Era un mattino cupo e grigio, il ragazzo dal ciuffo castano eveva appena finito di lavorare. Lavorava in un panificio con suo cugino che lo sfruttava facendolo lavorare 13/14 ore di continuo, a Christian non interessava, sapeva che un giorno la sua vita sarebbe stata diversa.
Poco dopo gli scrisse una ragazza con la quale messaggiava da qualche giorno, e tra i vari "come stai" o " come è andata a lavoro", lui le chiese di vedersi, per la prima volta. Lei accettò e decisero di vedersi all' entrata di un centro commerciale vicino casa loro.
Christian arrivò a casa, si fece una doccia, si mise in tiro e si guardò nello specchio continuando a fissare i suoi occhi oscuri. Ogni volta che li guardava vedeva trasparire l' oscurità che era contenuta nella sua anima. Sapeva che anche con lei se si fosse creato qualcosa lo avrebbe distrutto, aveva come il dono di conoscere il futuro, o forse ormai conosceva bene i suoi demoni.
La missione era semplice: conquistarla, portarsela a letto e sparire. non era accettabile nessun sentimento d' amore.
Si fecero le 3 del pomeriggio e lui si presentò all' appuntamento. La vide da lontano, era seduta su uno scalino; era bella: capelli legati dai quali dolci e selvaggi ricci neri cercavano di sfuggire, indossava un giubbottino, fin troppo grande per lei che la rendeva buffa ma bellissima allo stesso momento, un jeans blu e degli stivali. Era bassa, aveva un viso dolcissimo e dai suoi occhi traspariva un anima chiara...pulita...esattamente il contrario in confronto a quella del ragazzo dannato.
Andò verso di lei e si presentò;rimase meravigliato, la sua voce era un armonia dolce e serena, come una sinfonia allegra ed emozionante che risuona in mezzo ad una catastrofe,
Si fecerono un giro dentro al centro commerciale ma entrambi si stufarono; lui le propose di andarsi a fare un giro in macchina, lei accettò; dai suoi occhi traspariva la felicita, si riusciva a vedere una bimba il giorno di natale, impaziente di scartare tutti i suoi regali. Era sempre così o era la presenza di quel demone a renderla in quello stato?
Salirono in auto e lui iniziò ad incamminarsi senza meta mentre la musica ad alto volume risuonava dal suo stereo. Mia si stupì quando sentì partire "vivere" la canzone di Klaus. Christian non sapeva cosa ci facesse li e infatti cerco subito di cambiare ma lei lo fermò e gli chiese di lasciarla. Come una pazza iniziò a cantare, era buffa ma sembre bellissima. Era contagiosa, ti trasmetteva la sua felicità...
Al termine della canzone lui le chiese se voleva mettere lei la musica dal cellulare cosi avrebbe potuto continuare a cantare e lui avrebbe potuto ammirarla ancora e ancora...
Dopo un po che giravano si fermarono, e dal nulla lui le chiese un bacio; lei arrossì e gli diede un bacio sulla guancia. Ma non era quel genere di bacio che lui intendeva, la fissò negli occhi ,poi guardò le sue labbra, le afferrò il viso e lentamente si avvicinò a lei assaporando il suo sapore, le loro timide lingue si incontrarono e con passione iniziarono a danzare in un intreccio dolce diretto dai battiti dei loro cuori che sembravano quasi battere allo stesso tempo...
Per una volta quel bacio non era una finzione per il demone, lo voleva, voleva la sua felicità...voleva lei...
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Lost In You
Teen FictionChristian,giovane diciottene dal ciuffo castano ormai era sperduto in un limbo dal quale non riusciva più ad uscire, sino a quando conobbe un angelo, Mia.
