricordo così, tutto il resto è nebbia.
Poso le foto nell'album dei ricordi prima che mi scende una lacrima  e lo ripongo nella credenza che ho costruito apposta. Le cose belle , quelle che mi hanno fatto vivere , le conservo, se anche lontane. Controllo l'orario per essere sicura di non rimanere fuori ad aspettare l'apertura ma fortunatamente sono ancora in tempo. Mi dirigo con cautela verso la cucina sperando che Milly non si svegli e incomincio a prepararmi un caffè nell'attesa che fuori facesse alba. Milly è la mia gattina, ormai di matura età ma sempre affettuosa nei miei confronti. Non so che farei senza di lei, senza la sua compagnia in questa casa già vuota. Mi rimane solo lei.
Verso il caffè nella mia tazza preferita, e mi siedo sulla poltrona rivolta verso la vetrata grande del salotto. Questo è il mio posto, qui mi sento al sicuro. Amo osservare il tipico panorama autunnale: la pioggia che scende lentamente , l'aria che tende a rinfrescarsi e il cielo che si riempie di  sfumature malinconiche . Ma tutto questo mi fa rilassare ma allo stesso tempo pensare , e quando penso sono pericolosa perché ho il coraggio di rimanere proprio qui , su questo divano , con gli occhi fissi alla realtà che mi circonda, a pensare per il resto della giornata. Finisco di sorseggiare il mio caffè ed inizio a prepararmi velocemente, voglio vedere questo sole sorgere tra tutto questo silenzio e malinconia.

Esco di casa mentre il cielo sembra schiarirsi lentamente mentre il sole sale verso l'alto nel  cielo illuminandolo. Questo momento, è indescrivibile. Invito a chiunque di uscire fuori casa , anche con il pigiama addosso o con uno spazzolino tra i denti , per guardare questo spettacolo. Rende l'inizio di una giornata malinconica in un qualcosa di più. Teresa mi diceva sempre :" Segui il Sole , la luce , i suoi raggi , non andare mai contro questa Stella, essa saprà indirizzarti". Vedendo il Sole riesco a vedere anche lei , quei occhi blu pieni di Primavera di Botticelli, ah quei occhi. Ah Teresa.
-" Teresa" , ripeto il suo nome ad alta voce e ritorno alla realtà, all'alba e alla fretta di non perdere il bus. Cammino seguendo i raggi che illuminano la mia Tallinn e sorrido all'idea di poter parlare e a far visita alla mia migliore amica. Non ho tante cose da raccontare ma farò di tutto per non farla annoiare.

Mi fermo alla fermata del bus che come al solito è vuota e aspetto il suo arrivo tra uno sguardo e l'altro. Conterei le macchine se ne passasse una  , o guarderei le forme che assumono le nuvole , ma il cielo ormai è diventato azzurro come i miei occhi mentre il Sole domina il tutto. Proverei a parlare con qualcuno anche se sono al quanto timida anche se in questo stato, in questo momento , avrei bisogno di un " ciao" o anche " non mi scocciare " , andrebbe bene lo stesso. Anche questo è dialogare alla fine, o solo per me. Sono di poche parole, se una persona mi da a parlare lo faccio o ci provo io , ma se invece si alza prima che io mi sieda beh allora lì starei in silenzio, come sempre oltretutto. Vorrei uscire da questo mio guscio, ma non è sempre così facile. La vita richiede il tempo, e il tempo richiede la vita. Un po' come " la realtà cerca la razionalità , e la razionalità cerca la realtà ". Per me la mia vita sa un po' di Hegel, un filosofo che dichiara che ciò che è reale è razionale, e ciò che è razionale è reale, sembra impossibile da capire ma basta pensare che ogni cosa ha una logica, sia buona che cattiva , il giusto e l'ingiusto , ciò che sembra assurdo e ciò che non lo è. Ogni cosa ha una spiegazione. Ogni cosa, ripeto tra me.

Arriva il bus improvvisamente,  intento a spazzare via la mia filosofia con quella di Hegel e ad riportarmi a ciò che devo fare. Prendo posto e mi preparo ad osservare: le case, i monumenti , la gente che esce di corsa dalla propria casa per andare al lavoro, gli studenti che si affrettano a fumare una sigaretta per poi incominciarne con un'altra, i cagnolini che abbaiano alle macchine dei propri padroni, i negozi che prendono vita, le strade che iniziano a riempirsi di gente che come me deve rimboccarsi le maniche per affrontare una nuova giornata, una nuova sfida.

-:" Hei" , sento una voce da dietro alle mie spalle. Una voce calda e delicata. Mi giro per scoprire la persona e mi trovo una bambina con un libro in mano " Le Piccole Donne". Le sorrido dolcemente  perché non ho mai visto oltre me stessa , una bambina leggere un libro così impegnativo che racchiude la forza di una famiglia di donne. Adorabile e coraggioso.

-:" Ciao, posso esserti utile?" , domando sperando in una risposta pur di sentire di nuovo quella sua voce.

-:" No.. volevo solo salutarti", risponde e torna subito a leggere sorridendo tra sé.

Ritorno a girarmi in avanti e mi accorgo che siamo arrivati a destinazione. Inspiro lentamente e prendo l'uscita dal bus.

-:" Ciao Viraha , ci vediamo domani!" , mi saluta l'autista anziano facendomi un occhiolino incoraggiante mentre inserisce la marcia per ripartire.

Viraha è il mio nome. Già, forse non lo avrete mai sentito in giro , in realtà nemmeno io , è uno di quei nomi che ti rende già diversa dalle altre persone a prescindere ma io amo questa mia diversità. Non so molto su questo nome , l'unica informazione è questa frase:
" Consapevolezza dell'amore che arriva nel momento della separazione".
E so , anche se non con certezza, che questo nome me lo ha scelto mia madre anche se non ho ancora capito il motivo per cui mi abbia dato un nome che non ha la possibilità di essere festeggiato o di farsi ricordare da qualcuno. "Sono proprio le cose strane che si ricorderanno sempre " diceva T.

Mi incammino all'entrata e mi dirigo all'interno di questo posto che mi fa sentire bene ma che mi da la sensazione e la volontà di prendere il volo per raggiungere chi non c'è più. Benvenuta al cimitero, Viraho.

VIRAHAWhere stories live. Discover now