Ho aperto gli occhi molto lentamente, non ricordavo più niente, così mi sono guardata intorno: ero seduta sul sedile di un auto dagli interni grigi, con la testa spiaccicata contro il finestrino, mi faceva male la fronte dove la pelle toccava il freddo finestrino, così pensai di aver dormito in quella posizione per parecchio tempo. Staccai la testa e guardai il paesaggio che scorreva fuori dal finestrino, che non era un gran che, solo una sconfinata campagna verde con delle villette coloniali bianche e campi di girasoli.
Non ricordavo niente nemmeno di me stessa, così mi guardai: indossavo un paio di pantaloncini blu scuro e una maglietta di un verde chiaro e fosforescente, entrambi con uno strano logo formato da due parole "OSTIA SCACCHI" . Queste parole destarono in me un ricordo, che, a sua volta, innescò una reazione a catena. Finalmente ricordavo tutto: mi chiamavo Valentina ed ero in macchina per andare al campionato nazionale di scacchi under 16, per cui mi ero allenata per tutto l'anno.
Mi succedeva spesso di svegliarmi e non ricordare nulla, perciò, ora, non mi sembra più così strano quello che è successo.
Guardo il mio orologio, sono le 9 e 24, dovrei arrivare fra un'ora circa, sono super elettrizzata
YOU ARE READING
la vita di qualcun'altro
General Fiction... perché è questo che sarà per voi, solo la vita di qualcun altro, la vita di una ragazza di 12 anni
