Prologo

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Cade, va ad una velocità incredibile. Poi, scompare, nel nulla. Come se non fosse mai esistita.
premo play.
be my girl and
I'll be your man.
Mi faccio cullare dalla melodia di questa canzone e lentamente riprendo a guardare il cielo costellato di stelle.
Mi piace guardare il cielo: è tranquillizzante.
Potrei rimanere qui in eterno.
Mi ronza qualcosa intorno...sblam! Uccisa brutta stronza.
Odio profondamente le zanzare.
Mi rilasso un altro po finché non sento mio padre urlarmi dietro:
<<Asteroide! Entra subito a casa!>>
Non voglio tornare, non posso, non ci riuscirei.
Prendo un grosso respiro e mi rammento che dovrò sopportarlo ancora poco, fra poco parto per l'università, non dovrò più sentire il suo orribile nomignolo, io mi chiamo Ester, non Asteroide.
Se solo ci fosse la mamma..
Scaccio subito via quel pensiero insieme alle lacrime.
Non ne vale la pena, non ora.
Torno in casa e corro in camera mia, non voglio che mi veda.
Mi precipito sulla scrivania a leggere. Mi distrae.
Tanto da non accorgermi che si è fatto tardi e devo andare a dormire, domani è il grande giorno.

falling starsWhere stories live. Discover now