Sì, segui il ritmo.
Uno, due, tre, quattro.
Non c'è altro.
Un mantra.
Un susseguirsi di melodie,
Brividi.
Reggo, reggo, sta per esplodere.
Esplode.
Un drop. Musica.
La segui, continua imperterrita, non pensi.
Non ti interessa... e non sai neanche cosa non ti interessi, te lo sei scordato.
Poi si ferma.
Ti togli le cuffie, 12 minuti al tuo compleanno, chissà chi ti farà gli auguri a mezzanotte.
Di certo non tua madre, lei già dorme.
Di certo non la tua ragazza, non ne hai più una da un mese.
Non è importante, ci sarà sicuramente qualche tuo amico che si ricorderà di te, della tua mente particolare e incasinata.
Hai rotto il muro sbattendo la porta due giorni fa, proprio in faccia a tua madre.
Sei uscito di casa gridando che stavi per bruciare tutto.
Sei uscito a farti una camminata.
Quando sei tornato tua madre non ti apriva alla porta, sei entrato con le tue chiavi e lei... dormiva.
Uno sguardo disgustato al muro crepato, vai nel tuo letto, lasciandoti abbracciare lentamente dal sonno.
6 minuti al tuo compleanno.
Ti sei lasciato distrarre dai pensieri degli ultimi giorni.
Non puoi.
Devi restare lucido, avrai tempo per dormire.
5 minuti.
Qualche notifica su watsapp.
Qualcosa si muove.
Sorridi stancamente.
4 minuti.
Prepari il bicchiere per festeggiare.
Lo prepari con stizza, quasi ripensandoci.
Poi però ritorni a quando tuo nonno è morto di cancro al cervello, oppure alla tua ragazza che ti ha fatto le corna con il tuo migliore amico; senza volerlo ripensi a quando ti sei fatto il tatuaggio: un momento felice, insieme a quando facevi musica.
Avevi un futuro brillante.
2 minuti.
Ripensi alle cose belle, alla tua prima volta, alla tua migliore amica, a tua madre anche sì.
1 minuto
Piangi.
Piangi per tutto.
Per la rabbia che la gente non ha mai capito.
Tutti sapevano che eri più intelligente, più pazzo e più sensibile.
Pensavano che tu fossi una roccia per questo,ma tu glielo dicevi, non è così.
Mezzanotte.
Bevi.
Ti addormenti, non leggi neanche i messaggi che stanno arrivando, ma il telefono vibra costantemente.
Buon compleanno.
La mattina tua madre si sveglia per venirti a fare gli auguri prima del lavoro.
Ti viene a svegliare dolcemente.
Non apri gli occhi.
Lei ti spinge,
più forte,
più forte.
Urla.
Ti urla di smetterla di fargli questo scherzo.
Ti tira uno schiaffettino.
A contatto con la tua pelle fredda sbarra gli occhi.
Secondi.
Secondi.
Secondi.
Ambulanza.
Causa del decesso: avvelenamento. Probabile suicidio.
Lo sei andato a svegliare, mamma.
Ma lui
Dormiva.
YOU ARE READING
my mind
Short Storystorie brevi. Horror, monologhi, psycho-creepy, romantici e chi più ne ha più ne metta.
