music

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Prima che la musica esistesse tutto era silenzioso.
La mattina nessuna campanella suonava per dare inizio alle lezioni, il vento soffiava tra gli alberi senza commettere alcun suono e il pomeriggio quando si andava a passeggiare al parco nessuna risata o pianto arrivava dalla zona giochi per bambini, gli uccellini non cinguettavano sui rami fioriti.
La sera il sole calava nel silenzio, mentre il cielo si dipingeva di colori pastello tutto taceva e le stelle apparivano timide nell'oscurità, nella notte né l'ululare lontano di cani né il frinire delle cicale accompagnava il sonno degli esseri viventi.
Ognuno proseguiva per la sua strada ignaro delle parole, ignaro del rumore della pioggia, del battere frenetico del cuore di un innamorato, ignaro della musica.
Poi un giorno come un altro qualcosa cambiò.
Nel cielo nuvoloso, al seguito di una tempesta, in un teatro abbandonato ai limiti della cittadina, due ragazzi ballarono.
La polvere s'innalzava dal vecchio pavimento quando i loro passi iniziarono ad avere un suono, il pavimento a scricchiolare, il battito del loro cuore a formare ora una sinfonia nuova, sconosciuta.
Tutto si muoveva intorno a loro e i movimenti erano fluidi, come se avessero saputo farlo da sempre.
E ora ridevano e ridevano ancora perché quel sentimento che tanto gli solleticava lo stomaco li faceva sentire bene, liberi da qualunque peso.
I piedi battevano a tempo un ritmo immaginario dettato dalle note di un antico pianoforte a coda.
Il vestito rosso della ragazza ondeggiava in quella danza, come una rosa in fiore e le mani di lui seguivano la melodia fluidamente.
E in breve anche lei seguiva la melodia al piano, mentre le loro dita si cercavano, si sfioravano, si allontanavano quasi scottate da quel contatto.
Una fioca luce filtrava dalla finestra che stava cadendo in pezzi, illuminava i corpi degli innamorati che nonostante non si toccassero apparivano stringersi l'uno all'altra, le loro anime s'intrecciavano, danzando dolcemente tra le ombre fino a diventare una.
E ora entrambi si alzavano e un passo dopo l'altro immaginavano quella musica, seguendo ciò che il cuore diceva, lasciando le gambe e il corpo muoversi, ballare fino a che il sole non sarebbe sorto.
Allo stesso tempo una madre cantava la buonanotte al figlio, cantava un mondo in cui tutto aveva rumore, persino i sentimenti.
La donna cantava ancora quando il temporale infuriava, i tuoni il rullare di un tamburo che guidava il bambino nei sogni.
Non c'era nulla da temere. La voce era salda, nessun tremito a scuoterla.
Magari la musica esisteva davvero e la dovevano solo scoprire.
Quante notti sprecate senza poter sfiorare le dita sulle note di un pianoforte o le corde di una chitarra. Quante parole non dette, coperte da quel velo di silenzio che opprimeva le anime.
La musica era l'olio mancante agli ingranaggi, il carburante di cui aveva bisogno la macchina della vita. Eppure quando il mondo scoprì la musica non vi fu chiasso o alcun baccano.
Essa si faceva spazio pigramente come se si stesse svegliando da un lungo letargo.
Piano piano gli uccellini iniziarono a cinguettare e poi il vento a muovere le fronde degli alberi e fischiare.
E le risate dei bambini erano mai state così belle? Quante cose perse, quanto di nuovo.
Ma tutto era così familiare che sembrava fosse sempre esistita, che fosse sempre stata lì nascosta e che finalmente fosse tornato quel pezzo mancante nell'anima di ognuno.
La musica era dappertutto, dietro al sorriso di due innamorati, nelle note di un vecchio basso, nei richiami degli animali, nelle api che volavano di fiore in fiore e nei baci.
Ogni cosa aveva una melodia differente.
E il silenzio esisteva ancora, ma sembrava trovare un posto migliore in quell'equilibrio perché colmava ciò che bisognava colmare e che la musica non sarebbe riuscita a fare.
Il silenzio accompagnava le lacrime, di gioia e non che fossero e qualche volta anche i sospiri di una tarda notte d'inverno.
Silenzio e musica erano bilanciati in completa sintonia e in quel punto il mondo potè vivere nella tranquillità.
Solamente in quel momento la terra ritrovò il suo equilibrio, ma fu solo per la brevità di un attimo. Poi, il caos regnò sovrano.

when music was createdWhere stories live. Discover now