2016
Era una normalissima giornata a Bucarest City, le persone camminavano per le strade, le anziane stavano sedute sulle panchine, i bambini giocavano nei parchetti, tutto andava nel verso giusto fino a qualche minuto dopo, proprio in quel momento, in quel preciso secondo tutta la Romania avrebbe cambiato faccia, era diventata una trappola mortale, per tutta la popolazione, ma nessuno aveva la minima idea di quello che sarebbe successo in seguito, erano tutti morti, morti viventi che aspettavano solo di uccidere e di ampliare il loro campo d'attacco, per arrivare al punto di trasformare l'intero pianeta, nell'imitazione dell' inferno rappresentato da Dante.
2020
Erano passati tre anni da quando tutto era iniziato, e io Ana Lasar ero riuscita a salvarmi per un pelo, quel giorno il paziente zero era riuscito a scappare dal laboratorio, riuscendo a contagiare anche i dottori che lo stavano studiando, lui riuscì ad arrivare fino al Super Market, il fatto ironico però non era quello; ma che, dieci minuti prima cammini per strada con intorno delle persone felici, con i bambini che giocavano insieme, e poi dieci minuti dopo ti ritrovi in mezzo al caos più totale, inizialmente vai nel panico, non sai cosa fare e poi capisci che la tua unica alternativa è di combattere per non morire, così ti devi mettere a correre più veloce che puoi e non voltarti indietro perché quel punto la morte sarebbe riuscita prenderti.
Mi stavo allenando, quando per qualche decimo di secondo incrociai il mio sguardo con quello dello schermo posizionato sulla scrivania insieme a tutte le altre cianfrusaglie che erano appoggiate, in quel momento vidi un gruppo di ragazzi, che stava correndo verso la zona est dell'ospedale.
Quando iniziai a prepararmi all'attacco, insieme a loro vedo che cerano anche un gruppo di zombie che li inseguivano.
-Cazzo - dissi, non bastavano già dei ragazzini a correre come dei deficienti nell ospedale, ma anche dei bastardi a rompere i coglioni ci volevano, appena uscita dalla porta, fiutai l'odore di corpi putrefatti nell'aria, esso portava fino al magazzino che ormai era completamente vuoto, io detti un calcio alla porta ed essa si aprì di scatto e andò a sbattere bruscamente contro il muro.
- Hey stronzi, perché non ve la prendete con una della vostra stazza! - dissi io urlando, dopo di che loro si girarono, erano stati una quindicina di morti, nella mia testa l'unica cosa che era presente in quel momento, era la frase, Uccidere i morti senza pietà uccidere i morti senza pietà.
Questo era il mio unico pensiero, ma prima che potessi anche solo fare il conto alla rovescia dei morti ancora in vita, erano già tutti stesi per terra con due pallottole piantate direttamente nei loro luridi cervelli ammuffiti.
-Su forza venite fuori, non vi farò del male! - quello che vidi dopo aver detto quella frase mi paralizzai del tutto, l'unica cosa che riuscivo a fare era respirare, anche se stava diventando sempre più difficile.
- C-cosa ci fate qui? - dissi io recuperando a tratti la mia capacità di mobilità, loro erano le uniche persone che ero sicura che non c'è l'avrebbero fatta, che sarebbero diventati dei morti viventi.
- Hey aspetta tu ci conosci? - chiese Sebastian Coman, due volte campione del basket studentesco, una calamita per ragazze *anch'io avevo una cotta per lui alle medie*, e un genio di tutte le possibili materie che ci possono essere.
- Si vi conosco, che cazzo ci fate qui?! - dissi io sconvolta e allo stesso tempo incazzata nera, per i tre anni d'inferno che mi avevano fatto passare alle scuole medie, ma non posso ucciderli, sono gli unici sopravvissuti all epidemia.
- Ana Lasar, la ragazza che stava sempre in fondo all'aula per non essere vista da nessuno, e che passava ogni intervallo e ogni minuto libero a leggere libri di ogni genere Si lei ci conosce perfettamente, gli abbiamo rovinato praticamente la vita - si fece avanti senza preoccuparsi del fatto che avevo una pistola in mano Adam Mihai, il re dell'informatica, appassionato di anime, il mago dell'arte manga e la mia prima vera cotta, che però non si è mai avverata ed era stato soltanto un sogno ad occhi aperti a farmi perdere la testa.
-Adam Mihai, vedo che non sei cambiato affatto, vero? - dissi io avvicinandomi a lui fino ad avere un centimetro di spazio che divideva i nostri corpi.
-Nessuno di voi è cambiato, perché nessuno di voi cinque deficenti si è fatto crescere le palle, o mi sbaglio? - dissi io accennando un piccolo sorrisetto ironico.
- Allora ascoltatemi molto attentamente, io sono il capo, chi disubedisce muore, chi invece fa il contrario vivrà e sarà in grado di sopravvivere SONO-STATA-CHIARA? - dissi io scandendo molto attentamente le ultime tre parole, loro senza dire nulla mi guardarono e e scossero la testa in segno di approvazione, per poi seguirmi uno dopo l'altro verso la sala principale, tutto sembrava così diverso, come se tutto quello che avevo passato alle medie stesse succedendo anche in quel preciso istante in cui lei e quei cinque ragazzi stavano andando a difendersi dai morti.
-Ana?- disse un ragazzo dietro di me, Stefanel Marin, re dell'informatica e molto spesso uno stronzo che crede di essere più furbo di tutto il mondo messo insieme.
-Cosa?- dissi io con fare abbastanza incazzato, non riuscivo a sopportare la loro compagnia, cazzo dopo tutte le prese in giro che mi avevano rivoltato contro, e che io ho dovuto subire dalla prima all'ultima goccia, come se avessi dovuto bere un veleno acido che ti uccideva molto lentamente, e che molto cautamente di consuma interiormente, privandoti della tua capacità di provare emozioni e sentimenti per altre persone.
-Sai che tutto questo non funzionerà e che moriremo tutti prima o poi?-
Dopo quelle parole, ero definitivamente incazzata nera, talmente incazzata che in tempo zero presi il coltellino svizzero, lo presi per la maglia, lo sbattei contro il muro e gliel'ho puntai alla gola, come si poteva anche solo permettere di dire certe cose davanti a me, dopo avermi vista viva dopo tre anni, aveva ancora il coraggio di dirmi che da li a poco sarei morta?
-Allora ascoltami molto attentamente, se io dopo tre fottutissimi anni sono ancora viva, c'è un motivo, e il motivo c'è l'hai puntato proprio in questo momento al collo, se avresti saputo difenderti ora sarei io la persona contro il muro, quindi la prossima volta che devi parlare pensa che io posso ucciderti da un momento all'altro dato che io sono armata e tu no.- dissi io tutto d'un fiato, i ragazzi che lo avevano visto contro il muro, rimasero sbalorditi da quello che ero riuscita a fare grazie alla rabbia, tutti tranne Adam lui rimase indifferente ma con un aria strana, lo riconoscevo, ma non sapevo bene che cos'era ma era qualcosa di diverso che non riuscivo a descrivere.
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Immortal World
Actionfino al 2016 il mondo era un luogo di pace e serenità, ma quanto pare quel giorno cambio totalmente le cose, e tutto questo accadde grazie al paziente zero, che infettò quasi tutta la popolazione mondiale tranne Ana Lasar, che rimase viva e consapev...
