Tutto attorno a me era buio.
Lentamente, una debole luce si fece sempre più intensa, e sempre più vicina...
-"Clara... "
-"Clara...."
Il suono di una voce sottile, il sussurro di una donna in lacrime.
-"Clara... È un miracolo.."
Una immagine si mise finalmente a fuoco nei miei occhi.
Ero su un lettino d'ospedale, in una piccola stanza bianca.
Fili trasparenti, gialli e rossi attaccati al mio debole corpo.
Volti di persone in lacrime mi guardavano, stupiti, felici, ed increduli.
"Cosa sta succedendo..?" Pensai.
-"Clara, tesoro, sei sveglia"
Con viso inespressivo e privo di emozioni, la guardai negli occhi.
"Clara, ti ricordi di me?"
A quella domanda, un'altra donna la rimproveró.
-"Sophie, non devi chiederglielo, lo sai.."
"Lo so, ma..."
La donna mi guardò con un acido sorriso prima di scoppiare in lacrime.
E mentre tutti le si accovacciarono attorno consolandola, io ero sempre lì, su quel lettino, a guardarmi attorno con aria indifferente.
"Io sono Clara" ripetei nella mia mente.
-"Il mio nome è Clara"- sussurrai.
Accanto a me c'era un comodino, con un fascicolo su di esso.
Color bordeaux, con una scritta rossa sulla copertina, una di quelle scritte che solo a guardarle, capisci quanto sia importante ciò che hanno da dire.
Lo aprii delicatamente per non rovinare le pagine fragili e leggermente consumate. Un odore di carta e medicinali mi avvolse.
E alla prima pagina, -"Clara Boris, grave caso di perdita di memoria"
Tutto questo era così strano, e difficile da comprendere.
"Ho dimenticato la vita che ho vissuto?"
"Sono nata per la seconda volta." Pensai.
Ero debole, ma mi alzai.
Staccai con leggera convinzione i cavi trasparenti che catturavano il mio sangue con un piccolo ago.
Con lo sguardo fisso nel vuoto, abbandonai la stanza, e le persone al suo interno.
Nessuno mi fermò, nessuno cercò di convincermi a rimanere.
Allora uscii.
Un uomo anziano con un lungo camice bianco si stava avvicinando a me.
Mi guardava colmo di pena, con i suoi occhi di un azzurro acceso, e i suoi capelli erano bianchi e lunghi come la sua barba.
Con sguardo sorridente, che nascondeva una tristezza profonda, mi disse:" Ciao Clara, io sono Paul, il tuo dottore, piacere di conoscerti"
Mi porse la mano, e mi sorrise aspettando la mia risposta.
Strinsi la mia mano nella sua.
Il gelo che la mia mano trasmetteva, al contatto col calore della sua, mi fece rabbrividire il braccio.
Ed è allora che lo notai.
Inciso sulla parte più chiara della mia pelle, un simbolo.
Due anime, legate, come da un potere, una forza, da un desiderio profondo, dal destino che ha deciso di unirle.
La sentivo.
La sentivo, la forza che quel simbolo mi trasmetteva.
"Dottore, lei lo vede?" Gli chiesi indicandomi in braccio.
"Cosa Clara? Il braccio?"
"Il simbolo, lo vede?"
"No Clara.."
Rimanemmo in silenzio per qualche istante, finché il dottore disse:"Torna a dormire, parleremo meglio domattina"
Con aria confusa tornai dentro quella stanza bianca, stavolta da sola.
Ed è da quel giorno che la mia seconda vita iniziò,con il solo scopo di darle un senso, di trovare qualcuno che vede la realtà come la vedo anche io, che mi spieghi il motivo della mia rinascita. Vorrei incontrare la persona la cui anima è legata alla mia, e che il destino vuole farmi incontrare, un giorno.
In futuro.
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Science FictionNon ricordo nulla. Non so chi sono, e chi sono stata. È tutto così strano... Le persone attorno a me non vedono la realtà come la vedo io. Chi sono veramente? Qual è lo scopo della mia rinascita? Qual è il senso della mia vita? -21/07/18- #20 immag...
