Era l'onomastico di mia nonna ed era un giorno piovoso. Dovevo andare a farle gli auguri, ma mentre andavo spedita verso casa sua mi fermai per un momento a riflettere. Pensai, quindi, di non presentarmi a mani vuote e decisi di prenderle una rosa e, precisamente, una rosa rossa. Andai quindi dal fioraio più vicino. Cercavo di scrutarmi intorno per trovare quello che mi serviva.
'Buonasera'
'Buonasera'
'Cosa cerchi bella fanciulla?'
'Una rosa, possibilmente rossa.'
'Oh tesoro ma non le abbiamo..abbiamo però altri tipi di fiori, tulipani, orchidee..potrebbero ugualmente interessarti?'
'Nono..a dire il vero ero e sono tutt'ora intenzionata a prendere una rosa rossa. Grazie lo stesso, buona serata!'
Me ne andai quindi così, a mani vuote, convintissima di trovarla al primo colpo. Mi diressi, quindi, verso un secondo fioraio, leggermente più lontano.
Entrai e mi osservai intorno. Si vedeva chiaramente l'atmosfera di scoraggiamento nei miei occhi.. e, infatti, nemmeno qui avevo intravisto quello che cercavo.
'Buonasera, dimmi tutto'
'Cercavo una rosa ross..'
'Ci sarebbero, ma sono tutte aperte e rovinate, quindi ti consiglierei di optare per un altro fiore'
'Nono la ringrazio, cercavo precisamente una rosa rossa. Arrivederci'
E niente, me ne andai senza niente anche qui. Il primo fioraio non le aveva proprio, il secondo le aveva tutte appassite. Wow. Forte.
Va bene, ma passiamo avanti. Non è finita qui la mia avventura. Vado da un terzo fioraio..
Entrai e vidi tantissime rose rosse, ma tutte aperte e appassite. Stavo per scoraggiarmi anche qui, volevo uscirmene, ma poi ho pensato 'vabbè ma tentar non nuoce'.
'Buonasera signorina, come posso aiutarla?'
'Buonasera, cercavo una rosa rossa. È possibile che ci sia?' Dissi con uno sguardo a dir poco rassegnato.
'Sono tutte aperte e rovinate, ma provo a vedere se nel mucchio se ne è salvata qualcuna, aspetti un attimo!'
Mentre cercava di trovare una rosa integra, mi disse:
'Queste rose sono qui da tanto tempo..la gente, come vede, non le ha comprate ed è anche un peccato che si siano rovinate così!'
Mi ero per un momento immersa in quegli attimi di silenzio e di spaesamento che mi caratterizzano, fissai così il vuoto e iniziai a estranearmi dalla realtà circostante. Iniziai improvvisamente a riflettere sulle parole del fioriaio e non solo, anche su come si è svolta la giornata di oggi. Risposi, quindi, con un semplice 'eh già' e non aggiunsi altro.
Per mia somma felicità vidi il fioraio estrarre da quel mucchio una rosa integra.
Disse con entusiasmo: 'Ce l'ho fatta! L'ho trovata!'
Wow é incredibile, sembrava avessi chiesto la Luna! Era indispensabile compiere una missione spaziale per poterla prendere, per poi portarla sul pianeta Terra e per poi, infine, vendermela. Sembrava una vera e propria caccia al tesoro.
Il fioraio, mentre mi incartava accuratamente la rosa, mi chiese per curiosità:
'Per chi sarebbe questa rosa?'
'Per mia nonna, oggi è il suo onomastico. Si chiama Rosa.', gli risposi.
'Beh vedrai che la farai felice tua nonna. Lei saprà apprezzare le cose semplici'.
Detto ciò auguro una buona serata al fioraio e lo ringraziai infinitamente.
La giornata, quindi, si concluse così, uscii dal fioraio e portai questa benedetta rosa a mia nonna. Mia nonna, come disse il fioraio, apprezzò il gesto e insieme ad esso, la rosa. ''Sono cose semplici'', disse il fioraio. È la ''semplicità''. ''Semplicità'' è un termine che descrive qualcosa di non artificioso, di non complicato e di non complesso. É semplicemente semplice. Ma prestiamo acuta attenzione nel non confondere il termine ''semplice'' con il termine ''normale''. ''Normale'' significa ''qualcosa di ordinario''. Spesso e volentieri, le cose semplici non fanno parte dell'ordinarietà , bensì della straordinarietà. Che differenza c'é? L'ordinario é un qualcosa che ''non esce dall'ordine'', è un qualcosa che si fa regolarmente. È quindi abituale, consueto. Lo straordinario è fuori dall'ordinario, avviene di rado. Rappresenta il caos, rappresenta la novità. È il diverso, l'eccezionale, l'insolito e la stranezza. È quindi ''strano'', qualcosa che esce dal solito, è bizzarro, è diverso. É quindi diverso, ovvero differisce interamente da altra cosa con cui si paragona. È essere discorde, distinto, singolare. È quindi essere singolare, significa essere unico, particolare, strano, bislacco, nuovo, speciale, raro. È quindi unico e raro, è quindi un qualcosa di impareggiabile, di straordinario, di introvabile, di prezioso. Questo significa semplicità. L'essere semplici implica tutta questa serie infinita di aggettivi, li racchiude tutti in una sola parola. La rosa é, dunque, un fiore semplice. E per quanto possa esserlo, era appunto introvabile. Sappiamo bene, mio caro lettore, quanto mi è costato cercarla. Tempo e delusione. Io ero certa di trovarla. La rosa é la base. Senza rosa non esisterebbero gli altri fiori. Non può esserci un'orchidea se non c'è per prima cosa una rosa. L'esistenza di essa implica l'esistenza degli altri fiori. Ero certa di trovarla perché è il fiore più bello e a renderlo bello è, appunto, la sua semplicità. Tutti i fiorai dovrebbero esserne provvisti. E non solo: non dovrebbero essere appassite. Passerei così a un'altra mia riflessione: ''la gente non ha dato peso alla rosa, non si è curata di essa''. Le rose erano appassite perché nessuno le ha prese, nessuno le ha considerate; per unire i termini: ''nessuno le ha prese in considerazione''. La gente è troppo impegnata a prendere e a guardare i fiori sfarzosi, i fiori complessi. La gente é ammaliata dalla perfezione. La rosa, nella sua semplicità, è anche imperfetta; altrimenti non sarebbe stata semplice, altrimenti non sarebbe stata una rosa. La rosa ha le spine. Mio caro lettore, ti lascio con la suspance. Quello che succede nel mondo si riflette nelle piccole cose. Tutto questo discorso è nato da un ''voglio regalare una rosa a mia nonna'' e la rosa non c'era e, se c'era, era appassita perché era stata dimenticata. Viviamo in un mondo dove abbiamo tutto e non abbiamo niente. L'avere tutto ci protende verso cose ancora più grandi e non ci fa apprezzare le cose più piccole. L'avere niente ci protende verso l'ignoranza, verso il vizio; perché cercheremo sempre le cose più grandi e non ci accontenteremo mai delle cose più piccole.
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Semplicità
Non-Fiction''Le cose migliori nella vita sono le più vicine: il respiro nelle narici, la luce nei tuoi occhi, i fiori ai tuoi piedi, gli incarichi nelle tue mani, il sentiero del bene proprio davanti a te. Allora non cercare di afferrare le stelle, ma svolgi l...
