1.Il tormento

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Mi svegliai.
Pensai fosse il solito insulso impulso nevrotico che mi dissociava dal mondo esteriore e mi tormentava inibendo il mio improponibile senso di logoramento.
"Avrei voluto essere come gli altri",pensai.Sarebbe stato bello se non entusiasmante.
"VIVERE",una parola troppo grossa per la mia incapacità lineare di dissolvere i pensieri che si attorcigliavano come radici marce all'albero del  mio cospicuo volere inetto.
Avrei voluto godermela,ma sul serio.
Ti rendi conto di non valere più niente,meno di quello che avresti futilmente immaginato,nel momento in cui ti ritrovi solo come un barbone abbandonato dal materialismo di una società consumistica finalizzata al male psicofisico e allo sfruttamento umano in cui qualsiasi individuo si ritrova inconsapevolmente allo scuro della sua stessa ombra che lo perseguita come un fantasma longevo dalle somiglianze vacillanti e incongrue all'essere umano.
"Lo avresti mai immaginato?"No mi sento un fallito,anzi per meglio dire un completo perdente che cerca di riempire le sue giornate vuote cercando di sorridere alla morte che sembra più vicina del solito,ma sto parlando di quella interiore che ti logora dentro,tormentandoti più del dovuto,senza renderti conto,poiché quando te ne rendi conto diventi ancora più debole e nulla può davvero salvarti,se non la tua consapevolezza e la tua voglia di lottare.
Certo,facile dirlo.Una vita da combattente,pensai.
La realtà è che dopo un determinato periodo di tempo non hai neanche più le forze,anzi la voglia di farcela perché ti senti talmente inutile che non vorresti fare altro che lasciarti vivere dal tempo che ti consuma come un tarlo nel profondo del tuo essere.
Sii forte,pensai.
"C'è la farò anche stavolta." 

Il Dolore intrinseco dell'animoWhere stories live. Discover now